Pensionato morto perché picchiato da una baby gang: l’esito del processo
Pensionato morto perché picchiato da una baby gang: l’esito del processo

Pensionato morto perché picchiato da una baby gang: l’esito del processo

Sono stati condannati a diversi anni di carcere tre giovani appartenenti al gruppo che ha torturato l’anziano di Manduria, Cosimo Antonio Stano.

Pensionato morto perché picchiato da una baby gang l’esito del processo (2) Universomamma.it

Unimamme, forse vi ricorderete il caso della baby  gang di Manduria che aveva perseguitato un pensionato: Cosimo Antonio Stano, finché questi, terrorizzato, si era chiuso in casa morendo di stenti.

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Giustizia per il pensionato di Manduria perseguitato dalla baby gang

Per la morte di Cosimo Antonio Stano, il pensionato 66enne di Manduria, in provincia di Taranto, sono scattate 3 condanne. La giudice Vilma Gilli ha condannato a 10 anni di reclusione il 20enne Gregoria Lamusta, il 24enne Antonio Spadavecchia e a 8 anni e 8 mesi di reclusione Vincenzo Mazza. Stano era morto il 23 aprile scorso dopo 18 giorni di ricovero e 2 interventi chirurgici. Da anni era perseguitato da questa baby gang composta da alcuni maggiorenni e da ragazzi minorenni che si accanivano su di lui registrando poi gli assalti e condividendo i filmati su una chat su WhatsApp. L’uomo, che non aveva ricevuto nessun aiuto, alla fine si era chiuso in casa per lasciarsi morire di fame e stenti. Durante le indagini era emerso che diversi adulti erano a conoscenza di ciò che accadeva, ma nessuno si era mosso per fermare il branco. Solo la fidanzata 16enne di un membro della gang, vedendo uno dei brutali filmati, aveva denunciato la vicenda ai carabinieri.

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A ogni modo il giudice ha riconosciuto il reato di tortura ma ha escluso l’aggravante della morte di Stano come diretta conseguenza delle torture. Il pubblico Ministero Remo Epifani aveva chiesto la condanna a 20 anni di carcere per i 3 maggiorenni della gang degli “orfanelli” (dal nome dell’oratorio di Manduria). La difesa dei giovani accusati, composta da Gaetano Vitale e Lorenzo Bullo, ha però dimostrato che quegli atti di violenza non sono stati “concausa” della morte. La giudice Gilli ha celebrato il processo con il rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena.  A vario titolo erano stati contestati anche i reati di di lesioni personali, percosse, molestie, furto e violazione di domicilio.

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Coinvolti nei gravi fatti riportati c’erano anche 13 minorenni, per loro, nei mesi scorsi, il processo si è concluso con l’affidamento in prova ai servizi sociali. I ragazzi erano stati allontanati dalle loro famiglie. I giudici, negli atti dell’inchiesta, avevano definito “allarmante” l’anaffettività dei 3 maggiorenni, ma anche degli altri membri del gruppo. Stano aveva una disabilità mentale e viveva in stato di abbandono. I ragazzi si erano quindi accaniti su un individuo anziano e vulnerabile nell’indifferenza generale.  Unimamme, cosa ne pensate della conclusione di questa vicenda di cui parla Il Fatto Quotidiano?

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