Scuola senza zaino: cos’è, come funziona e cosa si insegna

Conosciamo oggi un metodo educativo che si sta affermando in Italia: la “Scuola senza zaino”. Vediamo in che cosa consiste.

-bambini a scuola

La scuola tradizionale sembra un po’ in crisi: a testimonianza di ciò c’è il fiorire di metodi educativi “alternativi”, che cercano di mettere al centro l’individuo con i suoi bisogni e necessità, cosa che spesso non è possibile svolgere nelle aule a cui siamo abituati. Questo perché per esempio gli studenti in una classe sono molti e bisogna seguire un programma ministeriale piuttosto rigido, oppure perché gli insegnanti vengono spesso lasciati soli, generando un clima di sfiducia tra scuola e famiglia.

In questi anni sta prendendo piede il metodo Montessori, diffuso in tutto il mondo e fino a poco tempo fa molto meno in Italia (dove la sua inventrice è per altro nata, segno che le menti brillanti qui da noi sono sempre un po’ snobbate). Oggi invece vi vogliamo parlare della “Scuola senza zaino”, altra corrente di pensiero in termini educativi, a cui hanno aderito già 100 istituti.

Scuola senza zaino: perché togliere questo simbolo

La “Scuola senza zaino”, come dice la stessa dicitura, è una scuola dove appunto lo zaino non c’è, ma viene sostituito da una valigetta leggera per i compiti a casa. Togliere lo zaino significa adottare alcune strategie educative come la responsabilità, la comunità e l’ospitalità. Secondo questo pensiero, gli studenti non portano a casa i loro strumenti di lavoro, ma appunto li lasciano in classe: “Nessuno  – si legge sul sito senzazaino.it – “si è mai domandato perché un qualsiasi lavoratore trova i propri strumenti del mestiere sul posto di lavoro al contrario degli studenti.  In effetti lo zaino comunica un senso di precarietà e di inadeguatezza,  non a caso è stato inventato – come si può facilmente leggere in un qualsiasi vocabolario –  per gli alpinisti e per i soldati con il chiaro scopo di affrontare luoghi inospitali”.

Via lo zaino – che per altro viene spesso accusato di essere troppo pesante e di essere causa di problemi alla schiena – e aule più funzionali, senza la canonica disposizione per file di fronte all’insegnante attraverso uno spazio pensato per la realizzazione delle capacità individuali e di gruppo. Nelle classi della “Scuola senza zaino” per esempio lo spazio è suddiviso in maniera diversa: c’è un’area tavoli, un’area laboratori, un’aerea agorà, un’area di lavoro individualizzato e un’area computer. Lo spazio (sul sito vengono fornite tutte le informazioni sulla progettazione di aule funzionali dal punto di vista dell’arredamento e dell’acustica) infatti è molto importante perché mira a rendere autonomi gli alunni. Inoltre, si vuole che le famiglie partecipino attivamente alla didattica per migliorarla.

E voi unimamme cosa ne pensate? Intanto vi lasciamo con il post che parla delle scuole alternative principali e i loro metodi. 

Firma: Valentina Colmi

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