Elena Santarelli ha parlato del modo in cui suo figlio sta affrontando la malattia.

Di recente Elena Santrelli è stata protagonista dell’ultima puntata di I Lunatici, un programma condotto da Roberto Arduini e da Andrea Di Ciancio.

La showgirl è tornata a parlare del momento molto delicato che stanno vivendo in famiglia, a causa del tumore del figlio maggiore Giacomo.

“Ovviamente non è una cosa bella per un genitore quando un figlio viene colpito da una malattia del genere, è un pugno nello stomaco. Sono arrivata a parlarne con serenità, pur avendo un dolore dentro, che però cerco di non mostrare. Sono arrivata ad essere così forte e positiva nel corso dei mesi.

Lo sono diventata perché vedo talmente tante realtà peggiori della mia che alla fine arrivo a svegliarmi la mattina e a dire ‘ok, c’è questo problema da risolvere, combattiamo’. Ogni mamma in certi reparti soffre, solo che la parola tumore fa più paura, sulla parola tumore ci sono troppi preconcetti. Non è che tutti i bambini che affrontano questo percorso siano allettati come pensa la gente, la maggior parte dei bambini che affrontano questa sfida ha energia da vendere, anche perché le chemio dei bambini sono diverse rispetto a quelle degli adulti.

E poi i bambini sono puri, hanno un modo di reagire diverso, per mio figlio combattere questa malattia è come combatterne un’altra che si può chiamare varicella o morbillo, dico due nomi a caso. Un adulto parte già svantaggiato, si documenta, gli viene il terrore. Poi per il bambino è importante anche l’atteggiamento di un genitore.

Se sei positivo, generi positività anche in tuo figlio. Solo per il fatto che mio figlio parla, ride, gioca, continua ad essere lo stesso di prima, pur dovendo affrontare una sfida enorme, è motivo di gioia quando mi sveglio la mattina. La vita è adesso. Anche solo il fatto che mio figlio si alzi dal letto, vada in bagno a lavarsi i denti, e ritorni a letto, non è scontato».

Elena Santarelli, come saprete, è tornata al lavoro, ma è stata criticata molto per la sua scelta.

Se non ci si passa non si può giudicare più di tanto. E’ assurdo che io mi debba giustificare per una cosa che le altre mamme, parlo di quelle che sono di Roma ovviamente, avendo mio figlio in cura al Bambin Gesù, fanno normalmente. Tutte tornano a lavorare. E nessuno sa che hanno il figlio con un tumore, per questo non vengono giudicate. Questo è il lato negativo del mio lavoro. Mi sono esposta pubblicamente solo per parlare del progetto Heal e della ricerca”.

Per quanto riguarda invece i calendari sexy: “i calendari li ho già fatti in passato, ora basta, vado verso i 38 anni, non è più il tempo delle pose sexy. Le mie amiche mi chiamano ‘Il Generale’ sull’alimentazione. Mangio bene ma non per una questione estetica ma di benessere. In un periodo della mia vita mi vedevo gonfia, dormivo male, avevo preso sei o sette chili. Da lì ho iniziato a mangiare in modo sano. Cosa sogno di diventare da grande? La nonna. Mi piacerebbe molto, un giorno, diventare nonna”.

Infine la Santarelli ha ricordato la notte in cui ha partorito Giacomo.

“Quella in cui alle 3 di notte andai all’ospedale di Siena per partorire Giacomo, passai metà notte a casa con i dolori, poi mia cognata mi venne a prendere con una macchina bassissima, sportiva, mio marito era in ritiro, mi ha raggiunto quasi a cose fatte, per le strade della campagna senese urlavo a mia cognata di andare piano, perché altrimenti avrei partorito in macchina“.

Unimamme, cosa ne pensate di queste rivelazioni di cui si parla su Il Messaggero?

Noi vi lasciamo con un articolo su come la Santarelli si è accorta che il figlio stava male.