Figlio unico: non è sempre una questione di “egoismo”

Perché una donna decide di avere un figlio solo? Scoprirete grazie alla storia di Priya che non sempre ci sono delle motivazioni egoistiche

Figlio unico

Questa è la storia di Priya Balachandran, una mamma che ha avuto una figlia e che ha deciso di non fare altri figli. Dunque una storia normale per molte di noi. Ma attraverso il suo racconto possiamo forse capire meglio cosa si prova quando si fanno certe scelte, le motivazioni che talvolta si celano dietro e in che modo chi ci sta intorno interpreta le nostre scelte di vita.

Da quando sua figlia aveva circa 10 mesi Priya si è sentita chiedere se avesse intenzione di fare un secondo figlio. Tutti le dicevano che la bambina sarebbe rimasta sola e così lei ha iniziato a provare un forte senso di colpa,  ma anche una grande rabbia. Infatti la donna ha rischiato di morire dando alla luce sua figlia, ma questo quasi nessuno lo sapeva, ecco la sua storia raccontata su Yahoo.

Figlio unico: non sempre l’età è la motivazione

Nel momento del parto i medici scoprirono in lei l’ipertensione polmonare, ovvero quel fenomeno per cui le  pareti polmonari sono troppo spesse e non fanno passare bene l’ossigeno provocando così un extra lavoro del cuore che deve pompare di più. Lei faticava a respirare e i medici dissero al marito che la moglie, 32 anni,  aveva soltanto 2 ore di vita.

Proprio lei che non si ammalava quasi mai, che aveva un ottimo lavoro ben pagato, una vita felice e finalmente una bambina adesso stava per morire.

Durante il parto la donna divenne blu in volta perché non riusciva a respirare; le venne fatto un cesareo d’urgenza e lei si ritrovò con la maschera d’ossigeno e senza la sua bambina. Non capiva cosa le stesse accadendo, ma capì che qualcosa andava male quando le portarono a vedere la bimba e dissero al marito di fare una foto a loro due così nel caso la bimba avrebbe avuto una foto con la mamma. Insomma capì che stava per morire e lo capì mentre teneva la sua piccola bimba appena nata.

Fu trasferita e nell’altro ospedale la salvarono capendo qual era il suo problema.

Una volta a casa però la donna ebbe un ictus che le tolse la parola. I sensi di colpa la pervadevano perché la bimba stava per tornare a casa dall’ospedale (era nata prematura al settimo mese) e lei si sentiva di averla già abbandonata in ospedale una volta (appena nata), di non riuscire ad allattarla e ora lei tornava a casa e sua madre non c’era, era ancora in ospedale.

Fortunatamente l’ospedale acconsentì a tenere la bimba in ospedale insieme alla mamma per poi uscirne 10 giorni dopo insieme.

Oggi la bimba deve fare un controllo cardiologico ogni anno e quello che più teme Priya è che la bimba possa avere il problema polmonare di cui la madre ha sofferto.

Questa donna in realtà vorrebbe un altro figlio, ma non può per vari motivi:

  • la sua malformazione polmonare (che se scoperta prima le avrebbe impedito di avere anche la prima figlia),
  • il fatto che vive grazie a medicinali che hanno pesantemente danneggiato le ovaie,
  • il fatto che la sua aspettativa di vita era passata dalle famose due ore (quando ha dato alla luce la bimba) ai prossimi due anni.

Ora che è sopravvissuta 10 anni con questa malattia tutti le dicono che è già un vero e proprio miracolo.

Dunque questa storia ci insegna che non sempre dietro ad una madre che ha soltanto una figlia ci sono ragioni egoistiche o futili, ma talvolta si nascondono veri e propri drammi, inimmaginabili e dolorosi.

E voi unimamme? Cosa ne pensate di questa storia particolare?

Firma: Valentina Colmi

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