Un bambino di 7 anni con la sindrome di Adhd si ritrova ad essere da solo in classe. I suoi compagni hanno chiesto il nulla osta per il trasferimento.

In una scuola di Bari una classe si svuota perché i genitori di 17 alunni su 18 hanno chiesto il nulla osta per cambiare sezione o istituto ai figli. Il motivo? Nella loro classe è presente un bambino con ADHD ed hanno paura che possa fare del male e disturbare gli altri bambini.

Ma cos’è l’Adhd, questa malattia che spaventa tanto le mamme pugliesi? L’Adhd è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo che affligge la capacità di socializzare del bambino. Esso include:

Questi problemi derivano in modo particolare dall’incapacità del bambino di regolare il proprio comportamento in funzione del trascorrere del tempo e degli obiettivi da raggiungere. L’ADHD, però, non è il risultato di una disciplina educativa inefficace e non è un problema dovuto alla “cattiveria” del bambino.

La mamma del bimbo ha portato all’attenzione pubblica il caso inviando una lettera alle televisioni ed ai giornali per cercare una soluzione.

Il bimbo con la sindrome Adhd viene rifiutato dai suoi compagni: ecco cosa è successo

Qualche giorno fa in una scuola elementare di Bari, una mamma ha accompagnato il suo bambino, che ha la sindrome di Adhd, a scuola, ma ha trovato la classe vuota. Dopo un primo attimo di smarrimento si è accorta di una comunicazione posta sulla porta: “I genitori di dieci alunni della classe non accettano la permanenza dei propri figli nella stessa, di conseguenza i loro bambini vengono temporaneamente affidati ad altre classi“.

Dopo quest’episodio, inizialmente difficile da decifrare, la donna ha aspettato in cortile insieme al bambino, che si chiarisse la situazione, ma ha ricevuto un’altra comunicazione ufficiale dalla quale ha appreso che per il figlio non c’era più posto in quella classe. Il bambino è stato così affidato ad una maestra con la quale ha svolto, da solo, una lezione in laboratorio. Dopo aver contattato l’Ufficio scolastico Regionale, i genitori hanno ottenuto che fosse trasferito subito in un’altra classe nella quale però non aveva un banco dove sedersi.

La donna è stata costretta a togliere il figlio da scuola in attesa di una soluzione più dignitosa e che gli garantisca il suo diritto allo studio ed anche il diritto ad avere amici.

Il bambino a casa ha chiesto alla madre se fosse colpa sua tutto quello che sta succedendo.

Il bimbo ha avuto diritto al sostegno, ma lo inizierà prossimamente. Sul caso si è espressa la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Bari, Giuseppina Lotito, rassicurando: “Il bambino avrà una classe adatta a lui: le risorse professionali ci sono, sono state date da tempo e pensiamo che entro lunedì avremo risolto la situazione. Al momento c’è un dialogo tra genitore e dirigente scolastico, ed entro lunedì si deciderà la posizione del bambino, se vorrà rimanere in quella scuola, in quella classe, oppure vorrà cambiare.

Un’altra scuola di Bari,  San Filippo Neri, si è resa disposta ad accettare il bambino nella propria scuola.

Voi unimamme eravate a conoscenza della storia? Cosa ne pensate?