Papà vende la figlia per 10 mila euro: “non riesco a mantenerla” ma mente

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:59

papà vende figlia

Papà vende la figlia e dà i soldi al suo programma preferito online. La vicenda shock.

Una vicenda tanto crudele quanto assurda. In Cina un padre ha venuto la figlia per poche migliaia di euro e poi ha utilizzato il denaro ottenuto per fare un’offerta al suo programma preferito di live-streaming con ospiti femminili. Una vicenda riportata dai taboid britannici e che sta suscitando scandalo.

Papà vende la figlia, il caso in Cina

La vicenda risale allo scorso febbraio, un padre cinese avrebbe venduto la figlia per poco più di 10.000 euro, con la scusa di non riuscire a mantenerla. L’uomo, che abita nella provincia cinese di Fujian, è padre di un figlio e di una figlia, mentre la moglie e madre dei bambini non vive più con loro, sarebbe sparita stando a quanto raccontato dall’uomo. Rimasto solo con i due figli, l’uomo ha sostenuto di non potere più permettersi di crescere entrambi i bambini, senza la moglie. Così ha giustificato la vendita della figlia.

A smascherare il suo intento criminale, però, c’è la prova del modo in cui ha impiegato il denaro ottenuto dalla vendita della figlia. Non per le spese di famiglia – che non giustificano comunque la vendita di un figlio, ma possono essere comprensibili in una situazione di grave povertà – ma per fare un’offerta a un programma online di live-streaming con donne per protagoniste. L’uomo è stato accusato di traffico di minori.

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L’assurdo caso è finito sulla stampa in questi giorni. Il padre che ha venduto la figlia farebbe di cognome Lu e la bambina sarebbe stata ceduta, con l’aiuto di due intermediari, dietro pagamento di un compenso a una famiglia di cognome Chen – nome molto comune in Cina. La famiglia abita nella città di Fuzhou, a circa 110 chilometri da Putian, la città dove vive Lu.

I coniugi Chen, stando a quanto riporta la stampa, avevano un figlio, che purtroppo è morto nel 2017, e avrebbero voluto averne un altro ma per problemi di fertilità non ci sono riusciti. Così hanno provato ad adottarne uno, ma evidentemente quella della compravendita è stata la strada più veloce. Quando a inizio anno i Chen, dopo aver incontrato Lu, hanno visto le foto di sua figlia, hanno deciso di “adottarla”. Si sono incontrati di nuovo con Lu e hanno firmato una sorta di contratto versando all’uomo 80.000 yuan, pari a poco più di 10.000 euro. Il denaro è stato pagato a titolo di “spese nutrizionali”. Una volta intascato il denaro, e ritrovato un certo benessere, il “signor” Lu si è dato alle spese pazze e ha speso la somma sulla piattaforma video online Kuaishou per spettacoli dal vivo con donne “vlogger”.

La compravendita illecita, però, è stata scoperta. È accaduto lo scorso maggio, quando la famiglia Chen ha provato a fare domanda per un documento d’identità per la bambina presentando un certificato di nascita falso, subito scoperto dalle autorità. Così il procuratore del distretto di Jin’an a Fuzhou ha denunciato Lu e la famiglia Chen. Il caso è stato riportato dal quotidiano locale di Fuzhou, Strait Metropolis Daily, e poi rilanciato dai tabloid britannici come il Daily Mail Online.

Il quotidiano britannico ha anche pubblicato alcuni dati sul mercato del live streaming in Cina e dell’enorme successo di pubblico che ha. Questo mercato, infatti, vale 13,1 miliardi di yuan, pari a 1,7 miliardi di euro e gli ospiti o protagonisti di questi video guadagnano grazie alle offerte o mance degli spettatori. Questi video hanno spesso per protagoniste delle donne in abiti sexy e in pose seducenti. Il governo cinese ha provato a limitare questi video, vietando alle donne abiti troppo seducenti e comportamenti allusivi.

Che dire unimamme? Se la vicenda fosse confermata sarebbe sconvolgente.