Una mamma ha donato due organi in laparoscopia: rene e fegato al figlio di 1 anno e mezzo.

Il doppio trapianto, un’operazione molto complessa, si è svolto al Bambi Gesù di Roma e ha avuto successo.

Il piccolo soffriva di ossalosi, una malattia metabolica rara che consiste nell’accumulo di un’eccessiva quantità di ossalato di calcio nei reni e negli altri tessuti.

Questa malattia viene curata appunto al Bambin Gesù di Roma con un doppio trapianto di rene e fegato. Nel mondo sono stati già risolti in questo modo ben 11 casi.

Uno di questi casi però ha qualcosa di eccezionale. “Perché non è mai stato descritto prima in nessuno studio scientifico e siamo stati i primi ad effettuare un intervento simile. Sicuramente in Italia, certamente nel mondo” ha dichiarato il professor Marco Spada, responsabile di Chirurgia epato – biliare pancreatica dell’ospedale pediatrico del Vaticano sul Gianicolo.

Nel caso in questione si è trattato di un doppio espianto di organi da donatore vivente in laparoscopia, da una mamma al figlio, come accennato.

Spada aggiunge che una chirurgia meno invasiva consente un decorso più rapido, meno dolore, meno giorni di ricovero e un ritorno più rapido a una vita normale e al lavoro.

La difficoltà aumenta nel caso del bambino perché durante l’intervento lui è sottoposto a dialisi e bisogna monitorarlo attentamente per evitare un arresto cardiaco.

Durante questa delicata operazione serve la massima precisione e un protocollo personalizzato ogni volta.

La mamma del piccolo Danil ha commentato così l’intervento.

Della sua malattia ricordo la dialisi e le trasfusioni continue. I valori delle analisi erano troppo alti. Poi una volta arrivati qui, abbiamo fatto il trapianto di fegato e le cose hanno cominciato ad andare meglio. Dopo quello renale siamo rinati. Qui ci hanno cambiato la vita e l’hanno salvata a Danil”.

Unimamme, cosa ne pensate di questa vicenda di cui si parla sul Corriere della Sera?

Noi vi lasciamo con il primato del cuore artificiale magnetico trapiantato su un minore.