cartone per la pizza bisfenolo
Cartone della pizza (iStock)

Cartone della pizza con Bisfenolo A, attenzione a cosa acquistate. Quello prodotto all’estero può essere pericoloso.

Il cartone utilizzato per la pizza da asporto può essere pericoloso per la salute, addirittura velenoso. In alcuni tipi di cartone, infatti, in particolare quello low cost prodotto all’estero, viene utilizzato il Bisfenolo A, una sostanza pericolosa, già vietata nella produzione di alcuni oggetti di plastica, come i biberon per bambini. Cosa c’è da sapere.

Cartone della pizza con Bisfenolo A

Il Bisfenolo A è una sostanza chimica, abbreviata in BPA, usata prevalentemente in associazione ad altre sostanze chimiche per produrre plastiche e resine. Viene usato ad esempio nel policarbonato, una plastica rigida e trasparente usata per produrre recipienti per uso alimentare, come bottiglie per bibite con vuoto a rendere, tappi delle bottiglie, stoviglie di plastica (piatti e tazze) e contenitori per riporre alimenti.

Il Bisfenolo A interferisce con il sistema endocrino e con l’apparato riproduttivo. Può causare malattie ormonali, incidere sulla fertilità, con anomalie riproduttive, e può provocare anche cancro al seno e alla prostata, diabete e malattie cardiache. Secondo uno studio recente, che vi abbiamo già riportato, può sviluppare anche iperattività nei bambini.

A causa dei suoi effetti sulla salute, da tempo questa sostanza è sotto l’esame dell’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, e nel 2011, l’Unione europea ha vietato l’uso di Bisfenolo A nei biberon, inoltre ha iniziato a ridurre la dose giornaliera tollerabile per gli adulti.

Ora, uno studio del mensile Il Salvagente ha dimostrato che il Bisfenolo A è contenuto anche nel cartone della pizza, in particolare in quello low cost prodotto all’estero.

Il rischio è che questa sostanza finisca nella pizza o in altro cibo contenuto nel cartone. Una vera e propria “migrazione” dal cartone all’alimento.

Lo studio del Salvagente ha dimostrato che il Bisfenolo A è contenuto in 2 cartoni su 3 per la pizza in concentrazioni elevate, addirittura superiori a quelle consentite per i contenitori in plastica, ed è la prova che quei cartoni sono stati prodotti con carta riciclata, vietata dalla legge nei cartoni per la pizza. La cosa assurda è che una sostanza chimica normalmente contenuta nella plastica si trovi invece nel cartone destinato agli alimenti.

Questo è quello che hanno scoperto le analisi condotte dal Salvagente, esaminando i cartoni per la pizza prodotti da tre aziende internazionali: la Liner Italia, la spagnola Garcia de Pou e la tedesca Izmir. Le analisi di laboratorio hanno scoperto che in due cartoni su tre, quelli esteri, il Bisfenolo A migrava dalla confezione all’alimento. Nelle misurazioni è stata calcolata la media riferita a tre prove condotte su uno stesso campione e i risultati hanno mostrato che la sostanza pericolosa è contenuta in quantità eccessive in due campioni su tre. A non dare problemi sono i cartoni della Liner Italia, nei quali non è stato rilevato il BPA. Diversa, invece, la situazione per i cartoni di Garcia de Pou e Izmir, dai quali è risultata la migrazione di bisfenolo rispettivamente di 179 ppb (parti per miliardo) e 311 ppb. Queste aziende sono leader nella produzione ed esportazione di cartoni per pizza ed alimenti, dunque è molto probabile che i loro cartoni siano molto utilizzati nelle pizzerie italiane.

La quantità di Bisfenolo A trovata nei cartoni per la pizza sarebbe illegale se questi contenitori per alimenti fossero in plastica, mentre non esistono norme che regolano l’utilizzo di BPA nella produzione dei contenitori in carta e cartone.

L’inchiesta de Il Salvagente conclude che è probabile che il Bisfenolo A contenuto nel cartone per la pizza venga dal cartone riciclato, contaminato, utilizzato per produrre il contenitore.

Il direttore del mensile Riccardo Quintili ha spiegato al Fatto Quotidiano che la migrazione del Bisfenolo A dal cartone alla pizza è “un passaggio che viene scatenato dall’alta temperatura nella scatola (fino a 60°/65°) in cui si mescolano gli acidi del pomodoro e i grassi della mozzarella e dal tempo prolungato in cui la pizza resta all’interno del contenitore“.

L’inchiesta de Il Salvagente sui cartoni per la pizza.

Che ne pensate unimamme? Continuerete a comprare la pizza d’asporto nel cartone?