Bambino manifesta da solo per il clima: “ecco perché l’ho fatto” – FOTO

bambino sciopera da solo
fonte: Facebook – Massimo Colia/ bambino sciopera da solo

Potito, il bambino della provincia di Foggia che ha scioperato da solo ha spiegato il suo gesto.

Unimamme, qualche giorno fa vi avevamo parlato del gesto del piccolo Potito Ruggiero, un ragazzino di 11 anni che vive a Stornarella, in provincia di Foggia e che, in occasione dello sciopero per il clima del 27 settembre ha manifestato da solo.

Bambino sciopera da solo: le sue idee sul rispetto dell’ambiente

Il sindaco del suo paese, Massimo Colia, ha notato l’impegno del suo giovane concittadino e ha avuto parole di elogio per lui.

È ammirevole vedere quanto sia sensibile un bambino di 12 anni che da solo si è appostato in piazza per manifestare contro i cambiamenti climatici”.

Così, la foto di Potito in sciopero ha fatto il giro del web. Il fatto Quotidiano lo ha intervistato ed ecco cosa ha detto il ragazzino: “non volevo rinunciare a fare la mia parte in questa giornata. L’idea è maturata da tempo, ho pensato che probabilmente anche a Stornarella valeva la pena scendere in piazza, e così ho fatto”.

Sua mamma Alessandra è orgogliosa del suo gesto, ma anche un po’ preoccupata. “Lo sentivo parlare con i suoi amici di classe stava organizzando per questa importante manifestazione cercando il modo migliore per poterlo fare. Giovedì sera mi ha detto che i suoi compagni sarebbero rimasti in classe, vista anche l’età, a portare avanti una serie di iniziative dedicate alla giornata e promosse dalla scuola. Un po’ gli stava stretta quella decisione, non per l’importanza dell’attività ma per il fatto che voleva comunicare al di fuori un messaggio.

Potito Ruggiero
fonte web/ Potito Ruggiero

Così l’ho visto addormentarsi mentre continuava a colorare il suo cartellone, pensando che al risveglio l’idea di scendere in piazza sarebbe tramontata. La mattina del Global Strike For Future, l’ho visto più deciso di prima, ho cercato di fargli capire che andare da solo in piazza forse non era un’ottima idea ma lui mi ha risposto, facendomi rimanere a bocca aperta, con una frase piuttosto eloquente.

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Mamma in questo mondo ci vivo, ci devo andare. Riempita la borraccia e preso il panino ha inforcato la bicicletta ed è andato in piazza. Un po’ ero preoccupata, sinceramente però quella risposta mi aveva un po’ frenata e quindi ho pensato di fargli fare questa esperienza“.

Potito ha parlato della sua esperienza : “è vero  ero un po’ perplesso ed insicuro, volevo scendere in piazza ma temevo le reazioni. Poi ho pensato, il cartellone è finito, la roba è tutta pronta quindi vale la pena tentare. Appena arrivato nella piazza del paese, che dista con la bici pochi minuti da casa, ho scelto il marciapiede vicino al Municipio, l’ho ripulito perché c’erano delle buste di patatine e delle lattine e mi sono seduto. Subito si sono avvicinati degli anziani e nel leggere lo slogan da me scelto per il cartellone, I keep on eye on you, mi hanno rimproverato dicendomi, “lo dovevi scrivere in italiano che noi non capiamo… al massimo in francese visto che ho fatto la guerra lì.

Ho sorriso e mi ha fatto piacere avere il loro sostegno, anche perché in piazza c’erano solo loro seduti sulla panchina. Ho anche spiegato le motivazioni della scelta dell’inglese metti che il mio cartellone approdava nel web, sarebbe stato molto più facile poter far conoscere il mio messaggio, mai a pensare però che poi tutto questo si trasformasse in realtà. Poi è arrivato il sindaco e mi ha chiesto del cartellone e lì mi sono sentito ancor di più soddisfatto, sopratutto quando ho raccontato il mio pensiero sulla terra vista come madre e sul fatto che un figlio non può avvelenare una madre. Il sindaco mi è sembrato veramente sorpreso e sorridendo mi ha chiesto di potermi scattare una foto. Da lì in poi sono arrivate mille chiamate al telefono di mia madree mi sono visto su tutti i giornali e in televisione. Di questa giornata sinceramente la cosa che più mi ha emozionato è stato leggere le parole del presidente della Regione Emiliano che ci ha chiamato per dirci che vuole darmi il premio della Regione Puglia “Radice di Puglia” anche in rappresentanza di tutti i ragazzi e ragazze pugliesi che hanno partecipato alle manifestazioni. Sono soddisfatto!”.

Potito spegnerà 12 candeline sulla torta il prossimo 2 dicembre. Naturalmente è stato colpito dalla protesta di Greta Thunberg: “Considero Greta Thunberg una bambina dalla grande volontà. La stimo molto ed è grazie a lei che ho trovato il coraggio di scendere in piazza ieri. Proprio ieri mattina ero insicuro di voler continuare a portare avanti la mia decisione e guardando una foto di Greta sui social, ho trovato la giusta motivazione.

Le critiche degli adulti  le considero insignificanti, ribadisco la terra è nostra madre, quindi quando uno critica iniziative come queste per salvare anche la loro madre significa che non vogliono bene neanche a loro stessi, e poi forse se ci criticano è perché vogliono nascondere quello che ci stanno dando in eredità, ossia un pianeta sempre più distrutto”.

La mamma di Potito precisa che il figlio oltre a scioperare si è adoperato anche in altri modi per salvaguardare l’ambiente. “Si è fatto promotore tra i suoi compagni all’utilizzo della borraccia di alluminio al posto delle bottigliette di plastica e tutti hanno sposato la sua causa anche grazie al lavoro degli insegnanti, che da sempre cercano di portare in classe l’educazione ambientale”. 
Per il futuro Potito sogna di fare l’inventore “e trovare un codice per creare un teletrasporto, così possiamo ridurre anche l’inquinamento emesso da macchine e aerei”.
Unimamme, cosa ne pensate della protesta di Potito e della sua sensibilità su questa causa molto importante di cui si parla su Il Fatto Quotidiano?
Voi avreste sostenuto i vostri figli se avesero deciso di scioperare da soli?