Tornare al lavoro dalla maternità: 10 consigli per conciliare famiglia e lavoro

Unimamme, torniamo a parlare di donne e lavoro perché molte di voi sono in attesa e sicuramente si domandano come faranno a gestire il rientro.

Donne e lavoro: 10 ottimi consigli per il rientro dalla maternità

Secondo l’Inps un figlio costa il 35% dello stipendio di una mamma, spesso le donne che tornano al lavoro mettono in discussione la loro carriera e davanti alla prospettiva del minor tempo da dedicare al figlio e dal non poter esercitare al meglio la propria leadership, scelgono di ridimensionare il lavoro o addirittura di abbandonarlo.

“La maternità è il principale motivo di abbandono del lavoro, del perdurare dell’inattività dopo un licenziamento e del lavoro sommerso femminile” dichiara Cetti Galantea, amministratore delegato di Inoo (Gi Group).

Per tutti questi motivi grandi aziende che hanno a cuore il welfare femminile investono su programmi specializzati con l’aiuto di società specializzate.

Galante sottolinea che il benessere delle donne rappresenta un vantaggio per tutti, quindi le aziende devono presentare un adeguato sostegno dopo la maternità alle lavoratrici.

A questo proposito Intoo ha creato moms@work, un programma dedicato alle imprese che prevede iniziative per la gestione integrata della maternità, reinserimento delle mamme lavoratrici attraverso:

  • coaching
  • workshop
  • servizi di counseling psicologico e personale

Alessandra Giordano  direttore di Delivery Intoo spiega che anche l’azienda deve fare la sua parte, per esempio si dovrebbe eliminare lo stigma della maternità, per cui appena una donna lavoratrice rimane incinta resterà assente per un po’. Cosa che non si applica invece in caso di malattia.

La direttrice invita le donne a condividere le responsabilità famigliari con il partner, in modo da non essere le uniche a dover chiedere permessi e contratti flessibili.

Il “lavoro agile” può quindi rappresentare un’opportunità, per esempio agevola le aziende che non avevano aderito al telelavoro e premia quelle che già lo facevano.

Ecco  un decalogo delle cose a cui pensare:

  • pianificare con anticipo: iniziare fin dalla gravidanza a cosa fare dopo la maternità, in questo modo avrete le idee chiare su come realizzarlo
  • accogliere e gestire il cambiamento come persone e professioniste: fatevi aiutare da un counseling psicologico per determinare la vostra vita private e lavorativa, non fatevi spaventare dalla vostra nuova situazione
  • comunicare in modo chiaro: non sentitevi penalizzare, esprimete le vostre esigenze e difficoltà all’azienda. Insieme potrete pensare a diverse soluzioni
  • avanzare richieste chiare e realistiche: siate propositive nel proporre soluzioni per conciliare famiglia e lavoro sottolineando i vantaggi per entrambi
  • valutare consapevolmente: è necessario un cambiamento forte, prima di lasciare il posto, considerate di prendere in considerazione un riorientamento del percorso professionale
  • mantenere una visione d’insieme: tenete conto dei vostri bisogni, ma anche delle esigenze aziendali e del team di riferimento con cui lavorate. Ricordatevi che la vostra professionalità crea valore per tutta l’azienda
  • valorizzare la competenze: continuate a investire su voi stesse, dopo il rientro valutate le esigenze del mercato e cercate di formarvi per essere competitive
  • ottimizzare il tempo: massimizzate tutto ciò che fate, andrà a vantaggio della vostra vita e performance
  • lavorate da casa: proponete una formula di lavoro agile

Unimamme, cosa ne pensate di questi suggerimenti riportati su Io Donna?

Seguirete questi consigli?

Noi vi lasciamo con il rapporto annuale dell’Istat circa il rapporto tra donne e lavoro.

 

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