Come educare i bambini al piacere del cibo: impariamolo dai francesi

I bambini e il cibo spesso sono un connubio un po’ complicato: ecco perché dobbiamo insegnare loro il piacere di mangiare!

Bambini e cibo piacere

Cercare di far mangiare frutta e verdura ai bambini spesso è un’impresa: io devo dire che qualche volta ci riesco e a volte no. In questo Paola e Vittoria sono molto diverse: la prima è più selettiva, mentre la seconda assaggia tutto, ma dei cibi proprio non le piacciono e non c’è verso di farglieli piacere.

Spesso i genitori tentano di far seguire una dieta sana e bilanciata, come dicono i pediatri e i medici in generale, ma la verità è che non sempre ci si riesce e allora ci si sente in colpa. Così tra i propositi del nuovo anno c’è quello di incominciare a mangiare meglio, eppure  l’educazione alimentare non passa attraverso il piacere del gusto dei cibi, ma solo attraverso quanto una tal verdura o un tal frutto possa far bene. Però ai nostri bimbi non interessa molto delle calorie o delle proprietà nutritive del broccolo: se non gli piace non lo mangerà.

Educare i bambini al piacere del cibo

Spesso infatti pensiamo al mangiare sano come alla privazione di qualcosa che ci piace: dobbiamo mangiare bollito, scondito, solo cose che certo faranno anche bene ma non invogliano il gusto. Invece – come fanno per esempio i francesibisognerebbe educare i bambini fin da piccolissimi al “piacere”. In sostanza, l’educazione al gusto va oltre il palato: consiste nello stimolare tutti i sensi e le emozioni. I cibi vanno assaporati nel loro gusto, guardati, osservati. Non dovrebbero essere considerati solo come un dovere per ricevere energia e se mangiamo qualcosa che ci piace – come ad esempio un piatto di lasagne che proprio da dieta non sono – non dovremmo dilaniarci con pensieri tipo “da domani faccio 40 chilometri di corsa“, oppure “avrei dovuto mangiare un’insalata con poco olio“.

Innanzitutto non serve a niente e non è poi così che si dimagrisce. Spesso infatti un regime alimentare sano è sinonimo di privazione, sacrifici e duro lavoro: è ovvio che a lungo andare non si ha l’approccio mentale giusto per continuare sulla via giusta. Per quanto riguarda i bambini, poi, le imposizioni non servono.

Focalizziamoci invece sui pasti, che non sono solo un momento di piatti in tavola, ma anche un modo per condividere e appunto assaporare le pietanze che vengono cucinate. Via allora i telefonini, no alla tv, sì al dialogo tra figli e genitori.

Recenti ricerche hanno dimostrato che se ci si distrae si tenderà a consumare per esempio più biscotti. Inoltre, se si è felici di quello che si sta mangiando, se si prova piacere, allora anche lo spirito (e la linea) ne gioveranno e così sarà anche per i bimbi.

E voi unimamme cosa ne pensate?

Firma: Valentina Colmi

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