fascite necrotizzante
fonte Facebook/ Cheryl Bennett Wiygul

Un papà è morto per via di batteri carnivori in acqua.

Unimamme, un papà è morto a causa di una terribile infezione dovuta a batteri carnivori.

Un uomo ucciso dai batteri carnivori: l’appello della figlia

fonte Facebook/ Cheryl Bennett Wiygul

“I batteri carnivori suonano come un leggenda urbana. Lasciatemi assicurare che non è così. Si sono presi la vita di mio papà. Questo è così crudo e personale che non volevo condividerlo, ma se posso aiutare un’altra persona, allora ne vale la pena. Non c’è abbastanza educazione su batteri in acqua. Ci dovrebbero essere cartelli su ogni spiaggia, in ogni città, in ogni parco statale, ogni bayou (ecosistema) segnalando che a causa di batteri presenti nell’acqua persone con ferite aperte o sistemi immunitari compromessi non si dovrebbe entrare“.

Io sapevo delle ferite aperte. Molte persone con cui ho parlato no. Pensano che l’acqua salata faccia bene ai tagli. Mio papà aveva il cancro, dunque il suo sistema immunitario era compromesso. Aveva combattuto il cancro per anni ed era stato in acqua diverse volte, non sembrava a rischio. I miei genitori erano venuti a stare con me in Florida una settimana dopo che il post sulla bambina di 12 anni che ha contratto i batteri che si sono trasformati in fascite necrotizzante (Batteri che mangiano la carne) a Destin ha iniziato a circolare.

Io non volevo crederci. Alla mia famiglia piace stare in acqua. Il nostro paese. Okaloosa County ha postato un articolo intitolato Controllo dei pettegolezzi in risposta al post che sembrava diffondere le paure di tutti. La ragazzina aveva un taglio sulla gamba questo ha rinforzato la mia idea di non entrare con una ferita. Ho fatto un po’ di ricerca. Quando i miei genitori sono arrivati in città ero diventata fanatica di Neosporin e cerotti liquidi. Mio padre non aveva nessuna ferita aperta. Aveva due posti che erano praticamente guariti dove c’erano piccoli graffi sulle gambe e braccia che ero scura fossero super sigillati.

Mia mamma l’aveva religiosamente cosparso di crema da sole. Stavamo prendendo precauzioni ed eravamo a posto, ho pensato.Ci siamo divertiti. Eravamo fuori nella baia, sulla barca vicino a Crab Island, abbiamo nuotato a Boggy Bayou, nella nostra piscina e alla fine abbiamo trascorso il venerdì cavalcando moto d’acqua e tirandoci la palla in acqua. Quando ce ne siamo andati, alle 4 del pomeriggio papà è rimasto alzato fino a tardi, venerdì, per vedere un film.

Era felice e parlava molto sembrava stare bene come lo era stato tutta la settimana. Intorno alle 4 del mattino di sabato, 12 ore  dopo essere stato in acqua si è svegliato con febbre, brividi e i crampi. I miei genitori avevano programmato di tornare a Memphis quel mattino e mia mamma voleva che fosse vicino al suo medico per un controllo. Era stato male prima e loro conoscevano la sua storia quindi sembrava la cosa giusta. Lui è peggiorato mentre tornavano a casa. Le sue gambe hanno iniziato a fargli molto male. Era molto a disagio. Mio padre aveva affrontato molte cose e non era uno che si lamentava quindi doveva soffrire molto per vocalizzarlo. Sono arrivati in ospedale a Memphis alle 20. L’hanno ricoverato subito. Mentre lo aiutavano a indossare il pigiama da ospedale hanno notato una zona nera e gonfia sulla sua schiena che non c’era prima. Mia mamma mi ha mandato una foto e mi sono sentita come se un idiota mi avesse tirato un pugno.

Ho telefonato e ho chiesto se fosse nero (perché a volte è diverso in foto) e lei ha detto di sì. Non avevamo mai visto un taglio sulla sua schiena e nemmeno lei. Noi non avevamo sicuramente visto questa macchia. Le ho detto di dire che era stato in acqua in Florida e che era fascite necrotizzante.

Lei lo ha detto a tutti coloro che entravano nella stanza. Una persona le ha detto che i media avevano gonfiato la storia. Altri hanno detto che era stafilococco. Non avrebbero fatto una biopsia. Hanno iniziato con  antibiotici via flebo. La macchia aveva raddoppiato la dimensione. Ne stava uscendo un’altra. Il suo braccio stava diventando sempre più macchiato di minuto in minuto e soffriva molto. Alcune infermiere hanno detto che non avevano mai visto niente di simile. All’1 di notte è andato in sepsi e l’hanno spostato in terapia intensiva. Poco dopo è andato in arresto cardiaco e l’hanno riportato indietro. Mio padre aveva tanti problemi medici, ma il cuore non era uno di quelli. Hanno dovuto intubarlo. Poi è andato di nuovo in arresto. Hanno detto che i suoi organi erano troppo danneggiati e che il sangue era troppo acido per mantenerlo in vita. Lui è morto entro domenica pomeriggio. Meno di 48 ore dopo essere uscito dall’acqua sentendosi al massimo i batteri lo avevano distrutto.

Oggi abbiamo ricevuto i risultati del laboratorio. Il Vibrio vulnificus che si manifesta nella fascite necrotizzante alla fine lo ha condotto alla sepsi.

Il Vibrio vulnificus  è un batterio che si trasmette mangiando pesce non cotto o attraverso una ferita aperta. Non c’erano avvertimenti di batteri in nessuna spiaggia o parco in cui siamo stati.

Mettono avvisi per alti batteri ma non ce n’era nessuno. Non avrei mai portato mio papà in acqua se ci fosse stato qualche avvertimento sui batteri ma l’avrei fatto perché non volevo che si prendesse un virus allo stomaco, non perché pensavo l’avrebbe ucciso. (Ho realizzato che ci possono essere batteri senza nessun avviso giusto per fare il punto sul fatto che non era stato postato un alto livello), sapevo che non si dovrebbe nuotare con una ferita aperta ma non avevo capito che non avrebbe dovuto stare in acqua con il suo sistema immunitario compromesso. Mi sento come se avessi dovuto saperlo e questo rimarrà con me per il resto della mia vita. Avrei fatto più ricerche le avrei fatte ma non penso che il pubblico in generale ne sia consapevole.

Credo che  se ci fosse un solo cartello sui rischi di nuotare con una ferita aperta o con un disturbo al sistema immunitario non l’avremmo lasciato entrare.

Non sto assolutamente cercando di spaventare le persone sul nuotare o andare in spiaggia. Amo l’acqua e anche mio papà l’amava. Le persone devono sapere di essere più caute e come riconoscere i sintomi. C’erano informazioni là fuori ma non le ho trovate finché non è stato troppo tardi. Non voglio che accada a nessun altro. Non voglio che qualcuno mi dica cosa avremmo dovuto o non dovuto fare. Lo sappiamo già. Per noi era troppo tardi.

Per favore condividete questo in modo che possa aiutare qualcun altro.”

Unimamme, questo post ha ottenuto 8681 Like e 34 250 condivisioni su Facebook diventando virale.

Voi cosa ne pensate?

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