Amiamo i nostri figli? Favoriamone l’indipendenza!

L’educazione dei figli: non bisogna considerarli come delle proprietà, ma stimolarli all’indipendenza.

La riflessione mi è nata leggendo un interessante articolo di Michela Marzano su Repubblica intitolato L’amore delle madri che imprigiona i figli. L’autrice sostiene che essere genitori, per quanto possa essere bello dedicarsi alla causa, non significa ingabbiare i propri pargoli, considerandoli un prolungamento di se stessi. Già, i figli sono persone! Non dei piccoli “noi” in miniatura.

Detto così sembra una cosa ovvia, ma per molti genitori, soprattutto per molte mamme, i figli rappresentano una proprietà, qualcosa che solo per il fatto di aver generato viene vissuta come un’esclusività.

Se ci pensiamo bene, questo atteggiamento si riflette su tanti aspetti della vita dei  nostri figli:

  • a scuola,
  • nello sport,
  • nella vita sociale.

Sarà che molto spesso si riesce a mettere al mondo un bambino solo, la cosa che noto è che non si permette loro di sbagliare, di diventare degli individui autonomi, dopo prove ed errori. Solo così infatti affermeranno la propria personalità: dai primi passi all’età dell’adolescenza, si cerca di proteggere i figli dalle brutture del mondo, con la scusa che “una mamma lo sa“. Non ci si rende così conto che così facendo non si persegue il loro bene.

A tal proposito posso raccontare la mia storia: sono figlia unica e i miei genitori ovviamente hanno fatto il massimo per me, con il risultato che per il troppo amore, per un certo periodo della vita, ho finito per accontentarli. Insomma, loro mi vedevano come la realizzazione dei propri sacrifici, e quindi in un certo senso dovevo fare del mio meglio.

Poi, ad un certo punto, la mia vita ha preso una direzione diversa: ho seguito quello che volevo veramente essere, e così facendo credo di averli profondamente delusi, tant’è che mio padre mi ha più volte detto “non ci ascolti più“, che tradotto significherebbe “avresti dovuto fare così, come avrei fatto io, perché non lo capisci?”.

Ora che sto per diventare genitore, voglio sperare di essere in grado di insegnare alla mia nana ad essere una persona forte e indipendente. Quindi anche se cadrà, quando comincerà a camminare, sarà in grado di rialzarsi. Perchè la vita è quella grande mela da mordere, e di cui non avere paura! 

Firma: Valentina Colmi

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