Non si diventa Mozart, ci si nasce: il talento musicale è questione di geni!

Una ricerca effettuata su migliaia di coppie di gemelli ha dimostrato che ore e ore di studio e pratica non sempre bastano a diventare talenti musicali.

bambina che suona la chitarraNon sempre la pratica e l’esercizio conducono alla perfezione, perlomeno non nel caso della musica dove per diventare un provetto musicista bisogna fare affidamento soprattutto sui geni, questo almeno quanto dichiarato da Miriam Mosey, neuroscienziato presso il Karolinska Institute in Svezia, per cui a poco servirebbe avviare i nostri piccoli allo studio della musica se non spinti da un istinto naturale.

Un nuovo studio condotto da Mosey e altri ricercatori ha, infatti, evidenziato che sottoponendo alcuni gemelli alle stesse ore di studio i risultati ottenuti sono diversi. Vediamo in che modo lo hanno scoperto.

Musica e geni, studi sui gemelli

I ricercatori hanno messo a confronto

  • 1211 coppie di gemelli monozigoti (1 ovulo fecondato da 1 spermatozoo)con quasi il 100% dei geni identici,
  • 1358 coppie di gemelli eterozigoti (2 ovuli fecondati da 2 spermatozoi) che condividono circa il 50% dei loro geni

scoprendo che, anche se gli stessi gemelli hanno frequentato una scuola di canto o suonato uno strumento musicale per le stesse ore, i due hanno delle abilità differenti, ovvero uno è più o meno bravo dell’altro e adducendo la motivazione di questa differenza di capacità ai geni, cioè a un talento innato. In un caso, ad esempio, Mosey e i suoi colleghi hanno trovato una coppia in cui un gemello aveva fatto oltre 20 mila ore di pratica in più del suo gemello, ma, nonostante ciò, aveva ancora la stessa abilità musicale del fratello.

Chiaramente Mosey e i suoi colleghi sostengono che, poi, l’esercizio e la pratica possono migliorare il livello di questo talento, pur se innato.

I ricercatori, che hanno poi pubblicato i risultati del loro studio sulla rivista Psychological Science, hanno fatto un altro dato interessante: i geni possono determinare la motivazione in una persona a praticare un’arte musicale piuttosto che un’altra.

E voi, unimamme come la pensate? Siete d’accordo con la dottoressa Mosey o credete che, invece, la pratica e l’esercizio bastino a far nascere un nuovo talento?

Beh, in realtà, diverse volte mi è capitato di ascoltare cantare persone stonate con alle spalle ore di lezioni presso le scuole di canto e, viceversa, ascoltare dei veri usignoli senza alcun insegnamento. Il talento o lo si ha o non lo si ha, c’è poco da fare, soprattutto quello musicale.

(Fonte: livescience.com)

Firma: Francesca Nicoletti

Notizie Correlate

Commenta