shock anafilattico

Una ragazza di 24 anni è morta per un forte shock anafilattico dopo una cena in un ristorante.

shock anafilattico: muore una ragazza

Chiara Ribechini era una ventiquattrenne pisana, residente a Novacchio, deceduta domenica scorsa per uno shock anafilattico dopo una cena svoltasi in un agriturismo di cui la ragazza si fidava.

La giovane aveva trascorso la serata a cena con alcuni amici e il fidanzato, subito dopo però ha iniziato a sentirsi male. Chiara era allergica ai latticini e a tutti i loro derivati e all’uovo, consapevole di questo portava sempre con sè il kit di farmaci salvavita.

Gli amici l’hanno messa in macchina diretti all’ospedale più vicino, che distava solo mezz’ora ma non ci sono mai arrivati. Le sue condizioni si sono aggravate a tal punto che il fidanzato si è fermato per strada e ha chiamato un’ambulanza.

Una volta arrivati i soccorritori hanno cercato di far ripartire il cuore della giovane. Purtroppo però niente ha funzionato.

I farmaci che Chiara si portava quindi sempre dietro non sono riusciti a scongiurare l’effetto più catastrofico della sua allergia.

Ma ancora restano da stabile cosa sia successo davvero. Il suo corpo è stato trasferito all’istituto di medicina legale dell’Università di Pisa dal momento che la procura ha aperto un’inchiesta.

Nel frattempo i locali dell’agriturismo sono stati posti sotto sequestro e due persone sono indagate.

I principali sospettati in questo dramma sono i cibi somministrati alla ragazza, quel giorno c’era un matrimonio nel ristorante e potrebbe essersi verificata qualche contaminazione.

Anche il kit di farmaci salvavita è stato posto sotto sequestro, l’iniezione sarebbe stata fatta nella gamba della ragazza, ma l’ago potrebbe essersi piegato.

I genitori della ragazza hanno rilasciato questo comunicato: “in questo momento vogliamo solo che la morte di Chiara non sia stata vana e per questo rivolgiamo un appello a tutti affinché di queste forme allergiche si parli senza reticenze o paure di discriminazioni”.

Il loro legale ha aggiunto: “Vogliamo invece dire all’opinione pubblica che di queste patologie bisogna parlare di più, senza vergognarsene. Spesso coloro che ne soffrono vengono presi in giro o addirittura bullizzati e invece è necessario far conoscere le implicazioni per aumentare il grado di consapevolezza“.

Questa vicenda ci porta a fare il punto su quello che cos’è uno shock anafilattico e su come si possono gestire le allergie alimentari.

Partiamo dal primo, come si legge su Il Messaggero, uno shock anafilattico è una reazione acuta e improvvisa a una sostanza:

  • alimentare
  • peli di animali
  • polveri
  • punture di insetti

Si sviluppa improvvisamente e minaccia la vita del paziente. Ma cosa succede?

  • la pressione si abbassa
  • il respiro diventa difficoltoso
  • i polmoni hanno un attacco asmatico grave
  • la pelle presenta orticaria

Durante lo shock anafilattico si libera istamina e altri mediatori dell’infiammazione allergica.

I sintomi sono:

All’inizio comparsa di formicolio o senso di calore alla testa e alle estremità, poi:

  • orticaria o arrossamenti della pelle
  • rinite
  • difficoltà respiratorie
  • prurito alla lingua o al palato
  • alterazioni della voce
  • edema della glottide
  • asma, vomito, ipotensione, aritmia

Secondo la società italiana di allergologia bisogna:

  • chiamare il 112
  • se il paziente fatica a respirare, non mettergli cuscini sotto la testa, non somministrare liquidi o alimenti
  • se c’è sensazione di svenimento sollevare le gambe del paziente di 30-40 gradi, il capo deve essere in posizione inferiore rispetto a ginocchia e bacino
  • posizionare la testa di lato se non si sospettano lesioni del collo

Forse non sapete che le allergie alimentari affliggono il 2-4% della popolazione adulta e il 6-8% dei bambini nei primi anni di vita.

L’allergia è una reazione immunologica verso proteine alimentari normalmente tollerare, dette allergeni. Si può presentare con sintomi lievi o gravi.

La dottoressa Paola Minale,referente per le allergie alimentari dell’Aaiito (Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali ed Ospedalieri), distingue tra allergia e intolleranza.

Queste sono due modalità diverse dell’organismo che reagisce a sostanze estranee.

Con un’intolleranza al latte, per esempio, c’è un deficit enzimatico che fa sì che non si digerisca il lattosio. Si può tollerare o meno l’alimento. Se invece una persona ha un’allergia  e quindi anticorpi specifici per la proteina allergica ci sarà una reazione con rischio che potrebbe essere anche elevato.

Per conoscere il livello di rischio di una persona bisogna avere una diagnosi precisa e questa può farla solo un allergologo.

Un’allergia alimentare può manifestarsi nella prima infanzia, inoltre è possibile che l’allergia si manifesti quando si è già adulti.

La dottoressa Minale, su Vanity Fair, aggiunge: “dal 2014 il regolamento impone ai ristoratori di segnalare gli allergeni nel menu, ma spesso questo obbligo viene ancora trascurato, e non se ne comprendono la portata e l’importanza.”

Unimamme, voi cosa ne pensate di questo caso e della morte di questa ragazza?

Noi vi lasciamo con un approfondimento sulle allergie alimentari nei bambini.

 

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