Lo stress materno in gravidanza ha conseguenze a lungo termine sui figli

Una ricerca americana valuta gli effetti a lungo termine dello stress materno durante la gravidanza sui figli.

donna col pancione preoccupata

Lo stress in gravidanza può avere gravi conseguenze, ve ne avevamo già parlato. Ora però sopraggiungono nuove ricerche a testimoniare gli effetti che questo può comportare sul cervello dei neonati.

Uno studio sviluppato presso l’Università di Denver, ripreso dal sito Livescience, ha indagato come lo stress della madre in gravidanza possa avere ripercussioni a lungo termine sui bambini.

Le ricerche sono state condotte da Elysia Poggi Davis e Pilyoung Kim, da sempre interessati alle influenze ormonali sullo sviluppo infantile.

Nel 2011 questi due scienziati hanno pubblicato uno studio secondo cui maggiore erano i livelli di cortisolo della mamma rilevato nell’utero, maggiore era il pericolo di ritrovare la stessa sostanza nei neonati.

Ecco come si è svolto lo studio:

  • sono state analizzate 116 donne nel corso della gravidanza
  • è stato testato il livello di cortisolo
  • i test hanno avuto luogo ogni mese, nel corso del II e III trimestre di gravidanza

In modo particolare Davis ha studiato gli effetti del cortisolo sintetico sulle madri in gravidanza. Quando i medici pensano che una madre possa avere un parto pretermine, le somministrano glucorticoidi per sviluppare i polmoni del piccolo.

Davis ha scoperto che i bambini che ora hanno tra i 6 e 10 anni e sono stati sottoposti ad alti dosaggi di glucorticoidi quando erano nel grembo diventano più ansiosi. 

bimba gioca

Per approfondire i suoi studi Davis sta sottoponendo bimbi di pochi mesi a dei test che somigliano a dei giochi. I ricercatori forniscono al piccolo i giocattoli per vedere come li manipolano.

Gli scienziati testano così il vocabolario del bambino e il suo temperamento, misurando anche il livello di cortisolo.

Kim invece si è concentrato su come lo stress pre e post-natale influenzi il rapporto della madre con il piccolo.

donna allatta

Le analisi si sono svolte:

  • chiedendo alla madre dei suoi sforzi prima, durante e dopo la gravidanza
  • visitando le famiglie nelle loro case per stabilire in quale ambiente stava crescendo il piccolo
  • domandando a quale tipo di stress le donne e i piccoli sono stati sottoposti, se ad esempio se c’è stato un lutto in famiglia, se sono state vittime di violenze, abusi, ecc…
  • le madri inoltre sono state sottoposte a una risonanza magnetica mentre il piccolo piangeva.

Il professor Kim ipotizza infatti che le madri sotto stress possano presentare un’attività cerebrale ridotta in risposta al pianto dei figli.

Un ulteriore studio risalente al 2010 ha evidenziato che una genitorialità ricca di calore umano può invertire gli effetti del cortisolo nel grembo materno, ma se lo stress accumulato durante la gravidanza nella madre persiste anche dopo i danni al figlio possono peggiorare.

La soluzione a questo problema, suggeriscono i due esperti, è il rafforzamento del sostegno sociale alle donne in gravidanza: intervenire quanto prima con test prenatali per verificare l’eventuale depressione della donna e screening post-parto per escluderla successivamente.

Quindi sostegno sociale, e tanto tanto calore umano!

E voi unimamme come avete vissuto il periodo della gestazione?

Raccontatevi la vostra esperienza se vi va.

Firma: Maria Sole Bosaia

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