La fecondazione assistita, tra storia e domande

La storia del sogno di avere un figlio nei secoli e le domande di Dibattito Scienza ai candidati premier alle prossime elezioni. Passato e futuro si incontrano nel nome di un bene comune

La procreazione assistita è un tema delicato e complicato.
Delicato perché ha a che fare con quanto c’è di più privato nella vita di una persona.

 Contenitore trasparente con ovociti di donna con indicato il nome della donatrice

Si parla nello stesso tempo di realizzazione di un sogno, di attese infinite, di intimità, di speranze e delusioni.
Complicato perché un tema, che trasuda così tanta umanità, va poi calato nel reale. In una legislazione, in un Paese con sua cultura e la sua storia.
Si tratta di uno dei pochi temi che riesce a toccare nello stesso tempo e con pari intensità sia il corpo che l’anima di chi lo affronta in prima persona.
Sergio Luzzato
nell’articolo: “Nascite artificiali, una storia naturale” descrive come il libro di Emmanuel Betta possa aiutarci a fare chiarezza. Lo storico, con il suo saggio, ci aiuta a comprendere: “un’anomalia tanto flagrante quanto incongrua: la vigenza nell’Italia di oggi di una normativa sulla procreazione assistita talmente retrograda da non avere uguali nelle legislazioni degli altri Paesi sviluppati.
Il libro in questione si intitola: “L’altra genesi. Storia della fecondazione assistita”.
E il titolo stesso denuncia: “Il punto dolente, sottolineando come i progressi della fecondazione artificiale si siano rivelati tanto più problematici quanto più hanno impattato – oltreché sulle fondamenta del rapporto fra natura e cultura – sull’ipoteca del discorso biblico.”

E la storia inizia con gli esperimenti di Lazzaro Spallanzani, proprio un sacerdote emiliano, che già negli ultimi decenni del XVIII secolo si era appassionato, quale professore di storia naturale all’Università di Pavia, alla fecondazione artificiale. La riflessione continua sulle implicazioni che la fecondazione assistita evoca alla cultura cattolica, e  il naturale confronto con altre Chiese, come quella anglicana, in cui la “condanna” verso la fecondazione assistita venne presto rivista. L’autore conclude con un’amara riflessione sulla indifferenza che, spesso, il nostro Paese dimostra verso temi così fondamentali per molti cittadini italiani, coinvolti personalmente o meno in questo sogno di fecondità: “L’abnormità italiana deriva anche – deriva soprattutto – dalla fissità del discorso dottrinale della Chiesa. Un discorso indifferente, da un secolo e mezzo a questa parte, al vissuto delle coppie con problemi di fertilità: un discorso impermeabile alla loro preghiera di trovare nella scienza l’aiuto per realizzare un sogno di fecondità.

Al silenzio calato sulle tematiche scientifiche in questo Paese, in continua campagna elettorale, reagisce Dibattito Scienza. Un gruppo di Facebook che riunisce ricercatori, insegnanti e comuni cittadini animati dal comune interesse per la scienza.
Già in occasione delle primarie del Centro Sinistra sono state poste ai candidati delle domande inerenti alla ricerca, lo sviluppo e le politiche sociali.
Così come già succede negli Stati Uniti d’America con Science Debate, i nostri candiati premier sono chiamati a rispondere a delle domande.
Nel nostro caso, la domanda 7 è così formulata:
La legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita è stata messa in discussione più volte negli ultimi mesi, con diverse sentenze tra cui quella della Corte di Strasburgo. Si impegnerà ad adeguare questa legge alla giurisprudenza italiana ed europea?
Passato e futuro si incontrano in queste parole.
Ci auguriamo tutti che questa domanda sia presto ascoltata. Ci auguriamo tutti che la risposta della politica sia proporzionata all’urgenza, anche e soprattutto umana, che la domanda implica.

Firma: Claudia Lauricella

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