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fonte: Facebook/Greta Thunberg

Greta Thunberg ha deciso di prendersi un anno sabbatico per seguire il suo ideale. I pedagogisti italiani sono a favore della sua scelta.

I pedagogisti approvano la scelta di Greta Thunbergdi prendersi un anno sabbatico per portare avanti la sua battaglia per cercare di salvare l’ambiente. Per chi ancora non la conoscesse, Greta è una ragazzina svedese di 16 anni con la Sindrome di Asperger che è già riuscita a mobilitare migliaia di ragazzi per fare pressione sui rispettivi governi per prendere provvedimenti immediati sul cambiamento climatico.

La scelta di Greta Thunberg: le opinioni positive delgi esperti italiani

Greta Thunberg ha deciso di smettere di studiare per un anno. La sedicenne si prenderà un anno sabbatico per potersi dedicare totalmente ai suoi impegni che la portano in giro per il mondo.

La scelta è stata presa in accordo con i suoi genitori di fermarsi prima di concludere il ciclo d’istruzione obligatorio. Ha concordato con l’istituto che frequenta un piano di studi che è stato pensato in base ai suoi impegni.

La sua scelta ha suscitato diverse polemiche anche nel nostro Paese. Gli esperti italiani sono, però, favorevoli alla scelta di rimandare gli studi per una giusta causa, come riportato da Il Fatto Quotidiano.

Il pedagogista Daniele Novara, che è anche il fondatore e direttore del centro PsicoPedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, è a favore della scelta di Greta Thunberg: “Sono favorevole al fatto che Greta dedichi questi anni della sua adolescenza ad una buona causa. Anche tanti della mia generazione a 16 anni smettevano di studiare e facevano dell’altro in nome di un’ideale. Greta ha questa eccezionale occasione ed è giusto che non disperda le sue energie e si concentri sulla sua missione. Non sono un pasdaran della scuola, non dirò mai una parola a favore della scuola a tutti i costi. Se uno ha di meglio da fare lo faccia. Ci sono grandi scrittori che non sono nemmeno diplomati”.

Per Novara, Greta stà facenda un buon lavoro e deve continuare così: “Greta sta facendo un’esperienza di vita che è scuola. Per fortuna il mondo è cambiato e se c’è qualcuno che ha qualcosa importante da fare è bene che la compia nel modo più assoluto. Pensare alla frequenza scolastica è un assurdo. Il successo di Greta è il fallimento del mondo adulto. Sono uno storico della pedagogia e l’iniziativa di Greta mi ricorda molto la crociata dei bambini: ottocento anni fa, nell’estate del 1212, una moltitudine di fanciulli attraversò le campagne francesi e i boschi della Germania con canti di giubilo e inni sacri, suscitando ovunque stupore e sconcerto. La loro meta, proclamavano, era Gerusalemme, il loro scopo liberare la Terra Santa dal dominio musulmano. Spero che Greta sia un pretesto, non possiamo attribuire a Greta una leadership insostenibile. Greta sta facendo scuola in un altro modo“.

 

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Anche lo psicologo e psichiatra Gustavo Pietropolli Charmet afferma che la scelta di Greta e dei suoi genitori sia giusta: “Penso che tutti quelli che sono abitati da una grande utopia e da un grande desiderio di rivalsa o di rivoluzione non frequentino regolarmente la scuola. Raramente la finiscono. Io spero che Greta siccome è un’Asperger possa fare sia l’uno che l’altro ma se deve andare in giro per il mondo a salvare il pianeta è meglio che lo faccia piuttosto che seguire le lezioni. Una buona causa può sostituire la scuola“.
Dello stesso parere dei suoi colleghi anche il sociologo ed educatore, Paolo Crepet: “Greta prende un anno sabbatico per dedicarsi ad una causa di cui il mondo dovrebbe esserle grata. Non comprendo un adolescente che prende un anno di pausa dalla scuola per andare in giro per il mondo a farsi le canne ma un ragazzo o una ragazza che lasciano gli studi per una battaglia complicata e iperstressante li capisco. Ad averceli dei figli come Greta. Lei ha fatto un atto di ulteriore sacrificio per una giusta causa. Finalmente c’è qualcuno che ha una giusta causa. Quando una persona lotta per il nostro futuro io mi tolgo il cappello”.
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