Scuola: l’istruzione, un diritto garantito dalla Costituzione. Ma quanto costa alle famiglie?

In Italia crescono i costi per garantire a un figlio l’istruzione necessaria, e a essere più a rischio, sono le fasce più povere ed emarginate.

bambini con libri

I figli sbuffano quando devono andare a scuola, ignorando spesso i sacrifici compiuti dai genitori per garantire loro un’istruzione.

Studiare però, ce lo dice l’Istat, è sempre di più un privilegio per pochi:

  • le persone a rischio di povertà sono il 29,9%
  • in Europa il 24%.

Tutto ciò mette a repentaglio un diritto così importante da essere contemplato dalla Costituzione Italiana, precisamente all’articolo 34, che così recita:

“La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.”

L’istruzione, complice la crisi, sta diventando purtroppo inaccessibile a determinate fasce della popolazione.

Vediamo perché.

Rette, tasse, contributi

Si comincia a pagare molto presto, fin dall’asilo nido, con punte che nel Nord Italia arrivano a 500 Euro mensili.

E se il carico si alleggerisce per la scuola primaria e secondaria per l’assenza di tasse fino a 16 anni, negli ultimi due anni di istruzione ci sono i tributi di iscrizione da pagare (esame e diploma), circa 65 Euro in due anni.

Volete sapere invece quali sono le scuole di secondo grado più costose? Secondo il decreto del Miur sono:

  • Liceo classico: 1550 Euro in 5 anni
  • Liceo scientifico: 1461 Euro in 5 anni

costi universitari infine variano molto a seconda del percorso scelto, ma la media è di 24 mila Euro i 5 anni per studente.

Libri

Il Ministero dell’Istruzione ci dice che esiste un tetto massimo di spesa libri fissato per scuole primarie e secondarie. Attenzione però che se nel 2012 era di 147 Euro, la cifra è in continuo aumento.

bambini camminano con cartella

Corredo scolastico

Passiamo ad un altro elemento che incide profondamente sui risparmi destinati all’istruzione, ossia grembiuli, oggetti di cancelleria, ecc. . Un’indagine di Altro consumo, risalente al 2012, stabilisce che:

  • la spesa per ogni bimbo è di 97 Euro per prodotti economici
  • la spesa è di 106 Euro per prodotti di marca

 

Trasporti

Non va meglio per questa voce di spesa:

  • solo il 29% dei ragazzi va a scuola a piedi
  • il 2,4% in bicicletta
  • il 68% delle famiglie deve accollarsi il costo per abbonamenti e carburante

bambini a mensa

Mensa scolastica

E veniamo poi alla triste piaga delle mense scolastiche, che in passato ha dato luogo a sconcertanti e vergognosi fatti di cronaca che magari ricorderete anche voi. Qui Save the Children ha monitorato 36 comuni, evidenziando che:

  • in alcuni l’esenzione dai pagamenti per la quota relativa alla mensa non è mai prevista
  • in altri comuni invece si può beneficiare del servizio secondo criteri molto variabili
  • le tariffe si differenziano enormemente: per fare un esempio a Vigevano la soglia più bassa è 72 Euro, a Napoli 5 Euro.

E su questo punto, in particolare, si osservano disparità nel trattamento delle famiglie che non possono pagare. Secondo i dati presi in esame in questa grande indagine:

  • non mangiano a scuola i figli dei genitori che non sono in regola coi pagamenti in 11 dei comuni interpellati
  • a Brescia, Vigevano e Campobasso non si sono esenzioni nemmeno per le famiglie in difficoltà
  • a Vigevano, addirittura, i bimbi che non possono permettersi la mensa sono fatti accomodare in una stanza separata, isolati dai compagni di classe (su questo caso è stata anche aperta una petizione su change.org che vi invitiamo a firmare)
  • a Brescia i non residenti in città devono pagare di più: naturalmente si tratta di famiglie di migranti o persone in difficoltà evidente.

 

A fronte di questo bollettino di guerra le disparità sociali sono destinate ad aumentare in modo drammatico.

Lo studio, ricordiamocelo, non serve solo a darci le basi per affermarci nel mondo del lavoro (considerazione che ormai è diventata alquanto opinabile), ma ad aiutare tutti a maturare una visione del mondo e offrire le chiavi per coglierne le immense opportunità.

 

 

 

 

 

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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