Il business sulla pelle dei bambini negli orfanotrofi: la denuncia di un volontario italiano (FOTO)

Andrea Caschetto e il suo giro del mondo per gli orfanotrofi: inquietante la sua denuncia dal Nepal.

bambini orfanotrofi nepal


Cari unigenitori, vi abbiamo già parlato di Andrea Caschetto e del suo viaggio intorno al mondo per gli orfani. Purtroppo non tutte le notizie che ci arrivano da lui sono positive e danno speranza.

Come sapete Andrea sta documentando il suo viaggio sulla sua pagina Facebook, con foto, video e testimonianze varie, e dopo lo Sri Lanka e l’India, ora è in Nepal.

E’ da qui che Andrea lancia una denuncia e una richiesta di aiuto. Riportiamo integralmente la sua segnalazione Facebook:

andrea caschetto orfanotrofi nepal

COMUNICAZIONE IMPORTANTE

Dopo le 9 ore di bus… Sono stato in due orfanotrofi di mia conoscenza. Maschietti e femminucce. Stanchezza immensa, ma è bastato giocare per risorgere.
Casualmente ho incontrato un signore di Pokhara. Gli ho raccontato degli orfanotrofi dove sono stato e mi ha confermato quello che sospettavo.

C’è un business allucinante dietro i bambini nel Nepal. In uno dei due non li fanno adottare, perché sennò perderebbero attrazione per i turisti!
Così quando sono stato nell’orfanotrofio per i maschietti a Kathmandu (orfanotrofio piccolissimo dove in una cameretta di circa 25 metri quadrati dormono in 16) ho deciso di fare qualcosa che non avevo mai fatto prima, fare domande ai ragazzini dai 15 anni in su sulla loro situazione.
Come vi trovate qui? Vi danno l’affetto? Chi è la vostra figura paterna/materna? La scorsa settimana di sera non ho visto nessun adulto.”
Andrea, le persone che lavorano qui alle 17 vanno via. Non ci danno il minimo affetto, e la sera siamo soli con tre Big brothers, che hanno dai 19 ai 22 anni. I soldi che arrivano da organizzazioni esterne, vanno a chi lavora per l’orfanotrofio di giorno. Non ci danno niente. I vestiti e le coperte sono portati direttamente a noi da volontari come te.”
Vorrei contattare programmi televisivi come Le Iene. Ma la televisione, a mio modestissimo parere, è tutta finzione e falsità. Ho scritto a loro per alcune situazioni in passato senza avere risposte. Ho contattato personalmente inviati delle iene, da un caso di pedofilia alla bimba malata in India, Harita. Ma il massimo che hanno fatto è stato visualizzare il mio messaggio. Spero che leggano quello che sto scrivendo, per smentirmi. Da Giulio Golia a Pablo Trincia.
Domani farò un’altra riunione con i ragazzini e decideremo insieme se sarà il caso di andare a riprendere le domande pesanti che farò ai responsabili dell’orfanotrofio. Senza riprendere i bambini interessati o fargli dire quello che mi hanno detto, perché non voglio fargli rischiare niente. Andrò dicendo che ho delle testimonianze esterne e vorrò vedere il bilancio dell’orfanotrofio. Dove sta la giustizia ?

NON TOCCHIAMO I BAMBINI

Cosa aggiungere. Purtroppo non è la prima nè l’ultima segnalazione negativa in relazione agli orfanotrofi, che anzichè essere una soluzione per i tanti orfani nel mondo, spesso diventano solo una “fabbrica” per far soldi, con tutte le possibile conseguenze a danno dei bambini.

In passato anche alcune associazioni e privati hanno denunciato la situazione poco chiara e pulita in Nepal.

Nel blog dell’associazione Amici dei Bambini (AIBI) abbiamo trovato un’altra denuncia, questa volta proveniente da una ONG nepalese, la Next Generation Nepal (NGN), che ha voluto rendere partecipe l’opinione pubblica dei problemi legati alla corruzione e all’abuso negli orfanotrofi. Secondo tale ONG gli istituti speculano sulle attività di volontariato degli stranieri, chiedendo ai volontari internazionali di pagare cospicue quote di partecipazione o di effettuare donazioni ai gestori per le attività in favore dei bambini, ma di fatto poi questi fondi non vanno a loro. Ecco allora che conviene ai gestori degli istituti avere piu’ bambini possibili, non solo orfani, sfruttando la povertà delle famiglie, convinte di offrire così migliori condizioni di vita ai figli. In realtà le condizioni in cui sono tenuti i bambini, come conferma anche Andrea, non sono assolutamente buone. Anzi, come denuncia NGN, spesso i bambini vengono tenuti male proprio per colpire i volontari e far così aumentare le loro donazioni.

orfanotrofi nepal joshua olley

Un fotografo americano, Joshua Olley, che ha viaggiato anche lui come volontario lui in Nepal, ha invece realizzato un servizio fotografico di denuncia, con foto dei bambini ospiti di strutture i cui manager possedevano iphone e gioielli, mentre i piccoli apparivano malnutriti e mal curati.

Infine in un articolo apparso su Aljazeera una giornalista ha denunciato il mercato di minori attuato negli orfanotrofi in Nepal per le adozioni internazionali. Subina Shrestha ha anche prodotto un video-documentario, in cui gli stessi bambini spiegano cosa accadeva. Nel suo articolo, Subina, denuncia la presenza e la nascita di numerosi orfanotrofi a Kathmandu non registrati, e la provenienza di tanti bambini da zone remote, villaggi poveri, ottenuta sfruttando la vulnerabilità delle famiglie. Coloro che gestiscono gli orfanotrofi falsificavano poi l’identità del bambino, denunciandone magari il ritrovamento e quindi dichiarando che si trattava di bambini smarriti. Se nessuno infatti lo reclamava, per il governo il bambino era un orfano, e quindi potenzialmente adatto all’adozione. Tante le coppie straniere che pagavano migliaia di dollari in tangenti per i funzionari e donazioni per gli orfanotrofi al fine di “velocizzare” le pratiche burocratiche e “salvare” il bambino dei loro sogni. Questi episodi hanno fatto sì che le adozioni internazionali venissero sospese.

Ma ora il business degli orfanotrofi, come denunciano anche Andrea e Joshua, si è spostato sui volontari, per lo piu’ occidentali, che pur di fare del bene ai bambini, sono disposti a pagare per vitto alloggio o a effettuare donazioni personali.

Segue il filmato di Subina.

 

Cosa si può fare quindi? Denunciare sicuramente, come ha fatto Andrea! Ma non basta, occorre parlarne, occorre informare, le stesse onlus e associazioni varie, che si occupano di aiutare i bambini sotto diverse forme, così come gli Stati, tramite le ambasciate o i consolati, dovrebbero fornire tutte le informazioni rilevanti per chi viaggia in questi paesi. In realtà, se provate a farvi un giro sui siti ufficiali italiani, non si trova nulla al riguardo.

E voi unigenitori, cosa ne pensate? Aiutaterete Andrea a far arrivare il suo messaggio, che è di amore per i bambini, ma soprattutto in questo caso, di denuncia contro ogni forma di sfruttamento a danno degli stessi? Noi speriamo di si! Nel frattempo, per chi volesse seguirlo, ecco nuovamente il link alla sua pagina Facebook.

(Fonte AIBI, VICE, Aljazeera)

Firma: Redazione Universo Mamma

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