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Il figlio preferito esiste e secondo la scienza è sempre lo stesso

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Il figlio preferito esiste, anche se i genitori affermano che la loro prole sia tutta uguale. Secondo le ricerche infatti c’è uno dei figli a incontrare il favore di mamma e papà ed è sempre lo stesso. 

Molti genitori potrebbero rifiutarsi di sostenere che hanno un figlio preferito, ma le nuove ricerche suggeriscono che – anche se apertamente nessuno lo ammetterà mai – la maggior parte ha una preferenza.

Figlio preferito: chi è secondo la scienza 

Secondo un campione di 1000 madri prese dai online Mumsnet e Gransnet, infatti:

  • metà delle mamme preferisce il figlio più piccolo,
  • un quarto afferma che è il primogenito quello che incontra i suoi favori.

Molte di quelle che hanno confessato di favorire il figlio più piccolo attribuiscono a quello più grande di essere “difficile o troppo richiedente”. Eppure gli esperti dicono che avere delle preferenze non dovrebbe essere qualcosa che possa causare un senso di colpa.

Il favoritismo è uno degli ultimi tabù e può invece provocare molta colpa, così è importante dire che i sentimenti di affinità con un particolare figlio sono molto comuni e non c’è nulla di disastroso, come sostiene Justine Roberts, la fondatrice di Gransnet. “Il nodo cruciale non è che i genitori amino i figli in maniera differente; il nodo cruciale è che li amino nella loro totalità” dice Roberts.

I genitori sembrano avere un figlio preferito per specifici motivi. Le successive ricerche hanno indicato che una mamma su 5 ammette che i figli più piccoli ritengono di essere i loro favoriti. La ricerca fatta su 1000 madri di uno o più figli ha rivelato che un quinto della prole crede che esistano dei favoritismi in famiglia. Il campione ha inoltre scoperto che i primogeniti sono molto legati alla madre e anche da adulti riescono a parlare meglio con loro, invitando la mamma con i loro amici e chiedendole consigli.

Le madri riferiscono invece di avere più in comune con i figli maggiori; allo stesso tempo però c’è “la sindrome del figlio di mezzo”, ovvero l’idea che il figlio a metà tra due fratelli riceva meno attenzione  (cosa che è percepita anche dai figli stessi).

I ricercatori hanno dimostrato che questi ultimi sono meno dipendenti dalla madre, da adulti. Sono anche meno propensi ad aiutare in casa, a trasferirsi altrove e si servono di mamma e papà quando hanno bisogno di denaro.

Invece i figli più piccoli sono considerati quelli con il comportamento peggiore – per esempio ascoltano di meno la mamma – ma sono quelli più fisicamente affezionati. Aoife Davey, uno dei responsabili della ricerca, ha detto: “Le mamme si preoccuperanno sempre del loro primo figlio, ma nel momento in cui gli altri figli nascono, è come se avessero sperimento il bello, il buono e il brutto della maternità e saranno in grado di rilassarsi maggiormente”.Inoltre” – continua Davey – ” i figli più piccoli impareranno dagli errori dei fratelli più grandi e saranno interessati meno dalle paure della madri”. 

E voi unimamme cosa ne pensate? Intanto vi lasciamo con il post che parla di figlio preferito: 4 errori da evitare per affrontare la realtà.