Escludere i coetanei dai giochi è una forma di bullismo? Si, e va corretta insegnando l’empatia.

L’aggressività relazionale, un particolare tipo di bullismo di tipo verbale, è diffusa anche tra i bambini molto piccoli. Per arginarla dobbiamo insegnare ai bambini cos’è l’empatia.

Care unimamme, oggi torniamo a parlarvi di bullismo, anzi, di una forma molto particolare di bullismo: l‘aggressione relazionale, un’arma utilizzata anche da bambini molto piccoli per escludere, per esempio, i loro coetanei dai giochi. L’arma in tal caso è l’amicizia stessa.

In realtà, questa pratica si riscontra maggiormente:

  • tra le femmine, piuttosto che nei maschi
  • le ragazze infatti sono molto più sviluppate verbalmente e socialmente dei loro coetanei maschietti.

Solitamente l’aggressione relazionale viene considerato un fenomeno tipico degli anni delle medie, così le manifestazioni tra i bambini tendono ad essere più trascurate da un occhio attento, ma ci sono.

Caratteristiche di questa manifestazione di bullismo sono, per esempio:

  • costringere altri bambini a non giocare con qualcun altro
  • minacciare di non invitare qualcuno al proprio compleanno se non fa quel che gli si dice.

Una ricerca in questo campo portata avanti dal dottor Nixon ha evidenziato che:

  • una media del 50% di bambini e ragazzi fino a 12 anni ha sperimentato l’aggressione relazionale almeno una volta al mese
  • il 7% dei bambini la subisce giornalmente.

Un professore di psicologia dell’Università di Buffalo, il dottor Ostrov ha addirittura condotto degli studi su questa preoccupante modalità di comportamento infantile:

  • i bambini avevano tra i 3 e i 5 anni
  • sono stati rilevati segnali di comportamento tendenti all’aggressione relazionale già in piccoli di 2 anni e mezzo
  • ci sono prove che i bambini possono imparare a comportarsi così da genitori, fratelli, dai media.

A questo punto necessitano programmi per arginare questa pericolosa inclinazione. Uno di essi viene portato avanti presso una scuola elementare dell’Oregon, la Sue Buel Elementary School di McMinniville. I bambini, anche attraverso giochi di ruolo sono invitati a:

  • sviluppare l’empatia
  • aiutare gli altri
  • far fronte agli attacchi.

Naturalmente tutto ciò deve essere portato avanti anche col supporto dei genitori :

  • che devono dire ai figli immagina come ti sentiresti se qualcuno lo facesse a te
  • devono parlare delle emozioni dei personaggi durante lo sviluppo della storia.

Uno dei problemi è che molti bambini non capiscono che cercare di manipolare amicizia e relazioni è una forma di bullismo.

Quello che bisogna capire è che anche se non scatta la violenza fisica, come può essere nel caso del bullismo rosa, le ferite comunque rimangono e, talvolta, sono anche più dolorose.

E voi unimamme avete mai notato questo tipo di comportamento nei vostri piccoli? Cosa avete fatto per correggerli? Pensate che anche gli insegnanti possono fare qualcosa?

 

 

 

 

 

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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