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Lavoro e solidarietà: regalano 3300 ore di ferie al collega con il figlio malato

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Lavoro e solidarietà: un uomo è riuscito a stare accanto a suo figlio ammalato di leucemia grazie ad un gesto di solidarietà dei suoi colleghi. 

Una storia davvero strappacuore quella che arriva dalla Germania e che ha fatto il giro del mondo. La moglie di Andreas Graff è morta un anno fa per insufficienza cardiaca e lui si è ritrovato da solo a dover accudire il piccolo Julius di 5 anni. Con un altro dolore molto grande: il piccolo è infatti malato di leucemia e per accudirlo Andreas ha dovuto attingere, nel giro di un anno, a tutti i permessi retribuiti a sua disposizione. Questo non è ancora bastato: l’uomo sarebbe stato licenziato se non fossero intervenuti i suoi colleghi.

Lavoro e solidarietà: papà riesce ad accudire il figlio malato 

L’idea è partita dalla manager delle risorse umane di un’azienda tedesca dove Graff lavora come montatore. Nel 2017 è stato scoperto che Julius era malato e il papà ha esaurito le ferie per stargli accanto: oltre alla preoccupazione per il figlio ad Andreas si è sommata la la preoccupazione di essere licenziato.

Pia Meier, manager delle risorse umane dell’azienda, ha così deciso di coinvolgere tutti i dipendenti per aiutarlo: tutti i 700 colleghi – stagisti compresi che non avevano mai avuto a che fare personalmente con Andreas – hanno dato il loro contributo racimolando 3300 ore di ferie. In questo modo il papà potrà stare a casa per un altro anno assieme al suo bambino, che nel frattempo sta meglio e andrà presto all’asilo.

La reazione dei nostri dipendenti è stata incredibile”, ha raccontato Pia Meier al giornale  al giornale locale Oberhessische Presse: “Dopo solo due settimane sono state raccolte un totale di 3264 ore e “tutti hanno donato”.

Senza questo grande sostegno, sarei rimasto disoccupato ha detto un commosso Andreas. Non si tratta però della prima volta che accade una gara di solidarietà così sorprendente: nel 2014 è stata infatti approvata in Francia la “Legge Mathys” dal nome del piccolo morto nel 2009 di cui il padre, Christian, ha potuto prendersi cura grazie al gesto di alcuni colleghi che gli hanno donato 170 giorni di ferie.

Anche in Italia c’è una possibilità tramite il Jobs Act e al decreto legislativo del 2015 grazie al quale “i lavoratori possono cedere a titolo gratuito i riposi e le ferie da loro maturati ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, al fine di consentire a questi ultimi di assistere i figli minori che per le particolari condizioni di salute necessitano di cure costanti, nella misura, alle condizioni e secondo le modalità stabilite dai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale applicabili al rapporto di lavoro”. In questo modo Michela Lorenzin ha potuto – grazie ai colleghi – 10 mesi delle loro ferie per poter assistere Nicole, la figlia di 6 anni affetta da tetraparesi spastica. Purtroppo però la bimba è venuta a mancare alla Vigilia di Natale del 2016.

E voi unimamme cosa ne pensate? Intanto vi lasciamo con il post che parla di una gara di solidarietà per una mamma sola con tre figli. 


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