Il “Cesto dei tesori”: il gioco che sviluppa l’apprendimento dai 6 mesi (FOTO)

Emma ci ha fornito la lista dei materiali da raccogliere per realizzare il cesto, che Elinor chiama “raccolta di materiale da gioco” e non “giocattoli”. Moltissimi gli oggetti diversi che si possono utilizzare:

  • oggetti che si trovano in natura,
  • manufatti di materiali naturali, di legno, metallici, di carta e cartone, in gomma, tela, pelle, pelliccia, ma nessuno di plastica.

IMG_0715Il cesto che li contiene deve avere un diametro di circa 33 cm ed essere alto 10-12 cm,  in modo che il bambino possa facilmente vedere, selezionare e scegliere ciò che lo attrae. Inoltre deve essere unrobusto,  a fondo piatto e senza maniglie, di vimini o altro materiale naturale che  viene messo a disposizione di uno o alcuni bambini (non più di quattro)  già capaci di stare seduti, di un’età compresa tra sei e dieci mesi.

Per la scelta del cesto io mi sono rivolta alla tradizione artigianale etiope, utilizzando un “aghel- ghel”, un cesto che normalmente serve a contenere il pane.

Abbiamo reperito gli oggetti cercando principalmente nelle nostre case e in natura. Abbiamo trovato cucchiaini in legno e acciaio, dosa spaghetti, fruste per i dolci, sottobicchieri in sughero e paglia, scatolette varie, coperchi di barattoli; al parco abbiamo raccolto sassi e pigne, abbiamo ripescato le conchiglie raccolte al mare l’estate prima, la lista è lunghissima e ognuno ha trovato qualcosa di diverso.

Questa “raccolta di materiale da gioco” permette al bambino di avere esperienze intense dal punto di vista sensoriale. La Goldschmied stessa nel suo video afferma quanto possono essere interessanti il profumo di un limone, la fluidità di una catenella, il freddo trasmesso dall’acciaio, così come altre molteplici sensazioni.

IMG_0720Il materiale da noi raccolto è stato poi preso in visione da Emma che ha controllato che gli oggetti fossero effettivamente validi e non pericolosi per i bambini.

Emma ha poi invitato noi mamme a proporre il cesto anche in casa propria , sempre sotto la supervisione di un adulto, e mantenendo gli oggetti sempre puliti. Ci ha inoltre consigliato poi di arricchire il cesto trovando oggetti di nuovo interesse per il bambino. La mia piccola  Uriel ha infatti sempre notato gli oggetti nuovi che inserivo nel cesto.

Goldschmied raccomanda che il materiale sia vario in modo da offrire una vasta scelta e non creare conflitto. Osservando con Emma i nostri bambini abbiamo infatti constatato proprio un’assenza di conflitto tra di loro e una tendenza alla condivisione. Ogni bambino può preferire un oggetto rispetto ad un altro, ma anche quando la loro attenzione si concentra sullo stesso oggetto, avviene spontaneamente che uno dei due tiene l’oggetto e l’altro cede, senza rabbia o nervosismi.

Penso che la condivisione sia  il “tesoro” più prezioso che ci ha lasciato questa esperienza:

  • Emma ha condiviso con noi conoscenze fondamentali per la crescita di un bambino, che sembrano semplici ma che richiedono studio e osservazione e la Goldschmied ha dedicato più di mezzo secolo a questo
  • e noi mamme abbiamo condiviso del tempo qualitativamente speciale, permettendo ai nostri figli di arricchirsi con scoperte preziose.

Insomma un’opportunità di socializzazione che si può considerare un vero successo.

Voi unimamme che ne pensate dell’importanza del gioco? Avete avuto esperienze di giochi validi per i vostri figli?

Le unimamme che volessero informazioni più dettagliate, possono contattare direttamente la puericultrice Emma Mandelli all’indirizzo e-mail [email protected]