Metti in borsa una maglietta in più e un pensiero in meno: le espadrillas ti portano già altrove. Un bar sul lungomare, luce piatta del pomeriggio, passi leggeri sulla pietra calda. È l’out-of-office ai piedi, senza avvisi automatici.
Le prime volte le ho snobbate. Poi un’estate ho infilato un paio di espadrillas color sabbia uscendo di casa. Silenziose, leggere, facili. Da allora, quando parte la stagione delle vacanze, sono il mio interruttore del “via”.
La formula è semplice: tomaia in tela (o pelle sottile), intersuola in corda di iuta, battistrada con un velo di suola in gomma. Risultato: scarpe leggerissime, ariose, che non stringono. Anche i numeri lo confermano in modo indiretto: le ricerche online per “espadrillas uomo” impennano tra maggio e luglio in Italia. Non serve un report di settore per capirne il perché. Piedi che respirano, valigia più leggera, stile pacato.
All’inizio pensi: belle, però delicate. Vero e falso. La iuta non ama l’acqua. Ma le versioni moderne hanno rinforzi sul puntale, cuciture migliori, fondi più robusti. E soprattutto: sono scarpe da tempo libero, non da diluvio. In cambio offrono quella naturalezza che molte sneaker hanno perso rincorrendo volumi e suole alte.
E qui arriva il punto centrale. Nel 2026 le espadrillas sono l’alternativa chic e concreta a sneaker e mocassini in viaggio. Occupano pochissimo spazio, passano dal lungomare all’aperitivo senza stonare, e con un paio giusto sali anche su un ristorante elegante senza sentirti fuori posto.
Come sceglierle (bene)
Materiali: la tela di cotone è fresca e versatile; la pelle morbida alza il livello e si pulisce meglio. Evita pellami rigidi. Suola: cerca iuta fitta e regolare con sottile gomma antiscivolo. Se navighi o stai spesso su banchine bagnate, meglio fondo più marcato. Calzata: devono stare aderenti davanti. La tomaia si “lascia andare” di mezzo numero dopo qualche uso. Col collo del piede alto, prova modelli con inserti elastici. Comfort: plantare leggermente imbottito se cammini tanto. Le tradizionali sono piatte; ottime per ore leggere, meno per maratone cittadine. Colori: neutri (sabbia, blu, oliva) se vuoi un solo paio; a righe o corda grezza per atmosfera più vacanziera.
Come indossarle (senza pensarci troppo)
Con pantaloni in lino e camicia cubana per l’aperitivo. Con chino corti e polo asciutta per il traghetto o il treno. Con denim leggero risvoltato la sera. No calzini visibili. Se serve, fantasmini sottili. Pioggia forte? Meglio rimandare: la corda si gonfia e si rovina.
Cura rapida: spazzola morbida a secco, spray protettivo per tessuti o pelle prima dell’uso, asciugatura all’aria lontano dal sole diretto. Sabbia e sale vanno via con un panno umido, senza insistere sulla iuta. Non esistono dati certi su durata media in anni: dipende da uso e manutenzione. In genere, un paio ben fatto regge più stagioni di vacanze “normali”.
Marchi? Dalle icone storiche alle piccole botteghe locali, l’offerta è ampia e onesta. La verità è che la magia non sta nel logo, ma nel gesto. Infilarle al mattino e sentire che la giornata scorre più semplice. E tu, quest’estate, cosa lascerai in camera: le sneaker o i mocassini?