WhatsApp vietato ai minori di 16 anni ma è il social più amato dai ragazzi

Secondo un sondaggio compiuto da Skuola,net WhatsApp è il social più amato dai ragazzi che pensano garantista la loro privacy quando invece veicola atti di cyberbullismo.

WhatsApp e ragazzi

Unimamme, sapete che WhatApp, il sistema di messaggistica veloce tanto in voga tra adulti e ragazzi è vietato ai minori di 16 anni?

Le sue condizioni di utilizzo dicono infatti che chi ha meno di 16 anni non può usare questo tipo di chat.

In realtà però, sappiamo benissimo che una miriade di giovani e giovanissimi usa WhatApp per parlare con gli amici, scambiarsi foto, filmati, ecc…

WhatsApp e ragazzi: perché è così popolare?

Secondo un’indagine di MEC in collaborazione con Skuola.net realizzata intervistando i ragazzi sull’utilizzo dei social network, risulta che chi ha meno di 17 anni usa WhatApp come principale strumento di comunicazione con il mondo esterno.

Anche le regole circa la diffusione dei contenuti non vengono rispettate, dal momento che, anche se sulla carta non si potrebbero trasmettere cose che inneggiano a razzismo, violenze, ecc… sono ormai numerosi i casi di cyberbullismo favoriti da WhatsApp, come nel caso del filmato di una ragazzina che faceva sesso, diffuso tramite questo strumento.

Il sondaggio diffuso da Skuola.net si è svolto così:

  1. sono stati considerati 1000 studenti
  2. i ragazzi avevano tra gli 11 e i 17 anni
  3. il 70% degli intervistati ha dichiarato che WhatsApp è stato è il social più utilizzato ogni giorno
  4. 7/10 sostengono che WhatsApp è il social di cui non possono fare a meno

Le cause di questa palese preferenza sono:

  1. la possibilità di chattare con diversi contatti
  2. la possibilità di chattare con i singoli gruppi (96%)
  3. il 12% degli utenti intervistati ha più di 10 gruppi
  4. il 15% da 6 a 10
  5. il 32% da 4 a 6
  6. il 37% da 1 a 3

A quanto pare i ragazzi sono “certi” che la loro privacy sarà tutelata:

  1. 3 su 5 sono convinti che WhatsApp protegga la loro privacy meglio di altri social
  2. 1 su 2 apprezza la possibilità di togliere la visibilità e bloccare i contatti
  3. 1/3 apprezza il fatto che ci siano poche informazioni sul profilo
  4. il 15% apprezza che i gruppi non siano visibili all’esterno

Per gli utenti non dovrebbe essere possibile condividere materiale illegale o con contenuti diffamatori, ma è ben noto che invece i cyberbulli se ne servono per scambiarsi qualsiasi cosa.

Come accennavamo sono numerosi i casi di cronaca che vedono “protagonista” questo strumento di comunicazione. Oltre al caso limite di cui vi abbiamo parlato su WhatsApp circolano filmati di pestaggi di ragazzi o ragazze ad opera dei compagni di scuola o pestaggi di disabili, minacce, video di studenti spogliati sempre dai compagni, ecc….

Unimamme e voi sapete quale arma hanno in mano i vostri ragazzi?

Siete a conoscenza delle clausole?

 

 

 

 

 

(Fonte: Skuola.net)

Firma: Maria Sole Bosaia

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