Pornografia minorile: arrestato un giudice ma non era solo

Una inchiesta shock che ha lasciato tutti sgomenti e inorriditi: un giudice è stato arrestato per pornografia minorile. Il fatto è avvenuto in Sicilia, a Messina. Ecco cosa è successo.

Pornografia minorile: arrestato un giudice

Un giudice originario di Messina, in servizio alla Corte d’Appello di Reggio Calabria è stato arrestato nei giorni scorsi dalla polizia con l’accusa gravissima di pornografia minorile. Un’accusa talmente grave, con indizi pesantissimi, da indurre il Gip di Messina a ordinare l’arresto del giudice e la sua custodia cautelare in carcere, provvedimento richiesto del procuratore capo Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Giovannella Scaminaci.

Per tutelare le vittime e le loro famiglie, i magistrati non hanno diffuso particolari sull’inchiesta, sappiamo però, stando a quanto scrivono i giornali nazionali, come Repubblica, e locali, come Stretto Web che il giudice arrestato si chiama Gaetano Maria Amato, ha 57 anni, è nato a Messina ed è padre di tre figli. Il giudice aveva iniziato la sua carriera giudiziaria come pretore a Naso, poi si era trasferito a Messina, prima al tribunale civile e quindi a quello fallimentare. Nel 2009, infine, era andato a lavorare alla Corte d’Appello di Reggio Calabria e da gennaio nella sezione penale.

Il reato di cui è accusato, la pedopornografia minorile, è gravissimo e comprende vari tipi di condotte criminose tra cui:

  • detenzione e diffusione di materiale pornografico
  • produzione di immagini con lo sfruttamento di minori.

In caso di condanna, il reato prevede la reclusione fino a 12 anni.

L’arresto del giudice fa parte di un’operazione che ha avuto origine a Bolzano, chiamato “Black Shadow”, e che vede coinvolte circa 50 persone. A far partire l’indagine è stata la perquisizione effettuata dalla Polizia Postale di Treno sui dispositivi elettronici di un 38enne, si legge su il Normanno. Il 38enne aveva infatti una grande quantità di materiale pedopornografico che veniva scambiato attraverso WhatsApp e Skype. Sono quindi partite le perquisizioni nei confronti di 48 persone in tutta Italia, tra cui il giudice.

Repubblica ha anche scritto che il giudice Amato nel 2009 subì anche un procedimento disciplinare da parte del Consiglio superiore della magistratura (Csm) a causa di presunti ritardi nel deposito di atti giudiziari del suo ufficio. Il giudice avrebbe depositato diverse sentenze oltre i termini di legge. Per questo motivo il Csm lo sanzionò con una ammonizione.

Nel frattempo, si è venuto a sapere che il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha chiesto per il giudice Amato la sospensione cautelare dalle funzioni e dallo stipendio e il collocamento fuori ruolo organico della magistratura.

Purtroppo ogni notizia legata alla pedopornografia ci provoca dolore e rabbia, ma non dobbiamo abituarci e quindi è giusto parlarne. E voi unimamme che ne pensate?

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