Belgio e l’eutanasia ai bambini: una bimba chiede al re di fermare la legge.

In Belgio si discute se estendere il diritto all’eutanasia anche ai bambini e una bambina canadese invia un messaggio al re.

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A 14 anni dalla Legge che in Belgio ha legalizzato l’eutanasia, nel maggio del 2002, sta per esserne approvata l’estensione anche per i bambini.

La legge, già passata in Senato in dicembre, attende una nuova discussione in quella stessa sede per il voto finale che comporterà anche la firma dell’attuale sovrano: Filippo, salito al trono di recente.

Secondo i dati raccolti dall’Istituto Europeo di Bioetica, da quando è stata legalizzata l’eutanasia allo scopo di disincentivare le morti clandestine, sono state 5513 le persone decedute con questo metodo tra il 2002 e il 2011.

Per vigilare su eventuali abusi è stata costituita una commissione di vigilanza che però non riesce a stabilire se i casi di “dolce morte” dichiarati corrispondano a quelli effettivamente somministrati.

In teoria dovrebbero avere accesso a questa procedura solo i malati in fase terminale, ma controllando i dati pervenuti è emerso che solo nell’8% dei casi la morte per queste persone, sarebbe giunta a breve.

Un altro punto fondamentale è la dichiarazione scritta, su 235 casi di eutanasia dichiarati, solo 14 pazienti avevano rispettato questa importante clausola.

Tornando ai bambini, per essere somministrata loro l’eutanasia i piccoli dovrebbero provare una sofferenza insopportabile di ordine fisico, essere in fase terminale, avere l’approvazione dei familiari e di uno psichiatra che testimoni le facoltà decisionali.

A questo proposito la Coalizione dei medici per la giustizia sociale ha realizzato un filmato che vi sottoponiamo intitolato: “Da una bambina al re”, in cui un medico di famiglia canadese Paul Saba, spiega come sua figlia abbia dovuto affrontare un delicato intervento al cuore e come il suo caso avrebbe potuto, sempre secondo l’opinione di Saba, essere annoverato tra quelli plausibili per l’eutanasia.

 

 

Al di là dei pareri personali di ciascuno una questione tanto delicata e spinosa merita un momento di attenzione e civile dibattito da parte di tutti. Siete d’accordo anche voi?

Firma: Maria Sole Bosaia

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