Gli esperti del Bambino Gesù hanno dato dei consigli su test che si devono effettuare per la salute dei bambini.

Gli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno pubblicato una guida che aiuta i genitori a rispondere alcune domande che ci si pone sulla salute dei bambini. Ad esempio: Cos’è un emocromo? Come si raccolgono i campioni delle urine? Esistono dei test che vanno effettuati prima dei vaccini? E altre domande.

Gli esperti hanno spiegato: “Spesso si è convinti che gli esami possano essere uno strumento imprescindibile per fare delle diagnosi precise. Oppure crediamo che sia fondamentale eseguire periodicamente degli esami del sangue per verificare che un bambino in condizioni di salute apparentemente buone non nasconda qualche problema”. “Gli esami del sangue dovrebbero essere sempre prescritti in base all’osservazione clinica, e sono le condizioni cliniche che devono guidare il medico all’interpretazione dei risultati. Inoltre, esistono tanti esami del tutto inutili ed eseguirli sarebbe uno spreco di tempo e risorse, oltreché un momento di stress del tutto evitabile: sia per i genitori e sia, soprattutto, per il bambino”.

Gli esami che si fanno a seconda delle condizioni di salute di un bambino

Gli esperti dell’Ospedale Bambino Gesù hanno spiegato i vari esami che si fanno ad un bambino per capire le sue condizioni di salute.

  • L’esame più prescritto, per tutte le fasce di età, è quello dell’emocromo. Si tratta delle cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine). Può dare numerose informazioni sullo stato di salute del paziente, ma va interpretato correttamente per riconoscere le anomalie, evitando allo stesso tempo inutili allarmismi.
Credits: Ospedale bambino Gesù
  • Le transaminasi sono enzimi localizzati all’interno delle cellule e presenti nel sangue, a bassi livelli. Rappresentano un indice molto sensibile di danno del fegato. É un esame poco specifico in quanto il loro aumento può essere causato anche da altre malattie non localizzate nel fegato o più frequentemente da un’infezione o dall’assunzione di alcuni farmaci.
  • PCR ePCT sono due esami del sangue particolarmente utili per verificare la presenza di infiammazioni o infezioni in corso. Sono entrambe proteine della fase acuta, prodotte dal fegato. In corso di infezioni virali o infiammazioni non infettive, il livello di PCT (procalcitonina) aumenta leggermente. In caso di un’infezione batterica aumenta in poche ore, rivelandosi un buon indicatore per l’avvio della terapia antibiotica. Lo stesso vale per la PCR (proteina C reattiva), anche se, a differenza della PCT, il suo valore può alzarsi sia in corso di infezioni batteriche che per altri tipi di infiammazioni.
  • Colesterolo e trigliceridi.  Le alterazioni dei valori dei grassi nel sangue, e in particolare l’aumento del colesterolo, sono riconosciuti tra i più importanti fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari, perché responsabili della formazione delle cosiddette “placche” di aterosclerosi. L’individuazione e il trattamento di bambini/adolescenti con ipercolesterolomia sono in tutto il mondo occidentale uno degli obiettivi chiave dei piani sanitari.
  • L’esame delle urine. È un test comunemente prescritto per indagare la presenza di malattie o di infezione dei reni o delle vie urinarie. Il campione di urina va raccolto durante la parte intermedia della minzione, per evitare la contaminazione con cellule e batteri presenti sulle vie urinarie esterne. Raccogliere il campione nei bambini più grandi è abbastanza facile, come per gli adulti. E’ un poco più difficile nei bambini più piccoli che ancora usano il pannolino. Ci sono diversi metodi, come per esempio il metodo di Kaufman che prevede di strofinare gentilmente la parte bassa dell’addome del bimbo con una garza intrisa di liquido freddo. In laboratorio si esegue un esame fisico-chimico per valutare il peso specifico (la concentrazione), l’acidità, la presenza di leucociti (che possono essere indicativi di infezione urinaria), corpi chetonici, bilirubina, proitenuria, glucosio e creatinina.
  • Gli esami per la diagnosi di allergia. Si tratta di un problema quasi quotidiano per il pediatra. Essenzialmente sono tre gli esami consigliati.
    • Lo Skin Prick Test (SPT)è un esame cutaneo che viene eseguito a livello ambulatoriale da personale sanitario. Potrebbe risultare fastidioso per il piccolo, ma non doloroso. Dopo 15 minuti si valuta la reazione cutanea ottenuta in corrispondenza di ogni allergene posizionato sulla pelle scalfita.
    • Il RAST (Radio Allergo Sorben Test) è invece un esame eseguito attraverso un comune prelievo di sangue, attraverso il quale il medico potrà avere conferma dello stato di sensibilizzazione allergica ipotizzata.
    • Il TPO(Test di Provocazione Orale) è il metodo più affidabile per confermare la diagnosi di allergia alimentare, e consiste nella somministrazione diretta dell’alimento sospetto. Si svolge necessariamente in ospedale sotto la costante supervisione di personale medico e infermieristico.
  • Nessun esame prima dei vaccini. Gli esperti hanno spiegato che prima di fare i vaccini non c’è bisogno di fare degli esami: “Prima di eseguire le vaccinazioni di routine non è necessario effettuare alcun esame diagnostico”. Non esistono infatti al momento test capaci di prevenire il rischio di reazioni avverse, per cui “l’esecuzione di esami di laboratorio per individuare persone a rischio di sviluppare effetti collaterali da vaccini è inutile”. Solo in casi molto particolari, che vengono gestiti in ospedale, possono essere utili test allergologici preliminari per scongiurare reazioni allergiche gravi, che sono comunque “rarissime”.

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