Theresa Kachindamoto, la donna che ha salvato migliaia di spose bambine

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Theresa Kachindamoto (Screenshot video Un Women)

Theresa Kachindamoto, la donna che ha in Malawi ha salvato migliaia di spose bambine.

C’è una donna in Malawi che con il coraggio di una leonessa sta salvando migliaia di bambine dai matrimoni precoci. Si chiama Theresa Kachindamoto e la sua storia sembra uscita da un romanzo.

Theresa Kachindamoto, la donna che salva le spose bambine

I matrimoni precoci sono una piaga di molti Paesi poveri in Africa e in Asia. Ogni anno dai 12 ai 15 milioni di ragazzine sono costrette a sposarsi. Vengono cedute dalle loro famiglie che non riescono più ad occuparsi di loro e pensano che le figlie possano a loro volta portare qualcosa in più a casa grazie al marito. La conseguenza, invece, è un peggioramento delle condizioni di queste bambine, che diventano madri troppo giovani, rischiando per la loro salute e quella dei loro bambini, e soprattutto sono obbligate a lasciare la scuola. L’abbandono scolastico alimenta la spirale di analfabetismo o comunque scarsa istruzione, che a sua volta è un fattore che incrementa la povertà. Così, Stati africani come il Malawi, che ha una delle percentuali più alte del mondo di spose bambine, quasi una su due si sposa ancora giovanissima o meglio è costretta a farlo, rimangono in una grave condizione di arretratezza, disagio sociale, problemi di salute e deprivazione economica; almeno nelle zone più povere, dove l’usanza di dare in spose le proprie figlie ancora adolescenti persiste.

Contro questa pratica si sta battendo una donna forte e coraggiosa, Theresa Kachindamoto, a capo del distretto di Dedza, che conta circa 1 milione di abitanti e 545 villaggi. La donna fa visita ai numerosi villaggi sotto il suo controllo e scioglie di persona i matrimoni precoci, restituendo alle ragazze la libertà e soprattutto un’istruzione.

Theresa Kachindamoto lavorava nella città di Zomba, dove era arrivata da giovane dopo che il padre l’aveva mandata a studiare fuori, lontano dal loro villaggio. Quando nel 2003, la donna pensava che la sua vita sarebbe continuata nella città dove si era trasferita, a studiare e lavorare, una delegazione di parenti si presentava al suo ufficio per chiederle di diventare il nuovo capo del loro distretto, Dedza. Suo fratello maggiore, che dirigeva il distretto, era morto e gli altri membri della famiglia avevano scelto lei, anche rispetto ad altri uomini della stessa famiglia, perché più la ritenevano preparata e di successo. Theresa accettava l’incarico e così dopo anni di vita in città tornava al suo villaggio di origine. Il rientro però le ha dato una sorpresa amara: invece di vedere ragazze giovani andare a scuola con indosso la loro uniforme, le vedeva portare bambini piccoli fasciati sulla schiena. Il segnale che molte ragazzine si sposavano e diventavano madri da giovanissime.

Ragazzine di 12, 13 o 14 anni che avevano lasciato la scuola ed erano già madri. Per Theresa tutto questo era inaccettabile. Troppo piccole queste ragazze per essere madri, anche per motivi di salute. Theresa ha deciso che doveva intervenire e ha organizzato un sistema per impedire, scoprire e annullare i matrimoni delle minori. La capo tribù del distretto di Dedza ha convocato i suoi 51 sottocapi, 40 uomini e 11 donne che controllavano 10 villaggi a testa, e ha chiesto a loro di agire per impedire i matrimoni delle ragazzine. Chi si è opposto, in nome della tradizione, è stato licenziato. Soprattutto, Kachindamoto ha impiegato un gran numero di “madri segrete“, donne di solito di età avanzata che nei villaggi dove vivono controllano se ci sono spose bambine, poi riferiscono direttamente a lei o si suoi sottocapi. Quando viene scoperto che una ragazzina di 12 o 13 anni è stata data in sposa, di solito ad un marito più anziano di lei, il matrimonio viene annullato e se ci sono figli questi vengono affidati ai genitori della ragazza, in modo che lei possa tornare a scuola.

