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Rete di pedofili arrestata: si scambiavano video con violenze sui neonati

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rete di pedofili

Arrestati 6 pedofili che si scambiavano video e foto di abusi su bambini, persino neonati.

Rete di pedofili arrestata

La polizia postale di Torino ha individuato 16 persone, residenti in zone diverse dell’Italia, che si scambiavano materiale pedopornografico con protagonisti minori.

Si tratta di migliaia di immagini di violenze compiute su bambini, persino sui neonati.

Per il possesso di questo materiale sono finite in manette 6 persone, tra cui un assistente sociale fiorentino di 44 anni nella cui abitazione gli inquirenti hanno rinvenuto ingenti quantitativi di foto e video pedopornografici.

All’assistente sociale è stata sequestrata anche una webcam, si è scoperto anche che l’uomo si collegava spesso in chat con bambini e adolescenti, per la maggior parte stranieri e in condizioni disagiate. Inoltre il pedofilo sfruttava il suo lavoro per entrare in contatto con questi bambini.

Nel 2014 era stato indagato per pedopornografia e aveva patteggiato due anni di reclusione. Nonostante questo aveva un incarico pubblico e aveva accesso ai bambini.

I pedofili avevano organizzato tutto il materiale per età dei minori. Per accedere ai gruppi bisognava seguire delle regole molto severe.

Gli agenti della polizia postale sono stati abili a scoprire l’identità dietro i nickname dei partecipanti.

“Si sentivano protetti dalla policy del gestore online, che come è noto è ostile a fornire informazioni sui propri iscritti” ha dichiarato su Repubblica Assunta Esposito, vicequestore aggiunto della polizia postale e delle comunicazioni di Torino.

Vi è ancora un’indagine in corso per trovare l’identità delle piccole vittime.

I pedofili provengono da città italiane come Reggio Calabria, Firenze o Cagliari, mentre perquisizioni sono state effettuate anche in Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia.

Dietro le sbarre è finito anche un  quarantenne cagliaritano che in passato era già stato denunciato per lo stesso motivo.

Unimamme, notizie che fanno male ma che dobbiamo riportare per aumentare la consapevolezza e favorire la prevenzione. Voi parlate ai vostri figli di questo grave pericolo?

Noi vi lasciamo con la notizia di un’altra maxi operazione contro i pedofili.

 


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