Una ragazza incinta incontra la mamma del proprio bambino su un volo aereo.

Un’adozione avvenuta per caso: la storia di una ragazza madre e un fortuito incontro

Samantha Snipes aveva 24 anni quando è rimasta incinta. Purtroppo la sua non era una relazione felice, lei sperava che la gravidanza avrebbe contribuito a creare cambiamenti positivi, ma non è stato così.

L’uomo con cui stava è diventato fisicamente minaccioso, così Samantha intendeva lasciarlo, ma non sapeva a chi rivolgersi per trovare aiuto.

“Ero eccitata, perché non avrei dovuto? Stavo per diventare una mamma. Questo mi avrebbe cambiato la vita, gli ho lasciato intendere che le cose dovevano cambiare. Lui doveva cambiare se voleva che restassimo una coppia e allevare il bimbo.

 

Gli abusi non sono mai finiti e andando avanti lui è diventato più aggressivo. So ciò che la maggior parte di voi si sta chiedendo: “perché non te ne sei andata?”.

Non sono sicura di conoscere la risposta. Ero già stata in una relazione abusiva prima e c’ero rimasta più a lungo di quanto avrei dovuto. Mi ricordo che tutti mi dicevano di lasciarlo senza fargli sapere i miei piani.”

Un giorno il suo partner l’ha buttata sul letto e le ha stretto le mani intorno al collo. Samantha era al terzo mese e quella sera, spaventata a morte, è fuggita.

La donna ha contattato sua madre ma lei ha risposto che non poteva aiutarla. Successivamente, quando Samantha l’ha chiamata di nuovo dicendole che portava in grembo suo nipote l’atteggiamento è cambiato. Le ha comprato un biglietto per raggiungerla in Arkansas.

Samantha però non si trovava bene e l’idea di diventare mamma l’angosciava. Così ha iniziato a prendere in considerazione l’idea dell’aborto.

Sua madre e la fidanzata però non erano d’accordo e invece hanno cercato di orientarla verso l’adozione.

“Ho cominciato a guardare le agenzie di adozione e dopo un po’ ne ho trovata una che mi piaceva. Quando ho fatto sapere loro quale agenzia avrei usato, mia mamma mi ha detto che aveva cambiato idea e che non voleva che suo nipote lasciasse la nostra famiglia. Mia madre voleva allevare mio figlio come suo. Io ero al quinto mese e dovevo prendere una decisione. Una che fosse definitiva e una che fosse la migliore possibile per il mio bimbo non ancora nato”.

La madre di Samantha però era un’alcolizzata, la casa non era accogliente per un bambino e la ragazza era sempre più scoraggiata e depressa. Così Samantha ha iniziato a parlare via chat con un ragazzo conosciuto tramite un videogioco chiamato League of Legends.

I due hanno fatto amicizia e alla fine hanno deciso di incontrarsi, lui viveva in Nord Carolina.

“Dopo un paio di mesi gli ho raccontato la mia situazione. Ero all’ottavo mese di gravidanza. L’Ottavo! Nonostante questo lui voleva incontrarmi. Voleva sapere se c’era ogni fibra della loro amicizia per costruire una relazione.”

Così, Samantha ha comprato un biglietto per raggiungerlo, ma ha perso l’aereo.

Non sapevo che questo era accaduto per una buona ragione, c’è sempre un piano, UN GRANDE PIANO , anche se all’epoca non lo conoscevo. Qui è dove la luce comincia a irradiarsi. Poiché avevo perso il volo il mio “fidanzato” ha fatto qualche chiamata per prenotarmi un posto sul volo successivo in stand by.

“Dopo un po’ si è liberato un posto per me.

Dal momento che volavo in modalità stand by mi hanno fatto sedere nel primo posto disponibile. Il posto aperto era vicino a una donna deliziosa.

Questa donna è stata amichevole e frizzante. Non appena mi sono seduta è diventata mia amica. Dal momento che ero nervosa per il volo ho trovato conforto nel conoscerla. Abbiamo trascorso solo un’ora insieme ma mi sentivo come se fossimo amiche da anni. Dalla nostra conversazione lei ha appreso che stavo cercando un genitore adeguato per mio figlio, e che forse avrebbe finito per essere mia mamma, anche se avevo alcune riserve al riguardo. Io ho appreso che lei desiderava un bimbo ma che per varie ragioni non si era presentata l’occasione. Durante il volo abbiamo riso e legato”.

Una volta atterrate la donna l’ha aiutata col makeup e l’ha tranquilizzata perché Samantha era in ansia all’idea di vedere il suo “fidanzato virtuale” per la prima volta. Le ha anche lasciato il suo numero di telefono perché sapeva che la ragazza non conosceva nessuno nella zona.

Dopo 3 giorni trascorsi col fidanzato Samantha ha iniziato a sentire le doglie. Non poteva più tornare a casa in aereo.

“Quando siamo arrivati in ospedale il mio corpo era pronto per avere il bambino. Lui era dolce, di sostegno, mi incoraggiava. Mi sono innervosita così tanto da iniziare a iperventilare, un’ostetrica mi ha detto: “puoi spingere per ore o puoi spingere mettendoci tutto quello che hai e farla finita”. Non mentirò, è stato doloroso. Ma in 12 minuti sono diventata mamma di un bellissimo bimbo. C’erano dei piccoli problemi ma se ne sono occupati rapidamente. Era in salute e questo era ciò che ogni madre vorrebbe.”

Il giorno dopo Samantha si è trovata da sola in ospedale, perché il fidanzato doveva lavorare e lei non conosceva nessuno. Così ha chiamato la donna conosciuta in aereo: Temple.

Quando Temple è arrivata le ho chiesto se volesse dare il biberon a mio figlio. Lei ha accettato. Lei non era nervosa lei ha scosso un po’ la bottiglia prima di avvicinargliela alla bocca. L‘ho guardata mentre lo nutriva. Aveva legato con lui. Erano felici di essersi incontrati. Si sorridevano l’uno con l’altro mentre trascorrevano del tempo insieme.

Poi la fatidica luce alla fine del tunnel è apparsa. Penso sia successo mentre li guardavo, Temple sarebbe stata perfetta per lui. Abbiamo parlato mentre lei era in visita e durante la nostra conversazione le ho chiesto se avesse voluto adottare mio figlio. Lei è stata colta alla sprovvista. Incredula per quello che avevo chiesto a lei, un’estranea, un’estranea che mi sembrava però molto più famigliare di altri. Una volta passato lo shock Temple ha accettato la mia offerta. Eravamo traboccanti di emozioni, pianti e felicità.

Nel frattempo Samantha è andata a stare con il suo fidanzato, Travis, con il quale ha avviato una relazione seria che dura da 2 anni.

Samantha è rimasta in contatto con Temple con la quale lavora e quindi riesce a vedere spesso il bambino.

In occasione del loro primo anniversario il fidanzato ha regalato a Samantha una macchina fotografica con qui lei ha scattato le immagini proposte.

Posso dire di essere felice di tutte le decisioni che ho preso. Non ci sono rimorsi, spero che le benedizioni non finiscano qui. Voglio che tutti sappiano che anche se vi sembra che tutti i muri si stiano chiudendo sopra di voi, se vi fidate del vostro cuore e avete fede, andrà meglio. Io ho trovato l’amore, così come ho incontrato un amico come accade una volta nella vita, non potrei essere più felice”.

Cosa ne pensate del racconto di Samantha pubblicato su Love What Matters?

Noi vi lasciamo con la storia di una ragazza madre di 19 anni che ha dato in adozione la figlia.