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Bambini a rischio fumo passivo: anche nelle aree dove è vietato fumare

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bambini a rischio fumo passivo

Bambini a rischio fumo passivo: pericolose anche le aree dove è vietato. Le scoperte di uno studio scientifico.

Gli effetti pericolosi del fumo sono molto più diffusi di quanto si pensi. Non ci sono solo il fumo diretto e quello passivo, ma anche il fumo di “terza mano”, un’altra forma di fumo passivo, altrettanto pericolosa, ma più subdola perché invisibile. Un recente studio scientifico ha dimostrato quanto il fumo di “terza mano” possa persistere negli ambienti e quanto possa essere rischioso per la salute di tutti e dei bambini in particolare.

Bambini a rischio fumo passivo: il fumo di terza mano

Il fumo cosiddetto di “terza mano” è quello che non si vede ma rimane negli ambienti dove si è fumato: impregna vestiti, tappeti, moquette, rimane perfino sui mobili. Chi non fuma ne riconosce subito l’odore sugli abiti e anche in ambienti attigui a quelli in cui si trova. Il fumo di “terza mano”, tuttavia, non è solo quello che rimane nell’aria e nei vestiti poco dopo che qualcuno ha fumato, è anche quello che rimane in un ambiente a lungo, per giorni, settimane e perfino per anni dopo che si è fumato, specialmente se è un luogo che è stato per molto tempo frequentato da fumatori.

Si tratta di particelle residuali di nicotina e altre sostanze chimiche tossiche che persistono non solo negli ambienti interni, ma anche all’esterno, attaccandosi alle particelle di aerosol atmosferico, circolando liberamente ed entrando perfino in ambienti in cui non si è mai fumato.

È quello che hanno scoperto i ricercatori della Drexel University di Philadelphia. Quasi per caso, mentre stavano conducendo un altro tipo di studio sulla qualità dell’aria negli ambienti interni dell’università, i ricercatori hanno scoperto all’interno delle classi alcune sostanze che non sono subito riusciti ad individuare, ma a che ad un esame più approfondito sono risultate essere residui del fumo. Il luogo in cui le sostanze sono state rinvenute è una classe dell’ateneo in cui non si è mai fumato. Le sostanze nocive del fumo erano penetrate nell’ambiente chiuso dall’esterno. Quando in estate, poi, viene utilizzata l’aria condizionata, queste sostanze circolano ancora di più nel sistema di aerazione degli ambienti interni.

L’autore principale dello studio, Peter DeCarlo, ha spiegato al Washington Post che il fatto di trovarsi in un ambiente dove non si fuma o dove il fumo è vietato da anni non significa che non si è esposti al tabacco. Questo, perché, come ha dimostrato lo studio il fumo persiste a lungo sugli oggetti precedentemente esposti e, inoltre, cosa ancora più grave, circola liberamente nell’aria e può entrare anche negli ambienti interni dove non si fuma. Un motivo in più per vietare il fumo nei luoghi pubblici, anche all’aperto, affermano i ricercatori (come sta già avvenendo da anni negli Stati Uniti).

Una scoperta che conferma quanto i soggetti più a rischio come i bambini e le donne incinte siano esposte ai pericoli del fumo anche nei luoghi in cui è vietato.

Sempre più studi hanno dimostrato i rischi del fumo di terza mano. Nei topi il fumo di terza mano aumenta i rischi di cancro al polmone, danni al fegato e diabete. Sebbene non ci siano prove dirette che il fumo di terza mano possa causare il tumore negli esseri umani, tuttavia gli studi hanno dimostrato che aumenta i rischi di disturbi respiratori come enfisema, asma e bronchite.

Pensiamo solo ai rischi per i bambini. L’organismo dei più piccoli è ancora in formazione ed è più esposto ai rischi delle sostanze tossiche come il fumo, anche quello di terza mano. Una immagine significativa è quella dei neonati che gattonano su un tappeto o una moquette a contatto diretto con tutte le sostanze che contengono, anche i residui del fumo, che possono inalare o ingerire. Cambiare aria ai locali, perfino pulire o lavare le superfici può non bastare ad eliminare i residui del tabacco e della nicotina in un luogo in cui si è fumato molto, per lungo tempo.

I rischi per i bambini esposti a fumo di terza mano sono molteplici e seri e includono:

  • asma
  • infezioni respiratorie
  • crescita dei polmoni ridotta
  • sindrome della morte in culla (SIDS)

Ai genitori che fumano i pediatri consigliano vivamente di smettere e di seguire un percorso in tale direzione, con l’obiettivo di tutelare la loro salute e quella dei loro figli, esposti al fumo passivo e di terza mano. Se non per voi stessi, fatelo almeno per i vostri figli e nipoti, perché pur allontanandovi da loro per andare a fumare, rischiate di trasmettergli lo stesso le sostanze nocive, attraverso gli abiti o il contatto fisico.

Lo studio mostra che il fumo di terza mano, che è dannoso tanto quanto il fumo passivo di seconda mano, è tuttavia più difficile da individuare e da evitare.

La conclusione è che i bambini a rischio fumo passivo sono esposti anche nelle aree in cui non si fuma o dove è vietato fumare e perfino nell’ambiente esterno, perché attraverso l’aria il fumo arriva dappertutto e finisce con il depositarsi sulle superfici, i mobili o i vestiti.

Infine, l’esposizione ai residui del fumo di terza mano è pericolosa anche per le donne incinte. Come aveva già messo in guardia la Fondazione Veronesi nel video che vi mostriamo qui sotto.

Lo studio della Drexel University è stato pubblicato su Science Advacnces.

Che ne pensate unimamme? Conoscevate il fumo di terza mano?

Proprio per scongiurare i danni e i pericoli del fumo, il Codacons ha chiesto che sia vietato fumare in tutte le spiagge italiane.

Fondazione Veronesi: i danni del fumo passivo e del fumo di terza mano