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Ragazza del Malawi con bambino (ARIS MESSINIS/AFP/Getty Images)

Theresa Kachindamoto si reca personalmente nei villaggi del Malawi dove sono state trovate spose bambine per annullare il loro matrimonio con una cerimonia e ordinare alle famiglie di origine di tornare ad occuparsi delle loro figlie e riportarle a scuola. Alle volte provvede lei stessa a finanziare le ragazze che non possono permettersi di pagare gli studi, anche grazie agli aiuti internazionali che riceve, come quelli di UN Women, l’ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza e l’empowerment femminile. Quando Theresa arriva nei villaggi per sciogliere matrimoni interviene con sicura autorità e risolutezza, nessuno osa contraddirla. Alcuni anziani l’hanno accusata di voler distruggere le tradizioni del loro Paese e c’è anche chi l’ha minacciata di morte ma Theresa non si è fatta di certo intimidire, “avanti uccidetemi, perché è il solo modo con cui mi impedirete di proteggere le nostre ragazze”. Nessuno ha osato passare ai fatti.

Kachindamoto ha dalla sua parte la legge, in Malawi, infatti, sono vietati i matrimoni al di sotto dei 18 anni. Una legge che nei villaggi rurali non viene applicata, ma per farla rispettare ci sono le madri segrete di Theresa, una specie di spie-comari che operano in un modo davvero geniale per scovare le spose e madri bambine senza lasciarsi scoprire. La curiosità e le domande invadenti delle donne di una certa età sono considerate normali anche in queste zone dell’Africa.

Nei suoi 14 anni a capo del distretto di Dedza, Theresa Kachindamoto ha annullato i matrimoni di circa 2.600 spose bambine, di cui 200 solo nel 2017, e ha aiutato queste ragazzine a finire la scuola. In Malawi è stata soprannominata la “terminator” dei matrimoni precoci. Non finisce qui, la leader ha represso anche un’altra mostruosa tradizione, una pratica di iniziazione sessuale chiamata “kusasa fumbi” che prevede che le ragazze in pubertà, le vedove e le donne che hanno avuto un aborto siano inviate in campi di tre giorni dove sono costrette ad avere rapporti sessuali non protetti con uomini più anziani, conosciuti come “iene”, in una sorta di purificazione sessuale in preparazione al matrimonio. Una pratica atroce che espone queste donne al rischio di contrarre l’Hiv o altre malattie sessualmente trasmissibili. “Abbiamo eradicato completamente questi campi dal distretto di Dedza“, ha detto Kachindamoto, “se qualcuno dovesse tenersi oggi, verrei a saperlo in un batter d’occhio”.

L’impegno di Theresa prosegue, in un territorio non facile dove la povertà estrema è molto diffusa. Il lavoro per impedire i matrimoni precoci è ancora lungo, ma i risultati ottenuti finora sono molto importanti. È dai racconti delle ragazze salvate dai matrimoni imposti che emerge quanto è stato fatto e il successo dell’azione di Kachindamoto. Sono racconti commossi e pieni di gratitudine di ragazze strappate da un destino orribile, fatto di marginalità, povertà estrema e violenza.

Per combattere la povertà dico ai genitori: se fate studiare le vostre figlie avrete un futuro migliore racconta questa donna.

Queste ragazze un giorno potranno diventare medici, insegnanti, ingegneri o poliziotte. Theresa ha spiegato loro che se studieranno con impegno potranno raggiungere queste posizioni. Nonostante la durezza delle condizioni di vita, le ragazze che sono tornate a scuola grazie a lei si stanno impegnando per raggiungere questi obiettivi. Traguardi che avranno una ricaduta positiva su tutta la società. Perché fermare i matrimoni precoci è un vantaggio per tutti, in termini economici, sociali e sanitari.

La storia straordinaria di Theresa Kachindamoto è stata raccontata da per Marie Claire.

Che ne pensate unimamme, eravate a conoscenza dell’impegno di questa donna africana?

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