Credits: Il Messaggero

Un bambino di 10 anni è rimasto chiuso in una cassaforte mentre giocava a nascondino con gli amici. I pompieri hanno cercato di tranquillizzarlo.

Qualche giorno fa un bambino di 10 anni si è chiuso in una cassaforte inutilizzata da diverso tempo. L’incidente è avvenuto in una casa a Sant’Eusanio Forconese, in provincia dell’Aquila. Il bambino era intento a giocare con altri amici e si è infilato nella cassaforte.

E’ rimasto intrappolato per diverse ore. I vigili del fuoco sono stati allerti immediatamente, perché nessuno degli adulti sapeva la combinazione della cassaforte.

I pompieri hanno dato anche un supporto psicologico al bambino intrappolato. Per facilitare le operazioni hanno fatto credere al bambino di aver inscenato una recita di carnevale.

Bambino di dieci anni rimane chiuso per ore in una cassaforte. I vigili del fuoco cercano di tranquillizzarlo

Qualche giorno fa un bambino di 10 anni è rimasto chiuso in una vecchia cassaforte in una casa in provincia dell’Aquila. Il bambino stava giocando a nascondino con altri amici nel garage della casa. Una cassaforte in disuso, grande un metro per 50 centimetri e lasciata aperta gli è sembrato il posto ideale dove nascondersi per non essere trovato.

Secondo quanto dichiarato dal capoturno dei vigili del fuoco, al Corriere, che ha coordinato le operazioni dalla centrale, Gabriele Migoni sono stati stesso gli amici a chiudere per errore il bambino nella cassaforte.

Migoni ha dichiarato: “Gli amici che erano con lui, passandoci accanto, hanno tirato la leva che la chiudeva, spostando per sbaglio anche il numero della combinazione”.

A questo punto lo sportello si è chiuso ermeticamente intrappolando il bambino. Subito gli amici hanno dato l’allarme, gli adulti presenti si sono precipitati, ma nessuno ricordava la combinazione della cassaforte.

Sono stati così chiamati i vigili del fuoco che una volta giunti sul posto hanno subito cercato di calmare il bambino: “Stai tranquillo ti abbiamo fatto uno scherzo di Carnevale, ci sei cascato, ora ti liberiamo”.

Il capoturno dei vigili del fuoco ha raccontato il delicato intervento: “Per prima cosa abbiamo scherzato con lui e chiesto agli altri amichetti di continuare a giocare, come nulla fosse, per un bambino rinchiuso al buio, in uno spazio così angusto, nulla è peggiore di sentire nervosismo e agitazione intorno: l’importante era fargli capire che non si trattava di una cosa drammatica e che ne sarebbe uscito”.

I vigili del fuoco non potevano forzare la cassaforte con strumenti con la fiamma, decisiva una telefonata

Per i vigili del fuoco si è trattato di un intervento inusuale e difficile. Non potevano, per salvaguardare il bambino, usare gli strumenti a fiamma, come la lancia termica che avevano in dotazione, per forzare la cassaforte.

Per permettere al bambino di respirare, mentre si cercava di trovare una soluzione, hanno praticato dei fori ed hanno collegato un respiratore come racconta, il vigile del fuoco, Migoni: “Abbiamo collegato il nostro respiratore al buco della chiave, per far circolare l’aria all’interno e farlo respirare meglio, e praticato dei fori per consentire a un po’ di luce di penetrare”.

Sono stati contattati tutti i fabbri della zona per poter avere un parere sul modello di cassaforte. I vigili del fuoco erano pronti ad usare i divaricatori, quando una telefonata ha cambiato le cose. Migoni riferisce al Corriere: “Il padre, un imprenditore molto conosciuto in zona, ha telefonato a un ragioniere suo collaboratore, che forse ricordava la combinazione”.

Dopo diverti tentativi la cassaforte finalmente si apre: “Con l’ansia e la trepidazione che c’era nell’aria, il poveretto ogni volta sbagliava qualche numero e doveva ricominciare, ma alla fine è riuscito a sbloccare la serratura e non c’è stato bisogno di praticare alcuna forzatura”.

Una volta aperta la cassaforte, il piccolo era in lacrime, ma in buone condizioni di salute.

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Voi unimamme siete a conoscenza di questa brutta avventura capitato al piccolo bimbo?