Scuola:”l’educazione ambientale” diventa materia obbligatoria

L’educazione ambientale diventa materia di studio nella scuola italiana già dalla materna. Dal prossimo anno scolastico avremo quindi i primi “nativi ambientali”.

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Care Unimamme, i bambini sono il nostro futuro ma la nostra responsabilità nel consegnare loro un mondo che permetta loro di sopravvivere e ricreare a loro volta la vita non spetta ancora a loro.

Vorrei restituirvi alcune parole che Papa Francesco ci ha donato di recente in occasione del via all”EXPO:

“La Terra, che è madre per tutti, chiede rispetto e non violenza. Dobbiamo riportarla ai nostri figli migliorata, custodita. L’ATTEGGIAMENTO DELLA CUSTODIA non è un impegno esclusivo dei cristiani, RIGUARDA TUTTI”.

Un modo per stimolare l’atteggiamento della “custodia” sarà di certo il riconoscimento del ruolo fondamentale dell’educazione e della conoscenza. Siamo quindi felici di annunciare questo importante passaggio pratico e pragmatico che sarà messo in campo nella scuola già dall’anno scolastico 2015-2016, un’iniziativa congiunta del Ministero dell’Ambiente e del Ministero dell’Istruzione.

Dall’infanzia alla maturità:l’educazione ambientale diventa materia scolastica

L’educazione ambientale diventerà una materia scolastica obbligatoria a tutti gli effetti. Verrà inserita come materia dalla scuola dell’infanzia alla maturità già a far data dall’inizio dell’anno scolastico 2015-2016. Si parlerà di:

  • ambiente
  • tutela degli animali
  • l’alimentazione sostenibile
  • ciclo rifiuti

tra gli altri temi inclusi nel percorso scolastico. Da settembre 2015 avremo quindi i primi bambini “nativi ambientali”. Il Ministero dell’Ambiente , tramite il sottosegretario Barbara Degani, ha sottolineato:

“Il lavoro che ci ha visto impegnati per mesi parte proprio dai bambini e non poteva che essere così. Sono loro il nostro futuro e potranno a pieno titolo essere chiamati nativi ambientali. Io credo che comminare sanzioni, contemplare reati in ambito ambientale sia doveroso ma non sia sufficiente: è necessario intervenire con una politica di grande respiro, a lungo termine altrimenti il patrimonio che abbiamo a disposizione oggi non ci sarà più domani

Ma non solo l’introduzione dell’educazione ambientale è ciò che si auspica per l’insegnamento. L’ Adoc – Associazione Difesa e Orientamento dei Consumatori –  chiede ad esempio anche il ripristino effettivo dell’insegnamento dell’Educazione Civica, materia strettamente connessa al “rispetto” e purtroppo da anni bandita dall’insegnamento:

“Inserire l’educazione ambientale come materia obbligatoria ci riallinea ai livelli d’insegnamento europei una decisione che accogliamo con soddisfazione, che porta la scuola verso l’innovazione, verso l’attualità e l’attenzione al sociale. In questo senso auspichiamo anche un recupero, effettivo, dell’insegnamento dell’educazione civica, troppo spesso dimenticata e messa da parte. Al contrario, crediamo che sia un insegnamento basilare nella formazione della coscienza civile e sociale di un ragazzo, in grado di dargli i fondamentali per vivere nella società futura, che necessariamente dovrà essere sempre più orientata al rispetto delle regole” – ha dichiarato Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc.

Di certo una notizia buona e condivisibile, che allinea l’esigenza educativa nella direzione di una inversione di tendenza rispetto a quanto sin oggi realizzato. Da persona che vive spesso dal di dentro alcuni ambiti in tema ambientale,  aggiungerei la necessità forte che l’educazione all’ambientale venga sposata oltre che dai programmi ministeriali anche dalla politica locale. Troppo spesso soluzioni punitive come multe e/o le politiche di corto raggio suppliscono alla carenza delle amministrazioni locali nel saper strutturare percorsi virtuosi che coinvolgano i cittadini tutti, che li educhino e apportino il benefici di “sistema” e  lunga durata per l’ambiente ma anche per la tutela della salute.

Voi, vi fa piacere leggere questa buona notizia?

(Fonte: Ansa)

 

Firma: Manuela Leone

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