fake news sui vaccini

Fake news sui vaccini nella stragrande maggioranza dei video su YouTube

Una ricerca ha stabilito che il 70% dei video che parlano di vaccini pubblicati su YouTube contengono fake news. Lo studio ha preso in esame i video caricati su YouTube in Italia dal 2007 al 2017.

Fake news sui vaccini neo video su YouTube

Su YouTube sono pubblicati video sui vaccini pieni di fake news. Non è una sorpresa, se avete fatto un giro sul popolare social media vi sarete accorti di video apocalittici che raccontano di gravissimi danni da vaccino, spesso accompagnati da musichette in stile film horror o strappalacrime, a seconda dei casi. Vedrete medici improbabili o fasulli raccontarvi di terribili sostanze contenute nei vaccini ma senza presentare alcun dato serio né concreto. Ascolterete testimonianze impressionanti promosse da avvocati. Un mare magnum che finisce per confondere gli utenti meno informati e suggestionabili, che possono farsi condizionare dalle disinformazioni.

Lo scopo di questi video e altri contenuti sul web non è quello di fare “controinformazione” per proporre “verità” nascoste dal “sistema”, ma di ingannare chi non conosce la materia, creando un vero e proprio clima terroristico per spillare soldi agli sprovveduti. Chi propone questi contenuti non lo fa mai gratis, ma con uno scopo ben preciso: fare soldi, offrendo consulenze, se non addirittura terapie o farmaci sostitutivi. Un vero e proprio imbroglio dal quale tenersi alla larga.

In particolare, uno studio italiano, “Misinformation on vaccination: A quantitative analysis of YouTube videos“, pubblicato sulla rivista Human Vaccines and Immunotherapeutics, ha accertato che su 560 filmati caricati su YouTube in Italia dal 2007 al 2017 il 70% contengono bufale, nello specifico la madre di tutte le bufale quella della correlazione tra vaccini e autismo.

Come sappiamo, uno studio che risale al 1998, pubblicato dal medico britannico Andrew Wakefield millantò la correlazione tra il vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia (MPR) e l’autismo. Uno studio che si rivelò fasullo e venne ritirato. Successivamente fu smentito da numerosissimi altri studi su campioni di centinaia di migliaia di persone. Il pregiudizio tuttavia è rimasto e continua ancora a fuorviare le persone, nonostante le autorevoli smentite, provate con le evidenze scientifiche, e nonostante le nuove più precise diagnosi di autismo e gli studi che hanno dimostrato fosse dovuto a cause genetiche.

In rete, però, c’è sempre qualcuno che pensa di poter sfruttare, ovviamente per soldi, il mito seduttivo della bufala, il cui scopo è quello di suscitare emozioni, positive o negative che fossero, rispondere a paure che vengono dal profondo, anche se si tratta di riposte sbagliate e confinate al lato emotivo. Bufale che hanno come bersaglio preferito i vaccini.

Sul totale dei video postati la disinformazione la fa da padrone, con il 70% dei filmati che sostengono la bufala del legame fra vaccini e autismo“, ha spiegato il prof. Luigi Lopalco, direttore del centro interdipartimentale ProSIT, che ha coordinato lo studio insieme ad Annalaura Carducci, direttore dell’Osservatorio della comunicazione sanitaria (Ocs). I ricercatori, in particolare, hanno segnalato il tono negativo dei video sui vaccini, video che vengono pubblicati da molto tempo, mentre quelli istituzionali e informativi sono pochi o mancano.

Lo studio è nato dall’esigenza di contrastare il fenomeno sempre più diffuso dell’esitazione vaccinale. Un problema preoccupante che richiede un controllo continuo, perché di video con fake news sui vaccini ne vengono caricati su YouTube quasi tutti i giorni. Tanto che la cattiva informazione sui media e sui social media sembra essere una delle cause scatenanti dell’esitazione nel fare il vaccino.

In Italia il 42,8% dei cittadini ha usato Internet per avere informazione sui vaccini nel 2016.

In particolare la ricerca ha rivelato che nel periodo preso in esame, dal 27 dicembre 2007 al 31 luglio 2017, il picco nelle pubblicazioni su YouTube di video con fake news sui vaccini è stato nei primi sette mesi del 2017, ovvero nei mesi in cui si è discusso ed è entrato in vigore il decreto Lorenzin sui vaccini obbligatori. Soltanto in quei mesi sono stati postati sul social media 224 video di bufale sui vaccini.

I risultati dello studio suggeriscono che le istituzioni pubbliche dovrebbero essere più impegnate nella creazione di una presenza sul web che fornisca informazioni affidabili, risposte, storie e video in modo da rispondere alle domande del pubblico sulla vaccinazione. Queste azioni potrebbero essere utili per consentire ai cittadini di prendere decisioni informate sui vaccini in modo da rispettare i regolamenti sulle vaccinazioni. Comunque video con informazioni corrette sui vaccini vengono pubblicate su YouTube da medici, studiosi, enti e associazioni.

I vaccini, dunque, sono sicuri. Informatevi presso fonti autorevoli, se volete saperne di più.

Che ne pensate unimamme?

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