La notizia della bambina con la Sindrome di Down respinta da 7 coppie prima di trovare il conforto di un papà single ha destato molto scalpore. In realtà le persone che si occupano di adozioni sanno che i bambini con bisogni speciali fanno davvero molta fatica a trovare delle famiglie disponibili.

Sempre più spesso, per l’adozione nazionale come per quella internazionale, la disponibilità delle coppie non corrisponde con le necessità dei bambini adottabili, sempre più di frequente con bisogni speciali, anche severi. È con questa realtà che si deve confrontare chi, come noi, lavora per dare risposte ai bambini che hanno bisogno di trovare una famiglia”, scrive il Ciai, Centro Italiano Aiuti all’infanzia, che ha più volte ribadito che ci sarebbero bambini disponibili ad essere adottati, ma che nessuno vuole per via delle loro problematiche.

Bambini con disabilità e adozione: ancora troppi senza famiglia 

La mamma che ha partorito la bambina con la sindrome di Down e che l’ha abbandonata in ospedale è forse da biasimare? Io penso che siamo bravi tutti a giudicare finché una situazione non capita a noi. Anzi, credo persino che questa donna sia stata coraggiosa a suo modo perché non ha abortito: non sappiamo se fosse una madre single, se non avesse aiuti, non possiamo saperlo. Magari per lei lasciarla in ospedale è stato un atto d’amore.

Eppure – come riporta anche il post del mensile Vita – la situazione è ancora drammatica. Secondo l’indagine “Bambini e bambine temporaneamente fuori dalla loro famiglia di origine”infatti

il 12% dei bambini/ragazzi fuori famiglia (ovviamente non tutti i minori fuori famiglia sono adottabili) ha una forma di disabilità certificata e in particolare: il 7,4% dei minori fuori famiglia presenta disabilità psichica, il 2,3% disabilità plurima, l’1,3% fisica e un residuale 0,4% disabilità sensoriale. Si tratta di una percentuale decisamente superiore a quella registrata sull’intera popolazione: nelle scuole la presenza di alunni con una certificazione di disabilità è intorno al 2,4%.

  • il 12% dei bambini o ragazzi fuori dalla loro famiglia ha una forma di disabilità certificata, di cui: 
    • il 7,4% ha una disabilità psichica
    •  il 2,3% ha una disabilità plurima,
    • l’1,3% ha una disabilità fisica e un residuale
    • lo 0,4% ha una disabilità sensoriale. 

Il 12 % è una percentuale superiore rispetto all’intera popolazione (a scuola per esempio la certificazione di disabilità è del 2,4%) .

In Italia i bambini affetti da disabilità possono essere adottati anche da un single, ma non è comunque un’adozione piena: basti però pensare che nel 2015 le adozioni di questo tipo sono state solo 4 a fronte delle 770 possibili.

Marco Griffini, presidente di AiBi, ritiene che un problema grave è la mancanza di una banca dati Nazionale dei Minori Adottabili e delle Coppie Disponibili all’Adozione. Nonostante sia stata infatti istituita nel 2001 per legge, oggi la banca dati è operativa solo in 11 Tribunali per i Minorenni su 29. Manca attenzione politica alle adozioni, e la domanda che ne consegue è “perché?”.

Forse perché si preferisce inserirli in servizi residenziali: dei 3mila bambini e ragazzi con disabilità certificata in accoglienza solo il 38% è in affido, mentre il 62% viene inserito nei servizi residenziali

E distinguendo tra tipo di disabilità:

  • per i bambini con disagi psichici vengono preferito i servizi residenziali (70%),
  • mentre per quelli con disabilità fisiche è preferito l’affido (71%).

E voi unimamme cosa ne pensate?

Intanto vi lasciamo con il post che parla del fatto che le persone con la sindrome di Down sono felici, perché abortirle? 

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