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Ictus (iStock)

Ictus: i segnali di allarme che devono far scattare un intervento tempestivo. Quali sono e come intervenire.

Quando si manifesta un attacco di ictus l’importante è agire tempestivamente per contenere i danni e agevolare le cure. Il fattore tempo è cruciale e fa la differenza nel trattamento terapeutico.

Oggi, con l’invecchiamento della popolazione, l’ictus si verifica più frequentemente. Ecco perché è importante conoscere come si manifesta e come intervenire, cogliendo subito i segnali di un attacco imminente.

Gli interventi di emergenza oggi sono più efficienti e i soccorsi riescono ad arrivare in tempo per trattare efficacemente il paziente. Comunque è importante riconoscere i segnali di un attacco di ictus e sapere come intervenire, agendo in modo tempestivo.

Ictus: i segnali di allarme di un attacco

L’ictus come l’infarto va preso subito, per contenere i danni al cervello e avviare tempestivamente un trattamento terapeutico efficace.

L’ictus cerebrale, conosciuto anche come apoplessia o colpo apoplettico, è causato dell’improvvisa chiusura o rottura di un vaso cerebrale e dal conseguente danno alle cellule cerebrali dovuto dalla mancanza di ossigeno e dei nutrimenti portati dal sangue (ischemia) o alla compressione dovuta al sangue uscito dal vaso (emorragia cerebrale). Si manifesta in modo improvviso, di solito senza dare dolore. Solo in caso di emorragia cerebrale c’è mal di testa.

I sintomi tipici di un attacco sono la comparsa improvvisa di una mancanza di forza, o formicolio e mancanza di sensibilità ad un braccio e ad una gamba, anche uno solo di questi. È anche possibile poi che vi sia difficoltà nel parlare o difficoltà nel vedere da un lato. Questi sintomi a volte compaiono solo per alcuni minuti, poi se ne vanno. In questi casi si tratta di attacchi ischemici transitori (TIA), da considerare con la massima attenzione perché possono essere campanelli di allarme di un ictus vero e proprio.

Si tratta di una patologia molto grave, che è in crescita a causa dell’invecchiamento della popolazione.

Marina Diomedi, responsabile della Stroke Unit della Fondazione Policlinico Tor Vergata di Roma, spiega: “L’ictus colpisce 200mila persone ogni anno in Italia e rappresenta la seconda causa più comune di morte e la principale causa di disabilità nell’adulto per via delle conseguenze permanenti che può comportare: problemi di motilità, alla vista, di linguaggio e memoria, cambiamenti nella personalità e depressione! Queste complicanze, tuttavia, possono essere limitate con un “approccio qualificato”, rivolgendosi a centri specializzati.

L’ictus ischemico, come abbiamo anticipato, è causato dall’improvvisa ostruzione di un’arteria cerebrale con conseguente morte dei neuroni per mancanza di ossigeno e dei nutrimenti, soprattutto il glucosio, portati alle cellule dal sangue. L’ictus emorragico, invece, è causato dalla rottura del vaso cerebrale con conseguente travaso di sangue a livello intracranico.

Alcuni segnali del corpo sono veri e propri campanelli di allarme dell’ictus, anticipano un attacco ischemico, ma spesso purtroppo vengono sottovalutati. Conoscerli e prenderli sul serio è invece assolutamente determinante per evitare che l’ictus provochi danni irreparabili. La prevenzione in questi casi salva la vita.

I sintomi di un attacco di ictus sono:

  • la comparsa improvvisa di asimmetria del volto,
  • la debolezza o formicolio a un braccio o una gamba,
  • la difficoltà di linguaggio,
  • la perdita di equilibrio o di coordinazione.

“Sono segnali da non sottovalutare proprio perché possono indicare un’interruzione dell’apporto di sangue a un territorio cerebrale che, se non gestita tempestivamente, può portare a morte o a gravi disabilità permanenti“, spiega la neurologa del Policlinico Tor Vergata.

In caso di emorragia cerebrale, si manifesta un violento mal di testa con cefalea improvvisa, a colpo di pugnale.Anche in questo caso riconoscere subito i sintomi e intervenire tempestivamente, portando il paziente in un centro specializzato per ricevere una terapia adeguata, è assolutamente importante, perché “può fare la differenza”.

Esistono quattro sintomi fondamentali che permettono di riconoscere subito un attacco di ictus. I sintomi vengono indicati con l’acronimo FAST, che in inglese significa veloce e sottolinea la necessità di un intervento tempestivo in loro presenza. Questi sintomi sono i segnali campanello di allarme di un attacco in corso e anche gli indicatori di una sorta di “test” da fare nel caso in cui si sospetti di avere un ictus.

  • F come face (faccia): chiedere di sorridere o di soffiare per verificare una eventuale paresi facciale;
  • A come arms (braccia): provare a sollevare sulla testa entrambe le braccia, da non sottovalutare se solo una non ce la fa a stare su;
  • S come speech (linguaggio): chiedere di ripetere o elaborare una frase semplice, in caso di ictus si ha grandi difficoltà a eseguire il compito;
  • T come time (cioè tempo) ma anche come telefono: perché riscontrando uno qualunque di questi sintomi è importante chiamare i soccorsi nel minor tempo possibile.

Questi sintomi sono stati segnalati anche dalla campagna “PRESTO”, lanciata nei mesi scorsi.

Riconoscere i sintomi dell’ictus è importantissimo, perché il trattamento tempestivo salva la vita e riduce i rischi di complicanze invalidanti. Riceve un trattamento medico mirato è cruciale per il paziente. Tra le terapie specifiche per l’ictus c’è la trombolisi endovenosa, che tuttavia si può effettuare solo entro quattro ore e mezzo dalla manifestazione dei sintomi. Ecco perché è fondamentale l’intervento tempestivo e perché in medicina si usa a questo proposito l’espressione “Time is Brain“. Se passa troppo tempo dall’insorgenza di un attacco, l’intervento non può fare più nulla, perché i neuroni muoiono, non ricevendo più sangue, ossigeno né glucosio.

Oltre al trattamento trombolitico, si interviene anche per via endovascolare, estraendo direttamente il coagulo dall’arteria.

La prima cosa fare in presenza dei sintomi dell’ictus è chiamare un’ambulanza.

A livello europeo è stato lanciato il piano Stroke Action Plan For Europe 2018-2030, allo scopo di sensibilizzare la popolazione e gli operatori sanitari sull’importanza della prevenzione e di una gestione tempestiva dell’ictus. Il piano è stato predisposto da Stroke Alliance For Europe (Safe) e European Stroke Organization (Eso). Per saperne di più si può leggere l’articolo del quotidiano La Stampa che ne parla, insieme ai segnali di allarme dell’ictus.

Che dite unimamme? Conoscevate questi sintomi dell’attacco di ictus?

Vi ricordiamo anche il nostro articolo recente: Prevenire l’ictus: le buone regole da seguire subito

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