Ci sono cose che non vengono dette, ma che accadono più spesso di quanto si pensi.

Un papà ha parlato apertamente della sua battaglia dopo la nascita di sua figlia Isabelle. Parlando della sua esperienza, Ross ha detto delle cose molto forti, ma che sicuramente potranno aiutare molti papà.

Il racconto di un papà che fa riflettere 

 Ecco quello che questo papà, Ross Hunt, ha raccontato come apparso su Wales Online:

Non l’ho vista arrivare.

Probabilmente sarà il fatto che è una cosa della quale non si parla mai, o se lo si fa ci si riferisce a quello che  può capitare alle madri.

La verità è che quando è nata mia figlia, dopo anni di tentativi e di attesa, non ho sentito nulla.

Avere un mucchio di parenti intorno, tutti intenti a guardare la bimba di certo non ha aiutato. Con tutto quello che accade in quei giorni poi non ho avuto nemmeno il tempo di rendermene conto. Eppure sentivo che qualcosa non andava. Ero depresso, lo ero stato anche in passato. So come ci si sente, ma non avrei mai pensato di provare questi sentimenti negativi nei confronti di mia figlia.

E’ terribilmente difficile da ammettere ma io ho odiato la mia bambina”.

Ero geloso di lei, avevo un enorme risentimento nei suoi confronti. Mi sentivo in colpa, ma soprattutto sentivo che il suo arrivo aveva rovinato la mia vita. Se qualcuno si fosse offerto di portarmela via avrei accettato molto volentieri. Tutto questo nella sua fase più acuta è durato un paio di mesi.

Ma come dicevo ho combattuto per anni contro la depressione e sapevo che c’era il modo per uscirne. Ho cercato la maniera giusta per affrontare la cosa consapevole che ci sarebbe voluto molto tempo. Non avevo altra scelta che provarci. Non potevo continuare così. Ho fatto tutto ciò che era in mio potere.

La cambiavo, le facevo il bagnetto, giocavo con lei e la facevo addormentare su di me. Ma ancora non provavo niente per lei”.

Quando sono tornato al lavoro pian piano ho iniziato a sentirmi meglio. Ho avuto tempo per riflettere e per non sentire il suo bisogno costante di me. Mi sono reso conto che è terribilmente difficile amare qualcuno che pretende così tanto da te senza darti nulla in cambio. Ma mi sono anche reso conto che i propri figli bisognerebbe amarli incondizionatamente, senza pretendere nulla in cambio”.

La mia compagna mi è stata vicino nonostante tutto. Sapeva che non riuscivo ad aiutarla, ma mi ha supportato comunque. Penso che se lei mi avesse voltato le spalle ora sarei finito davvero molto male.

La svolta è avvenuta quando mia figlia mi ha sorriso davvero per la prima volta. Mi stava dando qualcosa in cambio e in quel momento ho sentito un sentimento crescere piano piano. Non era una cosa enorme, ma almeno c’era qualcosa nel mio cuore.

La verità è che bisogna imparare ad amare i propri figli. Non sempre è una cosa che accade all’istante. Un po’ come nelle altre relazioni che abbiamo. Non scatta sempre il colpo di fulmine, ma ci si può anche innamorare un po’ alla volta”.

Ora quello che ho con mia figlia Isabelle è qualcosa di straordinario. Non è arrivato facilmente, ma alla fine è arrivato.

Quello che mi sento di dire agli altri papà che dovessero provare le stesse cose che ho provato io è di non avere paura di esprimere i propri sentimenti e di chiedere aiuto. Parlarne è già un modo per aiutarsi ad uscirne”.

Questo è ciò che ha scritto Ross Hutt, un papà inglese, ripreso da Wales Online.

E voi unimamme cosa ne pensate? Questo papà ha capito che parlarne, anche attraverso un blog, Isablog, l’avrebbe aiutato.

Si parla molto di depressione post partum materna, ma solo da poco si considera anche quella paterna, che ha anch’essa dei risvolti negativi nei rapporti con i bambini.

Intanto vi lasciamo con il post che parla di depressione post partum: ne soffrono anche i papà ma con sintomi diversi.