Family Act: approvato il provvedimento per conciliare lavoro e famiglia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:18
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Family Act, il provvedimento annunciato  dalla ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti che prevede tutta una serie di misure per le famiglie e facilitare il lavoro delle mamme.

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Family Act: approvato il provvedimento per conciliare lavoro e famiglia – Universomamma.it

Il provvedimento delega il governo ad introdurre misure a sostegno delle famiglie sotto forma di agevolazioni fiscali, indennità per le retribuzioni delle madri lavoratrici,  contributi per asili nidi e scuole materne, sport, attività culturali dei figli, ma non solo. Vediamo nello specifico il contenuto del disegno di legge.

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Family Act: il disegno di legge per la famiglia

Il Family Act così come approvato dal CdM consta di 8 articoli, e prevede misure di sostegno per “nuclei famigliari con figli, secondo criteri di progressività basati sull’applicazione di indicatori della situazione economica equivalente“, si legge su AdnKronos.

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Un punto fondamentale è l’istituzione dell’assegno universale per tutti i nuclei famigliari con uno o più figli, il cui importo è determinato in funzione del numero dei figli, dell’età e dell’eventuale disabilità. Un altro è la promozione della parità di genere per la cura dei figli attuata che prevede un incentivo per il lavoro delle donne e le misure che favoriscono la conciliazione con la vita famigliare.

Parlando di assegno universale, esso dovrà essere istituito entro il 30 novembre del 2020 e sarà mensile, a partire dal settimo mese di gravidanza fino ai 18 anni del figli, eccezion fatta per i figli disabili per i quali non avrà scadenza. L’assegno verrà maggiorato del 20% per ogni figlio successivo al primo o per il figlio disabile. Inoltre non concorrerà al reddito imponibile.

Oltre all’assegno sono previsti contributi per le rette degli asili nidi e delle scuole dell’infanzia o altre forme di supporto per i figli sotto i 6 anni, così come contributi per spese sostenute ai fini educativi, ossia per attività ludiche e culturali, come quelle per gite scolastiche, per i libri, supporti informatici, per corsi di arte, musica e lingue, per lo sport. Previsti anche detrazioni fiscali per l’affitto di abitazioni di figli universitar, oltre che per l’acquisto dei libri.

Viene inoltre ampliato il congedo obbligatorio di paternità, prevedendo un periodo di almeno 10 giorni nei primi mesi di vita dei figli, sempre per favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro. Riformati anche i congedi parentali, prevedendo permessi retribuiti per i colloqui con i professori, e congedi minimi di 2 mesi per ciascun genitore non cedibili all’altro.

Previsti poi incentivi al lavoro delle donne, sotto forma

  • di detraibilità o deducibilità di una parte delle spese sostenute per i servizi domestici o per l’assistenza a famigliari (bonus colf e baby sitter) in funzione dell’Isee
  • di retribuzione modutata del lavoratore in caso di assenza per malattia del figlio
  • premi ai datori di lavoro che offrono la possibilità di lavoro flessibile, smart working, telelavoro, ecc.
  • incentivi del Fondo di garanzia per piccole e medie imprese per avvio e l’accompagnamento di start up femminili per i primi 2 anni
  • per evitare l’abbandono del posto di lavoro da parte della mamme è prevista un’integrazione dello stipendio erogata dall’Inps per le mamme che rientrano al lavoro dopo il periodo di congedo obbligatorio per la nascita del bambino.

Circa invece gli incentivi alla natalità, sono previste agevolazioni fiscali per l’affitto della prima casa alle giovani coppie, sotto i 35 anni.

La ministra Bonetti ha così commentato: “Il Family act è una scelta di speranza e coraggio” mentre il premier Conte ha spiegato che il disegno di legge punta a “sostenere la genitorialità, contrastare la denatalità, favorire la crescita dei bambini e giovani e la conciliazione della vita familiare con il lavoro, soprattutto femminile”.

Ora il disegno di legge dovrà passare l’esame del Parlamento per divenire effettivo e poi dovranno essere individuate le risorse economiche necessarie.

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Unimamme, cosa ne pensate? Noi speriamo davvero che finalmente famiglie e bambini vengano messi al centro, da tutti.

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