48 gemelli siamesi separati | Il medico da record | FOTO

48 gemelli siamesi separati | Il medico da record | FOTO
48 gemelli siamesi separati | Il medico da record | FOTO Universomamma.it

Abdullah al Rabeeah è un medico 64enne che separa i gemelli, ora si accinge alla 49° operazione di questo tipo.

Il dottor Abdullah al Rabeeah si sta preparando per la sua 49° delicatissima operazione di questo tipo: la separazione di una coppia di gemelli siamesi.

Medico specializzato nella separazione dei gemelli

L’operazione si svolgerà presso l’ospedale King Abdullah Specialist Children a Riad, in Arabia Saudita. Questo dottore, nella sua vita, ha esaminato 107 coppie di gemelli provenienti da 21 Paesi e ne ha separati 48. Il dottor Abdullah al Rabeeah ha iniziato questa pratica nel 1990 quando due genitori sudanesi gli chiesero aiuto per i loro gemellini. “Fu il re in persona a chiedermi di studiare una soluzione, dopo due mesi entrammo in sala operatoria. Fu un successo”. Da quel momento molti genitori di gemelli siamesi ritengono Riad la loro salvezza. «È un lavoro che mi rende immensamente felice abbiamo la percentuale di successi più alta nel mondo ma non è questo il punto. È la gioia e la gratitudine che vedo negli occhi delle famiglie e dei loro figli. Prima della sua morte re Abd Allah ha voluto ospitare della sua residenza tutti i gemelli che il mio team aveva separato. È stata una festa incredibile, loro mi considerano come un padre, mi corrono incontro, mi abbracciano”.

gemelli siamesi separati 5
48 gemelli siamesi separati | Il medico da record | FOTO Universomamma.it

Nel 2002 gli si è presentato il caso più difficile e complesso, quello di Ahmed e Mohammed, due gemellini di 4 anni congiunti per il petto, l’addome e le pelvi. La loro operazione di separazione è durata 23 ore e mezza. Ora i due ragazzi hanno 19 anni e possono condurre una vita normale, anche se non hanno una gamba. È l’intervento di cui vado più fiero, un tentativo di separarli era già stato fatto in Inghilterra ma si erano dovuti arrendere”I costi vengono pagati dal governo saudita, persino il viaggio in prima classe e l’alloggio. Il dottor Rabeeah spiega: “si tratta di famiglie molto povere che vengono soprattutto dall’Asia e dall’Africa. I casi di gemelli congiunti sono più frequenti in questi Paesi, si calcola una percentuale di uno ogni 200mila nati vivi. Accade all’inizio della gestazione quando avviene la separazione dell’unica massa di cellule presente in quel momento in due masserelle separate, dette morule. In questi casi la divisione non si conclude a dovere e i bambini nascono attaccati. Ho avuto però due bambine polacche che ho separato quando avevano 14 mesi. Le ho incontrate a Varsavia due anni fa ed è stata una vera emozione”.

Abdullah al Rabeeah ha sempre sognato di fare il medico. “Mi ero tagliato e mi dovettero mettere i punti ma non mi fecero l’anestesia. Ricordo ancora il dolore. Mio padre allora mi disse: un giorno diventerai un dottore più bravo di loro. E così fu”.

LEGGI ANCHE > EX GEMELLI SIAMESI SEPARATI CON UN’OPERAZIONE DI 27 ORE SONO DEI VERI GUERRIERI

gemelli siamesi separati 3
48 gemelli siamesi separati | Il medico da record | FOTO Universomamma.it

Il dottore è anche presidente del King Salman Humanitarian aid and relief center. Negli ultimi 4 anni hanno finanziato 1062 programmi in 45 Paesi, spendendo 3,7 miliardi di dollari. Ci sono casi però in cui persino lui non può fare nulla per separare i gemelli. “I casi in cui non si può fare nulla, e ne abbiamo visti molti, sono quelli in cui i bambini condividono un organo vitale come il cuore. Poi esistono quelle che chiamiamo procedure salvifiche, cioè quando uno dei due gemelli è talmente debole che morirà comunque e si opera per salvare l’altro. L’abbiamo fatto due volte“. Su 96 pazienti operati solo 2 sono morti per cause indipendenti dall’operazione in questione. “Due hanno avuto una malattia cardiaca, uno è deceduto per il colera e l’altro per un attacco di meningite. Il problema è che si tratta di persone che vivono in posti dove la sanità è ancora precaria e ci sono le epidemie”.

Unimamme, voi cosa ne pensate di questa bella storia raccontata sul Corriere?