calogero gliozzo
Calogero Gliozzo

Calogero Gliozzo: il giovane siciliano bisognoso di cure andrà in Israele. Continua la raccolta fondi per coprire le spese sanitarie.

Quando vi abbiamo raccontato la storia di Lorenzo Farinelli, il giovane medico affetto da una gravissima forma di linfoma non-Hodgkin che con l’aiuto degli amici aveva lanciato una campagna di raccolta fondi per pagare le costose cure negli Stati Uniti, era emersa anche quella di un giovane affetto dalla stessa malattia, Calogero Gliozzo. Anche Calogero come Lorenzo ha lanciato una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe. Anche lui bisognoso di aiuto per cure molto costose a cui sottoporsi all’estero, perché la malattia è resistente alla chemioterapia. La battaglia di Calogero va avanti, le sue condizioni sono meno gravi di quelle di Lorenzo, ma sono due anni che è malato e anche per lui è una lotta contro il tempo.

Calogero Gliozzo: il giovane siciliano malato di tumore

Calogero Gliozzo è un giovane di 27 anni affetto da un paio d’anni da una grave forma di linfoma chemio resistente per il quale l’unica speranza di cura è data da una terapia ancora sperimentale, la Car-T, che si può effettuare solo negli Stati Uniti e in pochi altri Paesi, ma non ancora completamente in Italia, non per tutti i casi, almeno. L’attenzione sul caso di Calogero è seguita a quella su Lorenzo Farinelli, medico 34enne di Ancona, arrivato sulle cronache nazionali grazie alla eccezionale mobilitazione che i suoi amici avevano realizzato per raccogliere i fondi necessari alla sua terapia, anche lui bisognoso di Car-T. Lorenzo, che aveva commosso l’Italia, purtroppo non ce l’ha fatta, il linfoma se l’è portato via in meno di un anno. Il giovane medico coraggioso, con un amore profondo per la vita, ha mostrato un grande cuore e una grandissima generosità fino all’ultimo: venuto a conoscenza del caso di Calogero, così simile al suo, ha fatto una donazione con i suoi soldi per aiutare il ragazzo siciliano.

La somma raccolta per Lorenzo, oltre 600 mila euro, andrà alla ricerca scientifica, come era nelle volontà del giovane medico. La famiglia, che ha ancora bisogno di un po’ di tempo per il lutto, comunicherà l’impiego del denaro.

L’attenzione, ora, è tutta sul caso di Calogero, per il quale noi tutti anche ad Universo Mamma facciamo il tifo. La campagna di raccolta fondi su piattaforma GoFundMe e tramite un sito web dedicato, Aiutiamo Calogero, è stata avviata dalle sorelle del ragazzo siciliano, Sandra e Valentina Gliozzo, che regolarmente pubblicano aggiornamenti sullo stato del fratello e la ricerca del luogo dove farlo curare.

Nelle ultime settimane, Calogero accompagnato dalla sua famiglia è partito per l’estero. Inizialmente si era recato in Francia, a Lione, dove un centro specializzato aveva accolto la richiesta di cure del giovane siciliano e dove il giovane si era sottoposto a dei test clinici e aspettava la presentazione di un preventivo sul costo delle cure. Nel frattempo era arrivata anche la risposta di un ospedale di Tel Aviv, in Israele. La possibilità di curarsi a Lione, però, dopo pochi giorni è sfumata, così Calogero è ripartito subito, accompagnato dalla sorella Sandra, alla volta di Israele. Come è scritto nell’ultimo aggiornamento dalla piattaforma GoFundMe.

La famiglia è comprensibilmente in apprensione, perché non c’è più molto tempo per Calogero, mentre il viaggio in Francia, rivelandosi inutile, ne ha fatto perdere. Purtroppo, la sperimentazione non ancora completa in Europa della terapia Car-T non la rende applicabile a tutti i casi di tumore resistente alla chemioterapia. Non è solo un problema di costi, ma anche di burocrazia.

“Alle 11 di questa mattina il volo da Orio al Serio verso Tel Aviv”, racconta la sorella di calogero nell’ultimo aggiornamento.” La risposta dell’ospedale è giunta nel pomeriggio di domenica 17 -spiega – Impensabile trovare facilmente e in maniera celere una struttura nel mondo, adeguata che possa somministrare la cura. Non è solo un problema economico. La burocrazia è raccapricciante. Stiamo lottando contro il tempo. Ad un certo punto abbiamo preso l’unica decisione possibile nonostante le incognite del caso.
Non possiamo più aspettare”.

“Il calvario della malattia non è già abbastanza per una famiglia che si trova di fronte alla diagnosi di cancro in questo stadio – si legge ancora nell’aggiornamento -. La ricerca disperata in queste ultime settimane, più di quattro ormai, è coincisa con l’interruzione di qualsiasi tipo di cura per Calogero – spiega la sorella – Questo ha fatto un grosso regalo alla malattia in termini di possibilità e di tempistiche e ha giocato a nostro sfavore nella ricerca di una risposta chiara da parte di qualcuno che ci indicasse una direzione da intraprendere. Ci siamo ritrovati di fronte a relazioni mediche da tradurre, moduli da compilare, richieste da inoltrare, rifiuti da accettare. Un’altalena tra speranza e momenti di rassegnazione che si sono scontrati però con migliaia di messaggi e iniziative a sostegno della causa di Calogero e per i quali non abbiamo parole adeguate di ringraziamento“.

La campagna per la raccolta fondi va avanti. La somma di denaro raccolta su GoFundMe è arrivata quasi a 342 mila euro, in meno di un mese, sui 500 mila richiesti. Le donazioni non si fermano, ma l’obiettivo è ancora da raggiungere. Per questo serve l’impegno di tutti.

Anche il professor Roberto Burioni ha condiviso sulla sua pagina Facebook l’invito ad aiutare Calogero Gliozzo.

“Tutti i medici in Italia che hanno visitato Calogero – spiega ancora la sorella – hanno confermato che Calogero è il paziente adatto alla cura ma nessuna struttura in Italia può effettuare ad oggi questo trattamento e si parla ancora di tempistiche lunghe per l’approvazione del farmaco da parte dell’Aifa. Dopo aver consultato decine di strutture in tutto il mondo Calogero si appresta insieme alla sorella e ad un mediatore culturale che li aiuterà nelle prime settimane, a partire per Tel Aviv. Non sappiamo esattamente cosa ci aspetta, tutti i contatti utili per noi a Tel Aviv sono ben accetti. Preghiamo tutti di condividere la nostra causa per noi e per tutti coloro i quali stanno lottando come noi affinché nessuno si ritrovi a vivere tutto questo”. Calogero intanto non perde il sorriso e inviando una foto ad un’amica dice “Siamo pronti”.

Serve l’impegno di tutti, ancora un piccolo sforzo e Calogero può raggiungere la somma necessaria a curarsi.

Che dite Unimamme?