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Parto naturale: dal travaglio alla nascita passo passo

Parto fisiologico: grazie al riflesso di eiezione fetale non c’è bisogno che la mamma spinga

Published by
Maria Sole Bosaia

Tradizionalmente il parto viene associato alle fatidiche parole “spingi, spingi”, che rappresentano il coronamento dell’atto finale della nascita. Esiste però un’altra strategia, un’altra strada chiamata parto fisiologico, che avviene tramite riflesso di eiezione del feto. Si tratta delle ultime 2 o 3 incontenibili contrazioni prima della nascita del bimbo.

Parto fisiologico e riflesso di eiezione fetale: come avviene

In questo caso la donna non deve fare sforzi ed essere incitata come se si trattasse della finale degli ultimi Mondiali di calcio, il corpo prende il sopravvento ed espelle il bimbo con una o due contrazioni.

Questo è un riflesso fisiologico, ovvero universale e comune a tutti gli esseri umani. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il parto fisiologico si avvia spontaneamente al termine della gravidanza e giunge alla sua fine con la nascita e l’espulsione della placenta, senza ulteriori complicazioni ostetriche e neonatali.

Il termine riflesso di eiezione fetale, invece, è stato coniato negli anni Sessanta dal biologo Niles Newton, per uno studio sui topi.

Vent’anni dopo però il dottor Michel Odent ha pensato che questo termine fosse la chiave per capire cosa ci sia di difficile nella nascita dei bambini e cosa si può fare per migliorarla.

Odent quindi spiega che il riflesso di eiezione fetale è un fenomeno raro perché l’ambiente che circonda le mamme non è quello adatto.

Innanzitutto il parto devo essere completamente indisturbato. Il riflesso infatti viene inibito se qualche persona si assume il ruolo di guida, di persona di supporto, di osservatore.

Purtroppo, allo stato attuale, l’approccio al parto è quello per cui una donna si trova in un ambiente luminoso, osservata da estranei, la tendenza moderna è quella di interferire sempre di più via via che il parto è imminente.

Il riflesso di eiezione fetale può essere inibito anche dal contatto diretto con gli occhi o dall’imposizione di un cambiamento nell’ambiente come avviene quando una donna viene spostata nella sala parto.

Viene inibito anche quando l’intelletto della partoriente viene distratto da qualche domanda, anche banale.

Quando una donna è in travaglio a svolgere la parte più attiva del suo corpo è il suo “cervello primitivo“, ovvero le strutture cerebrali arcaiche che abbiamo in comune con gli altri mammiferi.

Affinché però questa parte del cervello possa lavorare bene l’altra parte, la neocorteccia (la parte più razionale) deve essere disattivata.

In questo modo la donna può estraniarsi completamente dal mondo circostante compiendo così una sorta di viaggio interiore

Odent quindi suggerisce che le donne debbano partorire in una stanza tranquilla, avvolta nell’oscurità con un’ostetrica che si tenga a debita distanza. Solo in questo modo la mamma potrà entrare in uno stato di semi estasi.

Lesley Page, Presidente del  Royal College of Midwives sostiene che il riflesso di eiezione fetale è qualcosa che tutte le donne dovrebbero sperimentare nella giuste circostanze. “Abbiamo bisogno di più comprensione e rispetto nei confronti della fisiologia dichiara la donna “avere più donne affidate alle cure delle ostetriche in casa e nei centri di nascita potrebbe aiutare. Avremmo anche bisogno di contenere la paura che è ormai diventata parte integrante della cultura del parto.

Riassumendo, per avere un parto fisiologico c’è bisogno di:

  • silenzio
  • luci soffuse, buio
  • intimità: la donna non deve sentirsi osservata, la presenza di persone che guardano o filmano è controproducente
  • protezione, senso di sicurezza: sentirsi al sicuro è un requisito fondamentale, ogni situazione di ansia o paura provoca il rilascio di adrenalina che stimola la neocorteccia inibendo il processo del parto. Nei minuti che precedono la nascita, invece, è necessaria una scarica di adrenalina per permettere il riflesso di eiezione del feto (che è lo stesso meccanismo che permette di raggiungere l’orgasmo durante un rapporto sessuale)
  • calore: nella fase successiva di secondamento (nascita della placenta) è necessario che mamma e figlio siano al caldo, pelle a pelle, così la donna raggiungerà il picco di ossitocina

Il processo di parto fisiologico però non si esaurisce qui, continua nell’ora successiva alla nascita e le condizioni sopra elencate devono permanere in modo che venga preservato il delicatissimo rapporto mamma – bimbo.

Unimamme, noi speriamo di esservi state utili rendendovi più consapevoli delle possibilità che avete.

Voi che tipo di parto avete avuto?

Maria Sole Bosaia

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