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“Al mio bellissimo figlio”: il messaggio di un papà al figlio morto di pertosse

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Il papà di un bambino morto di pertosse ha deciso di condividere un messaggio.

Un papà ha condiviso una commovente lettera scritta per il funerale del figlio, commuovendo tutti.

Il nome del blog è Dadminus one e il suo scopo è condividere i suoi pensieri di papà di 3 figli, di cui uno in cielo, per aiutare chi ha bisogno.

Il figlio Riley è morto di pertosse a marzo del 2015 e da quel giorno questo papà è diventato un attivista aprendo anche un’ associazione chiamata “Luce per Riley”.per aumentare la consapevolezza sull’utilità di vaccini salva-vita.

Di seguito la traduzione del suo post e della lettera scritta per il figlio:

“Stavo cercando nella scatola l’altro giorno. Quell’orribile scatola capace di spezzare il cuore che rappresenta uno degli ultimi, tenui legami di ciò che è rimasto del tuo bambino.

All’interno ho trovato una lettera che avevo letto durante il funerale.

Nessuna profonda saggezza da parte mia e nessuna battuta, solo un messaggio per condividere ciò che ho scritto e una scusa per pubblicare l’immagine del suo volto perché mi manca.

 

Al mio bellissimo Riley

sei nato in questo mondo un 13 febbraio, un giorno che tante persone nella mia famiglia hanno velocemente rimproverato a causa della loro natura superstiziosa.

Io invece, mi sono sentito come se il mio mondo fosse stato completato.

Tu eri un bellissimo bambino che ha reintegrato l’equilibrio di potere in una famiglia a prevalenza femminile.

Non avrei più dovuto battagliare con mia figlia per l’ultima barretta di Muesli e perdere, o essere indicato come il capriccio delle donne Hughes.

Mi sentivo più forte, non sapevo che non sarei stato l’unico a innamorarmi di te.

Dopo la tua nascita nostra figlia è diventata una maniaca di 3 anni determinata a dire a tutti quanto fossi perfetto. Ogni volta che mi sedevo sul divano venivo accolto da un “solo donne…e Riley!! Sarei rimasto sconvolto se non fosse stato per il fatto che eri così perfetto che ho capito perché facesse un’eccezione per te.

A nessuno era concesso cambiarti il pannolino senza che tua sorella corresse vicino al fasciatoio gridando: “voglio vedere la cacca”.

Strano a dirsi, non era altrettanto disponibile quando si trattava di cambiare davvero il pannolino e disporre del suo contenuto.

Lei era l’aiutante col pannolino, l’aiutante col bagnetto, col cambio di abiti, quella che spingeva il passeggino.

Quando le abbiamo spiegato che la tua fontanella non doveva essere toccata per evitare di farti del male, lei è diventata subito la protettrice e la guardiana del tuo prezioso, piccolo scalpo, mettendo in guardia amici, famiglia ed estranei con la voce più alta e da matrona che potesse raccogliere.

Tua mamma non era molto meglio.

Arrivava a litigare con chi ti teneva in braccio se sentiva un lamento di più di 5 secondi, scoprivo la mia casa sospettosamente tranquilla e vi scoprivo a farvi le coccole o riposare insieme, tu eri il suo tutto.

Chi poteva fargliene una colpa? Tutte le mie speranze e sogni si erano avverati il giorno in cui ti avevo incontrato.

Molto similmente a me, mangiavi, dormivi, grugnivi, mangiavi ancora un po’.

Mentre altri bambini svegliavano i loro genitori piangendo e urlando, tu tiravi gentilmente su col naso nella tua culla, ed eri perfettamente contento, amavi che ti dessimo delle pacche mentre ti addormentavi beatamente.

Perfino quando decidevi di aspettare che ti rimuovessimo il pannolino prima di spruzzarmi con impeccabile mira, ti ho perdonato guardandoti negli occhi blu e tu hai ricambiato lo sguardo, il tuo forte collo che faceva gli straordinari per assicurarsi di non farti perdere un minuto di azione.

La vita era perfetta, la nostra famiglia di 4 era completa.

E poi te ne sei andato.

Rimango qui privato delle parole giuste per spiegare l’enormità della perdita che sto attualmente sperimentando.

Sono devastato, arrabbiato, il mio cuore è spezzato, vuoto, perso, confuso, sbigottito.

Ma in qualche modo, come sempre sembri fare quando mi sento giù, mi hai aiutato a trovare serenità.

Il nome Riley significa valente e coraggioso, in 32 giorni hai raggiunto più di quanto io abbia sognato di raggiungere in 32 anni.

Mi sono arrabbiato con te perché mi hai lasciato indietro, la mia casa vuota, la mia dispotica figlia di 3 anni, altrettanto mia moglie.

Ma trovo un profondo conforto nel fatto che tu sia stato messo qui per un proposito.

Hai cambiato il mondo in un breve periodo di tempo e hai fatto incredibili cambiamenti alle nostre vite.

Fino a quando ti rivedrò ancora ti voglio bene Riley, John.

Con amore, papà.”

Il messaggio di Greg ha ottenuto migliaia di like e di commenti, diventando virale.

“Volevo solo riconoscerlo e fargli sapere che è importante” ha spiegato questo papà ai media locali.

Unimamme, cosa ne pensate delle parole di questo papà e di come abbia trasformato la sua vita dopo la dolorosa perdita del figlio?

Noi vi lasciamo con la notizia di alcune neonate morte di pertosse le cui mamme non erano vaccinate.

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