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Ambulanza (iStock)

Una bimba di 22 mesi picchiata dal compagno della madre è in pericolo di vita all’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

Ancora un gravissimo episodio di violenza sui bambini.. Una violenza inaudita e inaccettabile. Una bimba di 22 mesi è stata selvaggiamente picchiata dal compagno della madre e ora si trova ricoverata in gravissime condizioni all’Ospedale Bambino Gesù. La piccola è in fin di vita e l’uomo, un italiano di 24 anni è stato arrestato per tentato omicidio. Il fatto è accaduto a Genzano, a pochi chilometri da Roma.

Bimba di 22 mesi picchiata dal compagno della madre: è grave

Non ne possiamo più di dare queste notizie, soprattutto perché si tratta di drammi evitabili e di episodi violenti che erano accaduti anche in passato. Una bimba di soli 22 mesi si trova ricoverata in gravissime condizioni all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, per un ematoma cerebrale causato dalle percosse subite dal compagno della madre. L’uomo, un 24enne italiano è stato arrestato per tentato omicidio.

La piccola ha riportato diversi traumi, ecchimosi e graffi sul volto. Avrebbe anche segni di morsi. Stando a quanto emerge dalla stampa, non sarebbe la prima volta che l’uomo picchia la bambina.

La violenza si è consumata la sera di mercoledì 13 febbraio a Genzano di Roma, nella zona dei Castelli Romani, nella casa dove la bambina viveva con la madre, una donna di 23 anni, e il nuovo compagno di lei. La piccola era in casa con il compagno della madre, con la sua gemellina e un fratello. Quando la donna è tornata a casa, rientrando dal lavoro, ha trovato la figlia in gravi condizioni e l’ha portata, intorno alle 21.00, all’ospedale di Genzano, che però è chiuso. Qui la vigilanza ha dato l’allarme e la bimba è stata portata all’ospedale dei Castelli ad Ariccia, poi a causa della gravità delle sue condizioni è stata trasferita al Bambino Gesù di Roma.

La madre in un primo momento ha detto ai medici che la figlia era caduta dalle scale, ma non è stata creduta per gli evidenti segni di percosse sul corpicino della piccola. Così è stata chiamata la polizia di Genzano e agli agenti la donna ha dovuto dire la verità: la figlia era stata picchiata dal suo compagno. Quindi l’uomo è stato arrestato per tentato omicidio. L’uomo ha tentato di giustificarsi, dicendo che si era trattato di un “raptus“. La solita scusa. “E’ stato un raptus. Non volevo…”, avrebbe detto l’uomo alla polizia. La causa scatenante del “raptus” sarebbe stato il pianto della bambina, picchiata selvaggiamente perché “piangeva troppo“.

Non era la prima volta, tuttavia, che la bimba subiva percosse, come ha riferito al madre alla polizia.

La bimba di 22 mesi ora è ricoverata in prognosi riservata nella terapia intensiva dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. La bambina sarebbe in pericolo di vita. La piccola è in coma farmacologico, nell’attesa di essere sottoposta a un delicato intervento chirurgico alla testa.

La mamma della bambina è una 23enne originaria di Roma che ha altri due figli, la gemella della bambina picchiata e un maschietto di 4 anni. I figli erano sarebbe stati affidati al compagno, un uomo di origini molisane con cui conviveva da un paio di mesi e che non è il padre dei tre bambini. Anche la donna, però, avrebbe giustificato l’uomo, dicendo che si era trattato di un “raptus” e aggiungendo che non era la prima volta che succedeva.

L’uomo ora si trova rinchiuso nel carcere di Velletri, ma le indagini vanno avanti. Come scrive Repubblica nell’edizione di Roma.

Questo caso purtroppo ricorda quello del piccolo Giuseppe il bambino ucciso dal patrigno a Cardito, in provincia di Napoli. Per non aver difeso il figlio, è stata sospesa la potestà genitoriale alla mamma.

Che dire unimamma? Di fronte a questi episodi c’è poco da commentare.

Vorremmo, però, che la prevenzione funzionasse meglio. In caso di episodi di questo genere bisogna sempre denunciare, mai farsi prendere dalla paura. C’è sempre qualcuno disposto ad aiutare: polizia, assistenti sociali, scuola.

Vi ricordiamo il numero antiviolenza: 1522 Il servizio è multilingue, attivo 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, dà una prima risposta immediata alle vittime e contribuisce all’emersione delle richieste di aiuto favorite dalla garanzia dell’anonimato.

I centri antiviolenza in Italia: www.casadelledonne-bs.it/elenco-centri-associazioni-antiviolenza