Passa la linea di accoglienza verso gli omosessuali nella Chiesa voluta da Papa Francesco.

L’atteggiamento della Chiesa nei confronti delle persone omosessuali è destinato a cambiare in maniera irrevocabile grazie a Papa Francesco.

Quattro anni fa c’era stata la proposta di avviare un’accoglienza cordiale verso le persone omosessuali, ma questa non aveva raggiunto il quorum dei due terzi tra i padri sinodali.

Ora invece il passaggio che riguarda i gay ha ottenuto la maggioranza, anche se ci sono stati 65 voti contrari su 248.

“Esistono già in molte comunità cristiane cammini di accompagnamento nella fede di persone omosessuali: il Sinodo raccomanda di favorire tali percorsi. In questi cammini le persone sono aiutate a leggere la propria storia; ad aderire con libertà e responsabilità alla propria chiamata battesimale; a riconoscere il desiderio di appartenere e contribuire alla vita della comunità; a discernere le migliori forme per realizzarlo” si può leggere nel testo.

Ecco un altro passaggio importante: “in questo modo si aiuta ogni giovane, nessuno escluso, a integrare sempre più la dimensione sessuale nella propria personalità, crescendo nella qualità delle relazioni e camminando verso il dono di sé”.

Il Sinodo spiega che “esistono questioni relative al corpo, all’affettività e alla sessualità che hanno bisogno di una più approfondita elaborazione antropologica, teologica e pastorale, da realizzare nelle modalità e ai livelli più convenienti, da quelli locali a quello universale. Tra queste emergono in particolare quelle relative alla differenza e armonia tra identità maschile e femminile e alle inclinazioni sessuali”.

Il Sinodo cita anche un documento della Congregazione della Fede risalente al 1986 che sottolinea che Dio ama ogni persona e così si comporta la Chiesa.

Inoltre si riafferma la determinante rilevanza antropologica della differenza e reciprocità tra l’uomo e la donna e si ritiene riduttivo definire l’identità delle persone dal loro orientamente sessuale.

“Frequentemente la morale sessuale è causa di incomprensione e di allontanamento dalla Chiesa, in quanto è percepita come uno spazio di giudizio e di condanna” si legge ancora nel Sinodo.

Ci sono state però difficoltà su questo particolare punto, ma anche su altri, in modo particolare sulla possibilità che il Sinodo potesse cambiare la dottrina.

La Chiesa ha una ricca tradizione su cui costruire e da cui proporre il proprio insegnamento su tale materia: per esempio il Catechismo della Chiesa Cattolica, la teologia del corpo sviluppata da san Giovanni Paolo II, l’Enciclica Deus caritas est di Benedetto XVI, l’Esortazione Apostolica Amoris laetitia di Francesco”.

“Di fronte ai cambiamenti sociali e dei modi di vivere l’affettività e la molteplicità delle prospettive etiche, i giovani si mostrano sensibili al valore dell’autenticità e della dedizione, ma sono spesso disorientati. Essi esprimono più particolarmente un esplicito desiderio di confronto sulle questioni relative alla differenza tra identità maschile e femminile, alla reciprocità tra uomini e donne, all’omosessualità” si può leggere nel testo.

Le parole di Papa Francesco durante la catechesi ai fedeli in Piazza San Piestro sono, appunto, di accoglienza.

“La speranza di Dio non è un miraggio, come certe pubblicità dove tutti sono sani e belli, ma è una promessa per la gente reale, con pregi e difetti, potenzialità e fragilità”.

Ecco come ha commentato Papa Francesco questa svolta epocale. “In questi giorni, ci siamo confrontati su come camminare insieme attraverso tante sfide, quali il mondo digitale, il fenomeno delle migrazioni, il senso del corpo e della sessualità, il dramma delle guerre e della violenza. Dio è padre per il suo popolo, lo ama e lo cura come un figlio: gli apre davanti un orizzonte di futuro, una strada agibile, praticabile, sulla quale potranno camminare anche ‘il cieco e lo zoppo, la donna incinta e la partoriente’, cioè le persone in difficoltà”.

Unimamme, cosa ne pensate di questi cambiamenti di cui si parla su Faro di Roma?