“Silvia Romano è viva”: le indagini per trovare la volontaria rapita in Kenya

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:01
Foto di Silvia Romano (Pagina Facebook Silvia Romano)

Cos’è successo a Silvia Romano il giorno del rapimento e le indagini della polizia per trovarla il prima possibile.

Il 20 novembre in Kenya, una giovane volontaria, Silvia Romano, è stata rapita mentre era negli uffici dell’organizzazione Onlus per la quale collabora, la “Africa Milele”.

Dalle ultime notizie si apprende che la ragazza è viva ed è nella foresta insieme a tre rapitori, ma riepiloghiamo quello che è accaduto nei giorni scorsi.

Il giorno del rapimento, Ronald Kazungu Ngala, un giovane di 19 anni, che sostiene di essere il testimone oculare, racconta che era presente nell’ufficio dell’organizzazione, quando ha sentito gli spari provenienti dall’esterno.

Ngala racconta i momenti di paura che ha vissuto, quando la banda armata, con maceti e fucili, ha fatto irruzione nell’ufficio: “Ho detto loro che se ne era andata, ma non mi hanno creduto e si sono precipitati nella stanza, dove l’hanno trovata”. Dice di averli seguiti e aver sentito uno di loro chiedere ad un altro “se fosse lei”. A seguito della risposta positiva, la ragazza è stata schiaffeggiata duramente finché non è caduta a terra. “Ronald, per favore, per favore! Ronald, per favore aiutami, avrebbe detto la giovane volontaria, secondo Ngala. ”Ho provato a respingere un uomo che la teneva giù per legarle le mani dietro la schiena, ma qualcuno mi ha colpito in testa con un bastone e ho quasi perso i sensi. Lei mi ha detto di mettermi in salvo e sono fuggito”, afferma il giovane testimone.

Inchiesta sul rapimento di Silvia Romano avvenuto in Kenia: l’affermazione della polizia “Silvia Romano è viva”

Il vice ministro degli affari esteri, Emanuela Claudia del Re, esprime parole di conforto per la famiglia di Silvia: “Mando i miei cari saluti alla famiglia di Silvia Romano. È un fatto che mi rattrista molto. Rappresenta il meglio della nostra società perché appartiene a quelle persone che decidono di passare un periodo in zone di conflitto contribuendo a costruire una società dell’empatia“.

L’unità di Crisi della Farnesina si è immediatamente attivata e lavora in stretto contatto con l’Ambasciata italiana a Nairobi e con la famiglia della cooperante. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini dichiara che faranno tutto il possibile affinché la situazione si risolva con un esito positivo.

La procura di Roma ha intanto aperto un fascicolo per sequestro di persona a scopo di terrorismo, il titolare del fascicolo è il sostituto procuratore Sergio Colaiocco. Della vicenda si occupano anche i Ros dei carabinieri che, su delega della procura, sono in contatto con le autorità del Kenya per uno scambio di informazioni.

Sviluppi sul rapimento della volontaria italiana

La polizia keniana, in seguito al rapimento ha effettuato diversi arresti, di cui tre di rilievo, ed ha dichiarato un certo “ottimismo” nel ritrovare la volontaria rapita in Kenya nei giorni scorsi. Dal sito della radio keniana si leggono parole di speranza dall’ispettore generale  Joseph K. Boinnet: “Abbiamo arrestato  tre persone che ci hanno dato informazioni molto preziose che sono andate a sostenere l’operazione in corso per rintracciare e salvare la ragazza che è stata rapita. Siamo significatamene ottimisti di trovare la ragazza nel più breve tempo possibile“.

Gli uomini fermati non farebbero parte del commando delle persone che ha prelevato la giovane volontaria. Secondo testimonianze locali gli arrestati, però, potrebbero aver avuto contatti con il gruppo di sequestratori. Sembra che il sequestro non sia stato fatto dai fondamentalisti di al Shabaab, e le indagini degli inquirenti locali sono ora concentrati principalmente sulla criminalità comune, che in passato ha venduto gli ostaggi ai fondamentalisti. Con gli ultimi arresti sale a 20 il bilancio delle persone fermate e interrogate dalla polizia.

Gli investigatori stanno utilizzando anche tecnologie morderne, come i droni, per le ricerche. Il capo della polizia Noah Mwivanda ha dichiarato che dopo l’attacco è stata lanciata una grande operazione di sicurezza con il coinvolgimento di diversi corpi di polizia e delle forze speciali, incaricate di rintracciare i sospetti che, si ritiene, si nascondono nella foresta. Mwivanda ha fornito numeri di telefono, invitando la gente del luogo a chiamare e riferire qualsiasi informazione utile.

Le indagini, che come emerso giovedì fra l’altro si concentrano su un uomo che ha affittato un appartamento dove ha ospitato due altre persone dileguatesi il giorno del sequestro, ha portato al sequestro di due motociclette che si ritiene siano state usate dagli assalitori e abbandonate in contee vicine a quella di Kilifi dove si trova Chakama.

Per ora il rapimento non è stato rivendicato. Il  ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi non vuole far trapelare informazioni, ma asserisce che: “Le autorità kenyane si stanno impegnando molto, c’è un inevitabile riserbo, ma quello che è importante sapere che noi stiamo seguendo molto, molto da vicino .

L’inviata di Repubblica ha infine riportato ciò che ha dichiarato la polizia, ossia che “Silvia è viva” e si trova nelle boscaglie del Kenya. Inoltra ha diffuso le foto di 3 sospettati promettendo una taglia di oltre 25 mila euro a chi fornirà informazioni utili a catturarli. Speriamo che ciò velocizzi le ricerche.

E voi unimamme sperate come noi che Silvia venga presto liberata?