Un prete è stato sorpreso in auto con una bambina, è stato accusato di violenza sessuale.

Prete in macchina con una bambina

Lunedì scorso, il 23 luglio, Don Paolo Glaentzer, parroco 70enne di Calenzate, un paesino nella provincia di Prato, è stato arrestato per violenza sessuale aggravata su una bambina di 10 anni.

L’uomo è stato trovato in macchina seminudo con la bambina, figlia di amici, con i pantaloni abbassati e la maglietta sollevata da un passante che si è insospettito e ha scoperto quanto stava avvenendo.

Solo l’intervento dei carabinieri ha impedito il linciaggio di Don Paolo Glaentzer.

Da questo fatto, già estremamente grave, stanno emergendo altre sconcertanti rivelazioni.

prete abusa una bambina

Il parroco conosceva personalmente la famiglia della piccola vittima, da parecchi anni, ma durante l’interrogatorio si è giustificato così: “ignoravo l’età della bimba, pensavo che avesse qualche anno in più, tipo 14 o 15”.

E ancora: “saliva sulle mie ginocchia e giocava con me. I genitori non sapevano nulla, sapevano che fra me e la bambina c’era un rapporto affettuoso e si fidavano. Non era la prima volta, era lei a prendere l’iniziativa“.

Don Paolo Glaentzer conosceva la famiglia della bimba da 10 anni e in più occasioni ha prestato loro del denaro. I genitori ricambiavano con inviti a pranzo e a cena e quando era ora di andare via la bambina lo accompagnava.

Il prete ha assicurato agli inquirenti che non ci sono mai stati rapporti completi, ma questo sarà accertato durante l’indagine.  Certo è, per la stessa ammissione del clerico, che quella non era la prima volta che lui e la vittima si appartavano insieme.

Inoltre si dovrà accertare se ci sono anche altre vittime del pedofilo.

Nel frattempo la diocesi di Firenze ha preso le distanze da Don Glaentzer. “Alla Diocesi di Firenze non erano mai arrivate informazioni o segnali che potessero lasciare intuire condotte deplorevoli né tanto meno comportamenti penalmente rilevanti; altrimenti la diocesi avrebbe immediatamente agito” così si è espresso l’Arcivescovo Giuseppe Betori. “I fatti, così come contestati, già di per sé gravissimi, qualora fossero confermati dalle indagini per le quali ci si affida agli inquirenti, sono resi ancora più intollerabili e sconvolgenti in quanto attribuiti ad un sacerdote e sono causa di profondo dolore per le vittime e ferita aperta per l’intera comunità. Nel deprecare ripugnanti comportamenti, la diocesi ribadisce il dovere della ricerca della verità, la certezza che il Signore non abbandona la sua Chiesa».

Fin dal 2008 la piccola era seguita dagli assistenti sociali che, una volta al mese, scrivevano al Tribunale dei minori per segnalare la difficile situazione della famiglia. Nel 2013 in seguito a un decreto del Tribunale sull’incapacità dei genitori i bambini sono stati mandati in una struttura.

La famiglia ha contestato però questa decisione anche con il sostegno di Don Paolo che aveva scritto persino una lettera.

Nel 2016 i bambini sono rientrati in famiglia con affidamento ai servizi sociali. Nel gennaio scorso però, a seguito di diverse segnalazioni, la Procura dei minori ha chiesto un nuovo allontanamento dei minori dalla famiglia.

Nella perizia si legge che il padre dei bambini era aggressivo, bugiardo e che la madre non era in grado di difendere i figli.

Ora Don Glaentzer si trova agli arresti domiciliari.

Infine perfino Don Fortunato Di Noto, prete da anni impegnato nella lotta alla pedofilia, ha commentato questa vicenda: “Non possiamo pensare che la responsabilità possa ricadere nella bambina, anche se vivesse in situazioni di disagio personale e sociale. Qualora fosse, la protezione deve essere al massimo livello, la tutela una priorità, l’accoglienza e la difesa al massimo livello sia sociale, che religioso».

Unimamme, cosa ne pensate di questa vicenda di cui si parla su Aleteia?

Noi vi lasciamo con un approfondimento sull‘identikit del pedofilo.