Storia di un’adozione “diversa”: bimbi con bisogni speciali

Pensare di adottare un bambino con “bisogni speciali”, può spaventare, ma non tutto è come sembra. Una famiglia ha adottato un bimbo di origine cinese con “bisogni speciali”, ma che alla fine è un bimbo come tutti gli altri, solo con una “piccola manina”.

Care unimamme, oggi vi parliamo di adozioni e di come una famiglia abbia desiderato così tanto di accogliere un piccolo a cui dare affetto da aver optato per lo “special need program“. Sotto questa dicitura vengono radunati i casi di quei bambini che hanno “bisogni speciali” a detta della Cina, paese in cui una coppia di genitori intendeva adottare un piccolino, ma i casi sono molto diversi e vanno dai bimbi a cui magari manca qualche dito di una mano a quelli invece con patologie più serie come la schiena bifida. Le famiglie possono scegliere liberamente quale condizioni medica sono disposti a sostenere.

A raccontare la storia è la madre adottiva, Jill Robbins. Inizialmente un po’ scettici, i protagonisti di questa bella vicenda hanno scoperto che il governo ci1nese indica come “bisogni speciali” anche le piccole “imperfezioni” che magari noi non riteniamo così gravi. Per esempio, tra le varie condizioni descritte ve n’era una che riguardava gli arti: ovvero assenza o malformazioni congenite che potevano o meno portare a un’amputazione.

Per la famiglia interessata questo non era un problema. Ed è così che nella loro vita è arrivato un bimbo che adesso ha 4 anni la cui mano destra è un moncone con 4 piccole protuberanze, vivace come tutti i coetanei. Il bimbo sale le scale, è capace di afferrare un pallone e apre cose che non dovrebbe, litiga col fratello, ruba i giochi agli altri bambini e si caccia nei guai.

Nessuno di loro però pensa al figlio come a un portatore di handicap. Il piccolino infatti si sta gradualmente adattando all’ambiente in funzione di ciò che può o non può fare con una mano e certo, alcune cose risultano più difficili di altre, ma quello che davvero turba la serenità dei genitori sono gli estranei, grandi e piccoli, che lo fissano curiosi e spesso chiedono cosa abbia la sua mano.

Non si riesce sempre a rimanere indifferenti e superiori alla stupidità altrui e Megan Mennes, mamma di un bimbo con la Sindrome di Down che ha dovuto difenderlo dagli insulti ricevuti su Facebook, lo sa bene.

I genitori di questo bimbo si sforzano però di dargli il buon esempio per insegnarli a gestire queste situazioni, che potrebbero ripresentarsi anche in futuro. Le persone infatti noteranno sempre la sua differenza anatomica e le reazioni sono di indifferenza o curiosità.

Magari, in futuro, la tecnologia andrà incontro anche alle persone come lui, ma siccome questo momento non è ancora arrivato i genitori hanno stabilito che lasceranno decidere a lui, quando sarà cresciuto, se ricorrere a una protesi o altro.

A volte, per spiegare il perché della manina del piccolo la mamma ricorre alla storia di Nemo e della sua pinna, la Disney, dopotutto, è venuta in loro aiuto per spiegare in modo semplice la diversità e la sua ineguagliabile bellezza ai bambini.

Noi di Universomamma siamo sempre liete di presentarvi queste storie che possono aiutare ad avere una visione più ampia sul mondo e le sue sfaccettature.

E voi unimamme siete rimaste colpite da questa vicenda? Cosa avreste fatto se foste state nei panni di questa famiglia? Dite la vostra se vi va.

 

 

(fonte: Scary Mommy)

Firma: Maria Sole Bosaia

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