“Troppo giovani per bere”: no all’uso di alcol in gravidanza (VIDEO)

“Too young to drink” è una nuova campagna contro l’uso di alcol durante la gravidanza che può provocare la Sindrome Alcolico fetale sui nascituri. Secondo una recente ricerca l’8% dei neonati in Italia sono esposti all’alcol, con tutte le possibili conseguenze non sempre riscontrabili da subito.

Bere alcolici durante la gravidanza va evitato nel mondo più assoluto, ma  nonostante questo sia risaputo ormai da anni, ancora moltissime donne cadono in tentazione e abusano di queste sostante nocive, occorre un nuovo modo per renderle ancora più consapevoli.

Questo è l’obiettivo della campagna, Too young to drink, riferito all’immagine di neonati in bottiglia simbolo della lotta contro l’uso di alcol in gravidanza.

La provocazione e l’impatto visivo sono stati studiati apposta per arrivare al centro del problema e disincentivare l’utilizzo di alcol durante la gestazione.

Conseguenze della Sindrome alcolico fetale

Il rischio di un simile comportamento sui bambini è infatti il FASD (Fetal Alcohol Spectrum Disorders), ovvero la Sindrome alcolico fetale che prevede una serie di possibili danni come:

  1. malformazioni alla nascita
  2. disturbi dell’apprendimento
  3. disturbi del comportamento
  4. disturbi mentali

Le statistiche indicano che:

  1. l’1% dei neonati nati in America hanno la Sindrome alcolico fetale
  2. il 2% dei bimbi nati in Europa presenta questi disturbi
  3. in Italia non esistono ancora dati certi

Alcol in gravidanza: il caso italiano

In Italia le analisi svolte dall‘Istituto superiore di Sanità sul meconio (le prime feci del neonato) non sono rassicuranti. Dagli studi su 607 neonati  è emerso che l’esposizione prenatale all’alcol è mediamente del 7,9%.

Le donne che bevono grandi quantità di alcol in gravidanza oscillano tra il 4% e il 40% e finiscono col partorire bambini con danni causati dagli alcolici.

Noi speriamo che questa campagna informativa, mostrata nel video che segue, molto dura serva a scuotere e far riflettere tutti sui pericoli di questa dipendenza.

E voi unimamme cosa ne pensate? Dopotutto c’è in gioco la salute dei più piccoli!

Firma: Maria Sole Bosaia

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